‘Festival del Medioevo’. VI edizione dedicata al Mediterraneo

Written by on 23/09/2020

‘Festival del Medioevo’. VI edizione dedicata al Mediterraneo

23/09/2020

GUBBIO- Mediterraneo. Il mare della Storia, è  il tema della sesta edizione del Festival del Medioevo, in programma a Gubbio da mercoledì 23 a domenica 27 settembre. Un grande racconto, grazie ad una formula consolidata ideata e coordinata dal giornalista Federico Fioravanti, che anche quest’anno prevede lezioni gratuite e aperte a tutti, colte e insieme popolari. Un percorso lungo dieci secoli tra la storia, l’arte, la letteratura, la politica e la filosofia. Protagonisti dell’evento, più di cento storici, saggisti, scrittori, scienziati, filosofi, architetti e giornalisti, impegnati in una sfida di corretta divulgazione delle vicende intrecciate in dieci e più secoli.

All’interno di un ricco a articolato programma, si ascoltaranno gli affascinanti racconti attraverso le fonti di quel complesso fenomeno che furono le Crociate (Franco Cardini), del Sacco di Costantinopoli del 1204 (Marina Montesano), dei viaggi fra Cipro e l’Occidente Latino di Jacques de Molay, ultimo gran maestro dell’Ordine del Tempio (Sonia Merli) e della epocale Battaglia di Lepanto del 1571 (Alessandro Barbero).

Un appassionante viaggio nella memoria profonda del Mare nostrum dell’antica Roma, che proprio nel Medioevo iniziò ad essere chiamato Mare in mezzo alle terre. Vasto lago chiuso  tra una sponda d’Europa, una d’Africa e l’altra dell’Asia minore: il Mare superiore così temuto dagli Egiziani e dai Sumeri, il Mare Bianco degli Arabi, il Grande mare citato nelle preghiere della tradizione ebraica. Un crocevia di popoli, lingue, culture e religioni. Di incontri e di scontri. Incrocio di merci e saperi. Specchio dei fanatismi e della tolleranza. Per più di duemila anni, vero cuore pulsante del Mondo.

Ad inaugurare la VI edizione del Festival del Medioevo, una lezione sul tema Il mare della Storia, svolta da José Enrique Ruiz-Domènec, professore di Storia Medievale e direttore dell’Institut d’Estudis Medievals dell’Università Autonoma di Barcellona. Molto più di un mare: il Mediterraneo è stato il teatro della millenaria storia comune di Europa, Asia e Africa e delle tre grandi religioni monoteiste. Porti e santuari. Commerci e battaglie. Sogni e avventure. Migrazioni continue, sia di genti che di idee. Un incessante andirivieni, dall’Età del Bronzo alla modernità. Mediterraneo dai confini mobili, con frontiere ridefinite di continuo dalle diverse aree di influenza delle tre grandi potenze che nei secoli del Medioevo segnarono la sua storia: la Cristianità d’Occidente, l’Impero bizantino e gli Stati musulmani.

Così, la memoria profonda del Mare della Storia riappare da secoli, in modo periodico, come le maree, anche nelle cronache quotidiane della società contemporanea. Il Festival del Medioevo 2020 la evoca attraverso l’immagine scelta per il manifesto che presenta la sesta edizione: un volto senza tempo, fascinoso ed enigmatico. È quello del Satiro Danzante, una statua greca del IV secolo avanti Cristo, della scuola di Prassitele, riemersa alla fine degli Anni Novanta del Novecento nelle acque della Sicilia occidentale, tirata su, insieme ai pesci, dalle reti gettate dai pescatori di Mazara del Vallo: i capelli scolpiti nel bronzo mossi dai conosciuti ma mutevoli venti del Mediterraneo. E uno sguardo che sfida i secoli.


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