Coldiretti Umbria, è allarme per la proliferazione dei cinghiali

Written by on 26/01/2021

Coldiretti Umbria, è allarme per la proliferazione dei cinghiali

Doppia emergenza per il mondo agricolo: a rischio anche biodiversità, ambiente, sicurezza e salute

26/01/2021

Caccia al cinghiale

Via libera alla caccia al cinghiale, al fine di limitare i danni all'agricoltura

PERUGIA- La Coldiretti Umbria, lancia l’allarme cinghiali. Non è solo la pandemia oggi, a minacciare la sopravvivenza del mondo agricolo della nostra regione : la proliferazione di tale specie che negli ultimi mesi ha raggiunto livelli insostenibile anche a causa delle restrizioni imposte, rappresenta un macigno che continua a gravare sulle attività di tante imprese. È il nuovo forte allarme scaturito dalla giunta straordinaria di lunedì 25 gennaio della Coldiretti Umbria, che ha deciso di impegnarsi in nuove iniziative nell’ambito della mobilitazione contro l’emergenza fauna selvatica, intrapresa dall’organizzazione agricola.

“La forte e reale preoccupazione -ha sottolineato il presidente regionale, Albano Agabiti– è che la situazione nei prossimi mesi primaverili diventi esplosiva, con i cinghiali che già in questo periodo  saccheggiano e distruggono  le campagne. Le conseguenze del Covid, si fanno sentire su tutto il tessuto produttivo, ma gli agricoltori da troppo tempo stanno lottando senza un efficace antidoto anche la battaglia contro gli animali nocivi, che azzerano semine, devastano terreni e recinzioni, compromettono i raccolti. I nostri imprenditori sono stanchi, scoraggiati e arrabbiati per un’emergenza che sembra non finire mai.

Per questo -spiega- non abbiamo intenzione di abbandonarli in questa battaglia di civiltà e siamo pronti a rilanciare il nostro impegno in tal senso. Si tratta di un problema che compromette parimenti anche l’ambiente e la biodiversità e minaccia la sicurezza pubblica, tanto che le cronache raccontano ormai sempre più spesso di incontri ravvicinati dei cittadini con gli ungulati non solo sulle vie di comunicazione o nelle campagne, ma pure all’interno delle città umbre. Ma a preoccupare sono anche i rischi per la salute provocati dalla diffusione di malattie come la peste suina. Specie in questo periodo di grande difficoltà, quindi, occorre moltiplicare gli sforzi e mettere in campo ogni iniziativa utile a fermare l’incontrollata proliferazione dei cinghiali, che si stima abbiano superato abbondantemente i centomila esemplari“.

“È necessario -ribadisce Mario Rossi, direttore Coldiretti Umbria- fare di tutto e prima possibile per arrestare le devastazioni su tutto il territorio regionale, che aggravano le già consistenti perdite dovute alla pandemia. L’insofferenza e la disperazione dei nostri agricoltori, costretti a vigilare anche di notte sulle proprie colture, è pienamente giustificabile, al pari del loro scoramento per l’insufficienza e lentezza dei risarcimenti, da evitare a monte con una prevenzione efficiente, utile anche a risparmiare pubbliche risorse.

Gli agricoltori chiedono solo di poter legittimamente esercitare il proprio diritto al lavoro, senza doversi trasformare continuamente in controllori che tra l’altro poco possono contro la furia di interi branchi di cinghiali che scorrazzano a loro piacimento in tutta l’Umbria. Dopo che il problema è stato ormai ampiamente riconosciuto come deleterio per imprese e collettività, serve agire con estremo pragmatismo e velocità, per evitare la chiusura di attività vanto di quel made in Umbria agroalimentare che tutti convintamente sostengono e garantire la sicurezza delle nostre comunità. Se l’emergenza Covid, richiede interventi straordinari e urgenti -conclude il direttore- anche questa minaccia va affrontata con la stessa determinazione e con tutte le misure possibili ad ogni livello: non è più tempo di rinvii o di mezze decisioni, che non fanno bene a nessuno!”

 


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