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Terremoto, scossa di 3.3 con epicentro vicino ad Umbertide

Written by on 17/04/2023

Terremoto, scossa di 3.3 con epicentro vicino ad Umbertide

Tutte le scuole di ogni ordine e grado rimarranno chiuse anche martedì 18 aprile. In mattinata l'ordinanza del sindaco Carizia

17/04/2023

La zona del sisma

La zona del sisma

Una nuova scossa di terremoto di 3.3, dopo quella del 9 marzo, è stata registrata registrata lunedì mattina 17 aprile dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia con epicentro poco distante da Umbertide a una profondità di nove chilometri. La scossa è stata avvertita anche in alcune zone di Perugia. Al momento non si hanno notizie su eventuali danni ad edifici o persone.

Scuole chiuse  e verifiche

Tutte le scuole sono state fatte evacuare lunedì a Umbertide dopo la nuova scossa di terremoto con magnitudo 3.3 registrata poco prima delle 9. I bambini più piccoli sono stati riportati a casa dai genitori, subito accorsi presso i vari istituti. Un’ordinanza del sindaco stabilisce intanto la chiusura per domani, martedì 18, di tutte le scuole del territorio. A Umbertide c’è stata anche in questa occasione tanta paura tra i cittadini, ma non si segnalano al momento ulteriori danni, dopo quelli prodotti dell’evento tellurico del 9 marzo scorso, quando si era registrata anche una scossa di magnitudo 4.6 sulla scala Richter. I vigili del fuoco sono tuttavia al lavoro per i sopralluoghi. Al momento gli unici timori riguardano la stabilità del campanile della piazza di Pierantonio, frazione di Umbertide, che era stato gravemente danneggiato il 9 marzo. La scossa di lunedì è stata avvertita anche in diverse zone di Perugia. In alcune scuole i bambini sono stati fatti uscire per precauzione. Al momento non si registrano danni.

Tanta pura nella popolazione

La scossa di lunedì mattina ha portato la popolazione già colpita dal sisma alla paura di 40 giorni fa. Nonostante la nuova scossa sia stata più lieve rispetto a quella del 9 marzo, lunedì la gente del posto è tornata a vivere l’incubo del terremoto. Il collega Alessandro Minestrini, ospite della puntata di oggi di XL News, in collegamento da Pierantonio, ci aggiorna sulla situazione nella zona del cratere.

L’interrogazione al ministro Piantedosi

“Questa mattina sono andata a Pierantonio, la frazione del comune di Umbertide tra le più colpite dal terremoto del 9 marzo scorso. Nella palestra comunale sono ancora alloggiate circa quaranta persone rimaste senza casa da allora. Ho trovato una situazione intollerabile”. Lo scrive in una sua nota Elisabetta Piccolotti, deputata di Alleanza Verdi e Sinistra, annunciando un’interrogazione urgente al ministro degli Interni, Matteo Piantedosi, “perché si trovi subito una sistemazione dignitosa a queste persone”. “Nonostante gli sforzi degli operatori nella palestra – prosegue Piccolotti – manca quasi tutto e la sensazione è che la disorganizzazione stia pesando soprattutto sulle spalle dei più fragili. Le persone dormono su brandine, fa freddo perché la palestra è poco riscaldata, la promiscuità è totale, le docce non hanno tende e non c’è nemmeno un bidet, non c’è alcuna privacy, non è stato permesso agli sfollati di utilizzare una cucina presente in una struttura vicina per le più elementari necessità e ci sono anche alcuni bambini. Una di loro è diabetica e deve conservare i medicinali in frigorifero, ma nella palestra non ce ne sono. Le persone rimaste nella struttura in grandissima parte sono di origine straniera”.

Rimanere senza contributo

“Gli altri, oltre 600 – ricorda Piccolotti – hanno trovato soluzioni da parenti, amici o prendendo in affitto altre case. Il contributo erogato dopo la concessione dello stato di emergenza è insufficiente ma almeno hanno una casa in cui vivere. Sopratutto ad oggi la certezza sull’erogazione del contributo è soltanto per un anno. È normale quindi che gli sfollati tutti temano per il futuro: alcuni di loro hanno paura di rimanere senza contributo tra un anno e per di più con mutui ventennali a carico per le case inagibili”. Secondo Piccolotti, “il governo dovrebbe dare maggiori rassicurazioni per gli anni a venire, ma invece tutto sembra nebbioso. Il prezzo più alto, come sempre, lo pagano i più poveri che sono i più preoccupati. Una situazione intollerabile considerato che è passato più di un mese dal terremoto e che in questo tempo si sarebbero potute montare delle casette di legno o reperire delle stanze in albergo. Farò presente tutto questo al ministro Piantedosi”.


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