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È umbro il ‘ladro di libri’ arrestato a New York dall’Fbi

Written by on 08/01/2022

È umbro il ‘ladro di libri’ arrestato a New York dall’Fbi

L'accusa: frode telematica e furto d'identità aggravato. Dal 2016 usava identità false per ottenere libri inediti

08/01/2022

ladro libri new york

L'accusa: frode telematica e furto d'identità aggravato, rischia 22 anni di carcere

Un caso di phishing internazionale che si è concluso con l’arresto di un 29enne, originario di Amelia, residente a Londra impiegato nell’ufficio diritti della casa editrice inglese Simon & Schuster. Accusato di aver “impersonato, truffato e tentato di truffare centinaia di persone” dal 2016, il giovane, secondo il suo profilo LinkedIn (ora oscurato), è laureato in lingua cinese alla Cattolica di Milano, ha tradotto diversi libri di scrittori asiatici e ha anche ottenuto un master all’University College London.

L’arresto a New York

La notizia dell’arresto è stata data da Damian Williams, procuratore degli Stati Uniti per il distretto meridionale di New York, e Michael J. Driscoll, vicedirettore in carica dell’Ufficio di New York del Federal Bureau of Investigation (“FBI”) lo scorso 5 gennaio. Il 29enne è stato arrestato mercoledì pomeriggio quando è arrivato all’aeroporto internazionale John F. Kennedy. Il caso è assegnato al giudice distrettuale degli Stati Uniti. L’accusa, si legge sul sito del dipartimento di giustizia degli Stati Uniti, è “frode telematica e furto d’identità aggravato, in relazione a un piano pluriennale per impersonare soggetti coinvolti nell’editoria al fine di ottenere fraudolentemente centinaia di manoscritti di pre-pubblicazione di romanzi e altri libri di prossima pubblicazione”. Per l’accusa di frode telematica, il 29enne rischia una pena massima di 20 anni di reclusione a cui si sommerebbe altri due anni per l’accusa di furto di identità aggravato.

Oltre 160 false identità

Secondo quanto spiegato dal procuratore degli Stati Uniti, il 29enne avrebbe impersonato individui dell’industria editoriale in modo che diversi autori, incluso un vincitore del premio Pulitzer, gli inviassero manoscritti di pre-pubblicazione a proprio vantaggio. Secondo gli investigatori, il giovane avrebbe usato la sua conoscenza privilegiata del settore per convincere gli autori a inviargli i loro libri e testi inediti fingendosi agenti, case editrici e scout letterari. A partire da agosto 2016, infatti, il 29enne, residente a Londra e impiegato nel settore dell’editoria, aveva creato falsi account di posta elettronica per impersonare persone reali impiegate nell’industria editoriale, registrando più di 160 domini. In questo modo, avrebbe impersonato centinaia di persone diverse per ottenere le copie dei manoscritti a cui non aveva diritto. Inoltre, attraverso uno schema di phishing, avrebbe cercato di ottenere di nascosto l’accesso a un database gestito da una società di scouting letterario con sede a New York. Il giovane avrebbe infatti creato una falsa pagina web che impersonava il sito della compagnia. Fingendosi un dipendente della società, aveva inviato, nel 2020, un’e-mail a due persone, chiedendo agli utenti di fornire i propri nomi utente e password.

Una truffa internazionale

Per gli addetti ai lavori, si tratta dell’epilogo di una storia assurda che per cinque anni ha insospettito, incuriosito e per certi versi anche tormentato il mondo dell’editoria di tutto il mondo. Dal 2016, infatti, i responsabili e gli editori di prestigiose case editrici di tutto il mondo – dagli Stati Uniti a Tawain, dalla Svezia all’Italia – hanno ricevo mail frequenti e insistenti da parte di loro colleghi che richiedevano l’accesso a manoscritti non ancora pubblicati, di grandi autori così come di misconosciuti esordienti. I messaggi provenivano da persone che i destinatari conoscevano più o meno bene, comunque professionisti del settore. Una volta ricevuti i manoscritti, però, il 29enne non avrebbe approfittato della situazione, cioè, nessuna delle opere rubate era stata messa in commercio prima del tempo: nessun passaggio di denaro, nessun ricatto e nessuna pubblicazione in nero. Secondo l’ufficio del procuratore di New York, però, l’obiettivo sarebbe sempre stato quello di rubare le idee letterarie di altri per un vantaggio personale. Tra le vittime anche noti autori come Dan Brown, Margaret Atwood, Ethan Hawke e Elena Ferrante colpo, quest’ultimo, che non sarebbe andato a buon fine.


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