Città santuario: l’Assemblea legislativa approva una mozione unitaria

Written by on 20/04/2021

Città santuario: l’Assemblea legislativa approva una mozione unitaria

Avanzata dal consigliere Peppucci (Lega), è stata votata all’unanimità dall'Aula di Palazzo Cesaroni

20/04/2021

Città Santuario (Cascia)

Cascia, una delle Città Santuario dell'Umbria

PERUGIA- L’Aula di Palazzo Cesaroni ha approvato all’unanimità dei presenti la mozione promossa dal consigliere Francesca Peppucci (Lega), per contributi alle attività economiche nei centri storici delle cosiddette Città Santuario.

Nello specifico, grazie ad un emendamento firmato da tutti i capigruppo di maggioranza e opposizione, viene impegnata la Giunta regionale a chiedere, tramite un confronto con il Governo, che in fase di attuazione del nuovo provvedimento la norma sia applicata nei confronti di tutti i comuni umbri dove siano situati santuari religiosi indipendentemente dalla popolazione residente e comunque includendo i comuni del cratere, incrementando le risorse stanziate per la sua attivazione; estendere questo contributo alle attività economiche di vendita di beni e servizi svolte nelle zone A di tutti i comuni a vocazione turistica, fermo restando il parametro del rapporto delle presenze turistiche straniere e cittadini residenti. In Italia sono oggi presenti 1.211 santuari religiosi, in Umbria risultano essere numerosi i comuni con Santuari tra cui Assisi, Cascia, Spoleto, Montefalco, Orvieto, Narni, Citerna, Preci, Terni, Todi, Città di Castello.

“Con l’ultimo Decreto Sostegni -ha spiegato nel corso della seduta il consigliere Peppucci- il Presidente del Consiglio Mario Draghi ha chiarito che la norma deve essere estesa a tutte le Città Santuario, includendo comuni umbri come Orvieto, Todi e Spoleto. Però questo tende a penalizzare alcuni piccoli comuni della nostra regione, seppure sotto i diecimila abitanti, come Cascia o Norcia, che hanno una evidente rilevanza turistica internazionale e hanno sofferto anche per il terremoto. Bisogna lavorare, affinché questo vincolo possa essere superato, almeno includendo i comuni del cratere del sisma del 2016. Da tempo lavoriamo per l’estensione del contributo, non solo ai comuni capoluoghi di provincia, ma a tutti quelli a vocazione turistica, onde evitare ingiustificate disparità di trattamento”.


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