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50 anni di Servizio Civile: 45 anni di servizio all’uomo in Caritas

Written by on 22/12/2022

50 anni di Servizio Civile: 45 anni di servizio all’uomo in Caritas

Al convegno di Roma di Caritas italiana anche le Caritas dell'Umbria

22/12/2022

Il convegno di Roma sui 50 anni del Servizio civile

Roma 7-12-2022 Caritas italiana Servizio Civile, S.E. Matteo Zuppi Ph: Cristian Gennari/Siciliani

“La guerra in Ucraina ci ripropone con urgenza una pace da costruire a partire dai giovani”: lo ha detto il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza Episcopale Italiana, invitando a “mantenere vivo nei giovani lo spirito dell’obiezione alla violenza in tutte le sue forme fisiche e digitali”. Ne ha parlato a Roma, il 7 dicembre scorso, durante il convegno nazionale organizzato da Caritas italiana che celebra il cinquantesimo anniversario del riconoscimento giuridico, attraverso la legge 772/72 dell’obiezione di coscienza al servizio militare, “uno stimolo formidabile alla cultura della non violenza”. Un momento di riflessione sull’obiezione di coscienza e sul servizio civile, anche in chiave di opportunità per i giovani. Presenti all’incontro diversi direttori delle Caritas diocesane come Luca Uccellani, direttore della Caritas di Gubbio, tra l’altro, uno dei primi obiettori di coscienza a svolgere il proprio servizio civile alla Caritas eugubina, come raccontato da lui stesso nel corso della trasmissione Mondo Migliore di Umbria Radio.

Servizio all’uomo

“All’epoca era stata una scelta forte (due anni di servizio anziché uno di leva militare) ma ha formato le coscienze – ha osservato il cardinale Zuppi aprendo il convegno di Roma -. Il prezzo pagato dai giovani di allora è servito a radicare le convinzioni”. Oggi “fare una scelta non obbligata come il servizio civile continua ad offrire la possibilità di fare una esperienza intensa nella propria vita – ha sottolineato il card. Zuppi -. È una delle poche esperienze che connette i giovani alla società e offre loro un ruolo da protagonisti. Fa scoprire la bellezza dei legami e il fascino di partecipare ai processi di crescita della comunità intera. Il servizio civile è una delle poche scuole di partecipazione alla vita pubblica e all’impegno socio politico”. “Il bene – ha concluso il cardinale – ha bisogno che ci sporchiamo le mani con la vita dei fratelli e impariamo il passaggio dalla compassione alla solidarietà”. Uno strumento che, è stato chiesto con forza dal convegno di Roma, deve essere rilanciato “perché è una grande opportunità che può rispondere a tante necessità e raccoglie lo sforzo, la visione e la profezia vissuti in tanti anni – ha sottolineato il cardinale Zuppi -. Oggi con la guerra in Ucraina è ancora di più un enorme valore”. Oggi il servizio civile è una opportunità ma l’opportunità ci deve essere”. Essere in un periodo di guerra, ha aggiunto, “ci fa capire ancora di più il valore di questa esperienza”, per cui ha chiesto al governo italiano ”un vero rilancio, con un impegno anche economico”. “La guerra è una tragedia ed è incosciente pensare che andrà tutto bene – ha sottolineato più avanti -. Gli obiettori di coscienza e l’obiezione di coscienza ci aiutano a trovare un po’ di consapevolezza e ad affrontare con più responsabilità un momento davvero decisivo”. Il presidente della Cei ha ricordato che la Chiesa italiana “fu tra i promotori principali del servizio civile”. La Caritas ha infatti accolto in questi anni 100 mila giovani “ed è l’ente convenzionato con il maggior numero di obiettori l’anno, circa 5 mila”. Inoltre il servizio civile è “una grande opportunità per aiutare le organizzazioni a crescere”. Al convegno era presente anche il ministro per lo sport Andrea Abodi, con delega al servizio civile, che ha detto: “Chi ha responsabilità di governo vuole continuare ad investire per il servizio civile”.


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