Ex Merloni, Indelfab chiede cassa intergazione per cessata attività

Written by on 05/11/2020

Ex Merloni, Indelfab chiede cassa intergazione per cessata attività

Fiom insorge: "Ci sono nuovi strumenti per l'emergenza Covid". Videoconferenza con il Ministero del lavoro il 9 novembre

05/11/2020

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L'ingresso della ex Merloni, a Colle di Nocera Umbra

GUALDO TADINO – Autunno caldo in Umbria sul fronte delle vertenze: la Indelfab (ex Antonio Merloni e poi ex JP Industries) di Fabriano ha chiesto e fissato un incontro in videoconferenza con il Ministero del Lavoro per ottenere un periodo di cassa integrazione per cessazione attività dal prossimo 16 novembre e fino al 15 maggio 2021. La richiesta di incontro è stata inviata il 26 ottobre al Ministero del Lavoro e per conoscenza alle Regioni Marche e Umbria, oltre che alle parti sociali e a Confindustria Ancona. La riunione si terrà in videconferenza il 9 novembre prossimo.

Cassa integrazione anche a Gaifana

Il nuovo ricorso agli ammortizzatori sociali si applicherebbe a tutta la forza lavoro attualmente occupata: 294 a Fabriano (3 quadri, 27 impiegati, 264 operai di cui 90 lavoratori nello stabilimento del Maragone e 204 in quello di Santa Maria) e 272 a Gaifana in Umbria (11 impiegati e 261 operai), tra i comuni di Gualdo Tadino e Nocera Umbra. Questi potranno essere sospesi dal lavoro, ovvero lavorare a orario ridotto in funzione delle esigenze tecniche, organizzative e produttive, comunque connesse a operazioni propedeutiche alla cessazione di attività. In questo percorso, assicura l’azienda che ha acquisito il comparto bianco della ex Antonio Merloni, saranno coinvolte le Regioni Marche e Umbria ai fini della predisposizione di appositi piani di politiche attive.

La reazione dei sindacati

Una mossa che ha provocato la reazione della Fiom di Ancona, che invita il liquidatore dell’azienda, Giovanni Porcarelli, a valutare ancora la richiesta di cigs con causale Covid, visti i nuovi strumenti decisi dal governo Conte. L’obiettivo del sindacato è di avere più tempo per costruire un vero piano di salvaguardia e di rilancio industriale. Il sindacato ritiene indispensabile continuare con il percorso che ha portato al ritiro della procedura di licenziamento collettivo, coinvolgendo nella discussione anche il Ministero dello Sviluppo economico, per valutare la possibilità di usufruire delle ulteriori settimane di cassa integrazione Covid, a fronte di garanzie di rifinanziamento della Cigs per cessazione anche per l’anno 2021.


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