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Esame di maturità, tornano gli scritti: gli studenti non ci stanno

Written by on 04/02/2022

Esame di maturità, tornano gli scritti: gli studenti non ci stanno

Proteste in tutta Italia. Giovani in piazza anche a Perugia: "Gli immaturi siete voi"

04/02/2022

esame maturità studenti

Studenti in Piazza Italia a Perugia

La situazione nella scuola, esame di maturità e didattica a distanza: gli studenti di tutta Italia, venerdì mattina, sono scesi in piazza per far sentire la loro voce “a difesa della scuola che vorrebbero”. Corteo di protesta anche a Perugia, indetto dall’Unione degli studenti, partito da piazza Partigiani per arrivare fino a piazza Italia a suon di slogan come “gli immaturi siete voi”, “il ministro Bianchi non ci ascolta”, “noi vogliamo una scuola pubblica, laica e solidale”.

Dad e pandemia

“Stremati” da pandemia e dad: “Dopo due anni di didattica a distanza – spiegano i rappresentanti dell’ Unione degli studenti – il Ministero sceglie di decidere da solo, senza consultare chi ha subito mesi di incertezze, senza sapere se il giorno dopo sarebbe dovuto andare a scuola e che ha subito di più le ricadute psicologiche della pandemia”. Studenti che inoltre chiedono “l’eliminazione degli scritti dalla maturità” e che il ministro “si confronti” con loro. “Chiediamo – aggiungono – che ci venga data voce quando negli ultimi mesi le uniche risposte che abbiamo avuto sono state silenzi e manganelli”.

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Il corteo degli studenti a Perugia

Proteste in tutta Italia

Studenti in piazza anche a Roma e in molte città italiane. Il corteo nazionale è partito in mattinata da Piramide per arrivare sotto al Ministero dell’Istruzione. Oltre a Perugia, altri cortei e presidi sono stati organizzati in piazza Fontana a Milano, a Palermo, Genova, Bari, Firenze, Verona, Padova, Varese, Lodi, Agrigento, Taranto, Venezia, Latina, Pisa, Modena e nel resto del Paese. Al centro della protesta l’esame di maturità: “È impensabile tornare a questo tipo di esame dopo mesi di pandemia – dicono i ragazzi – e anche adesso, seppure la scuola sia in presenza dall’inizio dell’anno, sappiamo che la situazione non è davvero così: ci sono moltissime classi in quarantena o che sono state più volte in quarantena e quindi in dad durante tutto l’anno. Queste direttive, arrivate solo ora dopo mesi di incertezza, sono l’ennesima dimostrazione di un Ministero che non ascolta gli studenti e che non prende in considerazione la grave situazione psicologica che stanno vivendo, ma pensa invece solamente a valutarli. Persino il Presidente della Repubblica oggi, nel suo discorso di insediamento, ha sottolineato l’importanza dell’ascolto di noi studenti. Vogliamo risposte dal Ministro”. Le associazioni studentesche chiedono un esame che elimini gli scritti e inserisca una tesina. “Non si tiene conto delle difficoltà degli ultimi anni, un Esame privo di senso – denunciano gli studenti -. Il Ministro continua a non convocarci per prendere le decisioni, per questo siamo disposti a mobilitarci finché questo non avverrà”. “Una proposta che se confermata, fa ben capire che il Ministro non ha idea di ciò che è successo nelle scuole negli ultimi anni e qual è la situazione ora – dichiara Luca Redolfi, coordinatore nazionale dell’Unione Degli Studenti -. Non vengono considerate le difficoltà didattiche, dell’apprendimento ed emotive vissute”. “Non riteniamo che il percorso degli studenti si possa valutare attraverso questa modalità di esame – continua Bianca Chiesa, dell’Unione degli studenti (UdS) -. Al contrario sosteniamo un approccio che garantisca al soggetto in formazione di apportare elementi di soggettività e pensiero critico al processo valutativo, valorizzando la multidisciplinarietà e il totale percorso di studi dello studente.  “Da mesi gli studenti del paese si mobilitano esprimendo la necessità di cambiare il modello di scuola nel nostro paese – conclude Redolfi -. Il Ministro continua però a non ascoltare gli studenti e a non convocare le associazioni studentesche. Per questo oggi siamo nelle piazze di tutto il paese e la prossima settimana e venerdì 11 continueremo a mobilitarci in tutte le piazze finché non ci sarà data la voce che ci spetta”.

Ordinanze maturità 2022

A fine gennaio, il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi ha reso noto che sono pronte le ordinanze che definiscono l’organizzazione e le modalità di svolgimento degli Esami di Stato 2022.  Nei documenti predisposti è previsto il ritorno delle prove scritte che si svolgeranno in presenza. Per il solo colloquio è prevista la possibilità della videoconferenza per i candidati impossibilitati a lasciare il loro domicilio. L’ordinanza prevede che l’Esame sia costituito da una prova scritta di italiano, da una seconda prova sulle discipline di indirizzo, predisposta dalle singole commissioni d’Esame, e da un colloquio. La sessione d’Esame avrà inizio il 22 giugno, con la prima prova scritta di italiano. Il 23 giugno si proseguirà con la seconda prova, diversa per ciascun indirizzo, che avrà per oggetto una sola disciplina tra quelle caratterizzanti il percorso di studi. È previsto, infine, il colloquio, che si aprirà con l’analisi di un materiale scelto dalla commissione (un testo, un documento, un problema, un progetto) che sarà sottoposto al candidato. La commissione sarà composta da sei commissari interni e un Presidente esterno.  “Le scelte di oggi – sottolinea il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi – rientrano nel percorso di progressivo ritorno alla normalità che stiamo realizzando. Non siamo ancora fuori dalla pandemia, ma già quest’anno, grazie ai vaccini e alle misure di sicurezza decise dal governo, abbiamo garantito una maggiore continuità della scuola in presenza, fin dal primo giorno. Abbiamo tenuto conto, come era giusto fare, degli ultimi due anni vissuti dai nostri ragazzi. Per questo, ad esempio, nel secondo ciclo, affidiamo la seconda prova scritta alle commissioni interne, che conoscono i percorsi personali degli studenti. Dobbiamo rimetterci in cammino verso la normalità e guardare al futuro, lavorare alla scuola che vogliamo costruire insieme”, conclude

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