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Comuni Ricicloni, premiate le amministrazioni virtuose umbre

Written by on 17/02/2023

Comuni Ricicloni, premiate le amministrazioni virtuose umbre

Alcune conferme, qualche nuova entrata e diverse esclusioni, secondo i dati presentati nel corso del sesto EcoForum regionale sull'economia circolare di Legambiente. Al primo posto Calvi dell'Umbria

17/02/2023

comuni ricicloni 2023

Il logo del dossier promosso da Legambiente Umbria sui Comuni Ricicloni

Sono complessivamente dieci nella nostra regione, uno in meno rispetto allo scorso anno, i Comuni Ricicloni, le amministrazioni virtuose in materia di raccolta differenziata dei rifiuti. Questi, i dati presentati a Spoleto, nel corso del sesto EcoForum regionale sull’economia circolare promosso da Legambiente. 

Alcune conferme, qualche nuova entrata e diverse esclusioni: al Comune di Calvi dell’Umbria lo scettro di comune più riciclone dell’Umbria, altri nove i premiati, ma potevano essere di più se non fosse diminuita la qualità della raccolta della frazione organica. Numeri utili per fare un bilancio di quella che è la situazione attuale del ciclo dei rifiuti, ma anche per ragionare di prospettive future, soprattutto nell’ottica del Nuovo Piano regionale sui rifiuti. Il 2021 ha visto un ulteriore progresso e un’estensione delle raccolte differenziate in diverse realtà umbre. In altre, invece, vengono confermate le croniche criticità. 

I dati della raccolta differenziata in Umbria

I dati ufficiali di Arpa Umbria relativi alla produzione e raccolta differenziata dei rifiuti del 2021 dimostrano chiaramente che, sebbene la raccolta differenziata nella nostra regione sia oggi al 66,9%, l’intero sub-ambito della Valle Umbra Sud (folignate, spoletino e Valnerina) continua, anno dopo anno, a retrocedere, rappresentando un inaccettabile freno per il raggiungimento degli obiettivi che la Regione si era prefissata.

Il quadro regionale è molto vario, ci sono comuni che viaggiano stabilmente su percentuali di differenziata vicine al 90%, come Calvi dell’Umbria e Otricoli, ed altri che si attestano comunque attorno all’80%. Altri comuni importanti come Nocera Umbra e Montefalco sono inchiodati su percentuali misere tra il 20 e 30%. In totale sono venti i comuni che hanno centrato l’obiettivo del 72,3%, che doveva essere raggiunto nel 2018.

Altri trentacinque hanno percentuali superiori al 65%, l’obiettivo minimo posto dal decreto Ronchi. I restanti trentasei comuni non raggiungono nemmeno il 65%. Di questi dodici non superano nemmeno il 35%, per di più associati ad elevati valori di produzione rifiuti pro capite.

Tra le note positive: alcuni dei comuni che nel 2021 mostravano ancora basse performance, nel corso del 2022 hanno finalmente intrapreso un percorso di cambiamento che in molti casi ha dato risultati immediati e che li porterà a percentuali più adeguate nella prossima classifica. Parliamo, ad esempio, del Comune di Magione, gestito da TSA. Grave, invece, che ci siano amministrazioni che continuano ad arretrare, tra tutti il Comune di Foligno, terzo comune più̀grande della regione, che ha ulteriormente diminuito la propria percentuale di differenziata e quello di Spoleto che si muove con medesimo passo.

I dati complessivi ci dicono che in Umbria la produzione di rifiuti urbani (RU) nel 2021 è stata di 445.337 tonnellate, di cui 298.113 tonnellate raccolte in modo differenziato. La produzione complessiva risulta in crescita rispetto all’anno precedente di 6.288 tonnellate (a fronte anche di una evidente diminuzione della popolazione residente che si è ridotta di poco meno di cinquemila unità) e la raccolta differenziata ha invece raggiunto la percentuale del 66,9%, dato sostanzialmente stazionario dal 2019.

Diminuita la qualità della raccolta della frazione organica

Da segnalare positivamente -commenta Maurizio Zara, presidente di Legambiente Umbria– è la presenza in classifica di due nuovi Comuni Ricicloni, come San Giustino e Lugnano in TeverinaIl dato preoccupante, invece, è che vi è un peggioramento della qualità della raccolta differenziata nella nostra Regione.

È questa la nota dolente che costa l’esclusione di tutti quei comuni che pur avendo elevate percentuali di raccolta differenziata hanno ridotto la qualità della frazione dell’organico e che, per questo penalizzati, restano fuori dalla classifica. È un criterio che abbiamo adottato nella scelta dei Comuni Ricicloni con l’obiettivo di stimolare i comuni a fare meglio, ad oggi però ne abbiamo ancora dieci fuori standard qualitativi bassi, tra i quali Narni e Terni. A stemperare le performance sempre buone ma non eccellenti del ternano è il primo, e anche unico, Comune Rifiuti Free della Regione: Calvi dell’Umbria il solo che ha contenuto la produzione pro capite di secco residuo (indifferenziato) a smaltimento al di sotto dei 75 kg/anno/abitante”


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