Inchiesta sanità, Barberini si difende: “Mai raccomandato nessuno”. Bocci e Valorosi in silenzio

Written by on 19/04/2019

Inchiesta sanità, Barberini si difende: “Mai raccomandato nessuno”. Bocci e Valorosi in silenzio

19/04/2019

L'ex assessore regionale alla Sanità, Luca Barberini

PERUGIA – Si è difeso sottolineando di “non avere mai raccomandato alcun candidato o influito in alcun modo sui concorsi” dell’ospedale di Perugia l’ex assessore regionale alla Sanità Luca Barberini, Pd, comparso davanti al gip per l’interrogatorio di garanzia. Il suo difensore, l’avvocato David Brunelli, ha chiesto la revoca degli arresti domiciliari o, in subordine, la sostituzione con una misura meno afflittiva. Si sono avvalsi invece della facoltà di non rispondere l’ex segretario regionale del Pd Gianpiero Bocci e il direttore amministrativo dell’Azienda ospedaliera Maurizio Valorosi. Anche loro ai domiciliari per la stessa inchiesta. “Barberini ha risposto a tutte le domande del giudice e del pm – ha detto l’avvocato Brunelli – e ha spiegato diffusamente come sia estraneo a tutti i fatti che gli sono contestati. In particolare ha dato una spiegazione molto convincente dell’unica telefonata intercettata che lo ha riguardato direttamente. Sul contenuto Barberini è particolarmente tranquillo”. “Per Bocci e Valorosi – ha detto ancora l’avvocato Brunelli – dobbiamo approfondire il quadro probatorio, stabilire con precisione quali sono gli elementi a carico e quelli sui quali ragionare. Nei prossimi giorni chiederemo per entrambi l’interrogatorio da parte dei pubblici ministeri e in quella sede entrambi spiegheranno dettagliatamente la loro posizione su tutte le contestazioni che gli sono state mosse”.

Quadro “Per Barberini avevamo invece un quadro più che sufficiente e questo ci ha permesso di rispondere fin da subito. Al gip ha spiegato approfonditamente tutti gli elementi che lo riguardano nell’ordinanza cautelare. Ha dimostrato in particolare i contenuti reali dell’unica telefonata nella quale lui parlava direttamente con una persona. Per il resto ha più volte ripetuto, e a mio avviso anche dimostrato, di non avere mai fatto una raccomandazione, di non avere mai alterato o inciso sulle procedure dei concorsi, di non avere mai fatto segnalazioni di sorta e tanto meno di avere dato o ricevuto tracce di concorsi”. Il legale ha quindi ricordato che la telefonata contestata a Barberini riguarda la graduatoria del concorso per infermieri. “È aperta – ha aggiunto – e a scorrimento si prendono supplenti per posti vacanti che occasionalmente si creano. Si tratta di lavori di uno o due mesi normalmente nemmeno appetibili. Spesso chi viene chiamato rinuncia perché non conviene. Su questa lista aperta all’ex assessore sono state ascritte due persone arrivate intorno al trecentesimo posto. Di questo parliamo”. “Dalla telefonata – ha spiegato l’avvocato Brunelli – la procura ricava l’interessamento di Barberini per questi due candidati, anche se non se ne fa il nome. Oggi il mio assistito ha però spiegato con chiarezza che si trattava invece una questione riguardante un ordine di priorità all’interno dell’Azienda ospedaliera per procedure che nulla aveva a che vedere con quella vicenda”. Nell’interrogatorio non ci sono state domande sui rapporti con l’ex presidente della Regione Catiuscia Marini, che si è dimessa in seguito all’indagine. “Barberini ha precisato – ha detto il suo difensore – lavora in una sede diversa da quella del Consiglio. Non ha mai ricevuto indicazioni da Marini o influito su nomine di primari o altre categorie all’interno
dell’ospedale”.


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