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Terni, alla Tct licenziate cinquantuno persone: scatta lo sciopero

Written by on 12/05/2023

Terni, alla Tct licenziate cinquantuno persone: scatta lo sciopero

La Regione, contattata dai sindacati, ha convocato una riunione per martedì 16 maggio

12/05/2023

La protesta dei lavoratori

La protesta dei lavoratori

Brutte notizie per il mondo del lavoro. Quattro ore di sciopero e un presidio sotto Palazzo Spada, venerdì mattina, per i lavoratori del tubificio di Terni. E’ questa la risposta dei sindacati all’apertura ieri, da parte dell’azienda della procedura di licenziamento per cessazione dell’attività per 51 lavoratori. Già mercoledì, secondo alcune testate locali, i vertici aziendali avevano comunicato ai sindacati la volontà di chiudere lo stabilimento. L’azienda ha anche comunicato che il 21 maggio sarà l’ultimo giorno di lavoro. La Regione, contattata dai sindacati, ha convocato una riunione per martedì 16 maggio. 

I sindacati

Dichiarato, da subito, lo stato di agitazione e l’assemblea permanente, con un primo pacchetto di ore di sciopero previsto per venerdì mattina con presidio sotto il Comune di Terni nell’ultima giornata di campagna elettorale per sensibilizzare tutti coloro che si candidano ad amministrare la città. “Lo stato di agitazione – avvertono i sindacati  – proseguirà nella giornata di sabato, con una presenza dei lavoratori alla partenza del Giro d’Italia, continuando poi nella giornata di martedì con un presidio sotto gli uffici della Regione Umbria, in concomitanza dell’incontro già programmato con l’assessore allo sviluppo economico. Ulteriori iniziative saranno valutate in base all’evoluzione della vertenza. Inevitabilmente – commentano le tre sigle dei metalmeccanici – questa situazione richiama tutte le parti ad assumersi le proprie responsabilità di fronte a un impatto sociale di questa rilevanza, che potrebbe generare ulteriori problemi nell’intera filiera, sia a livello di esuberi, che di produzioni sul territorio. A fronte di quanto detto ci aspettiamo, da subito, azioni concrete di responsabilità volte alla tutela dell’occupazione, a partire dagli impegni assunti a più riprese dalla direzione aziendale di Ast al tavolo prefettizio e al tavolo del Tubificio, nonché dallo stesso presidente Arvedi durante il pontificale di S. Valentino di fronte alla Cattedrale di Terni che, rivolgendosi ai lavoratori della Tct, ha affermato: ‘Ast è la casa comune’” .

La nota di Ast e convocazione

Nel frattempo venerdì è arrivata la convocazione da parte di Ast sulla vertenza Tct. L’incontro è fissato per lunedì mattina alle ore 9. Intanto Ast, nella fattispecie il Tubificio di Terni, “prende atto della decisione unilaterale di Tct Srl di interrompere le attività imprenditoriali a partire dal 22 maggio e di avviare una procedura di licenziamento collettivo, nonostante il contratto d’appalto in essere con Tubificio di Terni che scade nel marzo 2024. L’interruzione arbitraria e illegittima del rapporto contrattuale con Tubificio di Terni causerà ulteriori danni – prosegue l’azienda – che saranno addebitati ai responsabili. Ast conferma che contribuirà a risolvere, nella misura a lei possibile, le eventuali criticità occupazionali che dovessero insorgere, nei tempi e con le necessarie modalità”.

 

 


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