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Tpl, è il giorno dello sciopero: braccia incrociate per 4 ore

Written by on 25/07/2022

Tpl, è il giorno dello sciopero: braccia incrociate per 4 ore

Dalle 17.30 fino alle 21.30 non garantiti servizi di mobilità urbana ed extraurbana

25/07/2022

tpl sciopero

Ciro Zeno, della Filt Cgil

Il settore del trasporto pubblico locale (Tpl) in Umbria, in agitazione dopo i tagli al trasporto pubblico messi in atto dalla Regione. Ad aprile infatti, l’assessorato regionale ai trasporti ha annunciato una rimodulazione da 2,8 milioni di euro che è diventato realtà nel mese di giugno. Una decisione che ha visto l’opposizione da parte dei sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil che in questi mesi hanno più volte manifestato la loro contrarietà a questa scelta, fino ad arrivare a lunedì 25 luglio allo sciopero di 4 ore, dalle 17.30 alle 21.30, che interesserà la mobilità urbana, extraurbana e il personale della mobilità alternativa e di navigazione del lago Trasimeno. “La nostra è una reazione naturale ai tagli al trasporto pubblico locale da parte della Regione Umbria – spiega Ciro Zeno della Filt Cgil ospite della trasmissione Xl News di Umbria Radio -. Tagli che si aggirano sui due milioni e 800 mila euro,  l’equivalente di circa 2 milioni di chilometri in termini di percorribilità dei mezzi”. Una scelta “non accettabile da parte dei sindacati e dei lavoratori – sottolinea Zeno – per tutti i risvolti che si avranno in termini occupazionali, sociali e anche in termini ambientali”. Ad essere maggiormente colpite, spiegano i sindacati di categoria, saranno le aree meno urbanizzate tra cui Città di Castello, Spoleto e Orvieto.  “Aree che avranno migliaia di tagli di chilometri tagliati, per esempio l’area di Città di Castello, vedrà tagliati 27 mila km. Se pensiamo che l’Italia è lunga 1400 km dividendolo per un fattore 2.7, viene fuori che viene tagliato quasi un percorso di 20 volte e l’Italia” spiega il sindacalista. “Non si tratta di una banalità – commenta Zeno -, perché chi vive gli ambiti dei palazzi regionali, probabilmente non si rende conto di quella che è la manifesta necessità di cittadini di utilizzare il mezzo pubblico anche a fronte di quelle che sono le esigenze economiche di ogni singola famiglia. Molti non prendono più l’auto per il caro carburanti e guardano con grande simpatia al mezzo pubblico, gliel’ho tagliato probabilmente nel momento meno opportuno con i tanti turisti in arrivo nella nostra regione”. Alla base della scelta della regione “problemi economici legati alle finanze del passato”.  Dall’annuncio sono iniziati diversi incontri tra lavoratori e la Regione, quattro manifestazioni sotto i palazzi dell’istituzione, incontri con Prefettura e la presidente della Provincia di Perugia, e ora si è arrivati allo sciopero anche a causa della “miope e sorda politica regionale – spiega Zeno – che non vuole capire dov’è il problema. Ci deve essere la disponibilità da parte delle istituzioni a non chiudersi nell’egocentrismo ed essere disposti ad ascoltare chi ne sa di più tecnicamente, anche in termini di come rimodulare, eventualmente il trasporto pubblico locale”. Infine una stoccata all’assessorato ai trasporti della Regione Umbria: “Qui c’è un problema: l’assessorato ai trasporti di questa regione non ascolta nessuno, non è disposto ad ascoltare nessuno – ripete Zeno – . È egocentrico e purtroppo non si relaziona con nessun’altra istituzione”


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