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Giorno della Memoria, duecento scarpe in piazza a Bevagna

Written by on 27/01/2022

Giorno della Memoria, duecento scarpe in piazza a Bevagna

L'iniziativa per ricordare le vittime dell'Olocausto ha coinvolto le scuole della città, protagoniste dell'installazione lungo la scalinata del Palazzo dei Consoli

27/01/2022

giorno della memoria bevagna

'C'è un paio di scarpette rosse' l'installazione realizzata dalle scuole di Bevagna

Singolare installazione a Bevagna per il Giorno della Memoria. Duecento paia di scarpe posizionate lungo la scalinata del Palazzo dei Consoli per non dimenticare l’orrore dell’Olocausto.

In occasione della ricorrenza internazionale istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, in ricordo dell’abbattimento dei cancelli del Campo di concentramento di Auschwitz, le scuole cittadine  sono state protagoniste lungo la scalinata di piazza Silvestri di C’è un paio di scarpette rosse. 

Nata da un’idea dell’amministrazione comunale, l’iniziativa ha coinvolto gli alunni della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di Bevagna e Cantalupo. L’installazione artistica commemorativa, è stata l’occasione per gli studenti di riflettere sul dramma vissuto da milioni di persone, uccise nei campi di concentramento a seguito della loro deportazione da parte del regime nazista.

Le scarpette, posizionate lungo la scalinata, hanno così lanciato un forte messaggio non solo ai giovani ma a tutti i cittadini. Le oltre duecento paia di scarpe portate dai ragazzi e sistemate sulle scale del Palazzo dei Consoli sono state, per una mattinata, il simbolo di un ricordo indelebile e crudele.

“Un regime oppressivo non toglie soltanto la libertà -ha scritto nel suo messaggio agli studenti il sindaco di Bevagna, Annarita Falsacappa- svilisce ogni animo umano.

Dobbiamo coltivare incessantemente la memoria, che ha il compito di aiutarci a raggiungere la consapevolezza del rispetto umano verso i nostri simili.

La memoria è empatia, è condivisione di situazioni scabrose di cui si comprendono le atrocità anche senza averle vissute personalmente ma per un afflato e una vicinanza a qualsiasi essere umano, che, in quanto tale, deve essere rispettato e mai dominato, sfruttato, violentato, denigrato, maltrattato, torturato, ucciso. La memoria conta per la costruzione della nostra sensibilità e della nostra coscienza. La memoria serve per un mondo migliore”.

 


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