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Piano industriale di Ast, la presidente Tesei incontra il cavaliere Arvedi

Written by on 01/04/2022

Piano industriale di Ast, la presidente Tesei incontra il cavaliere Arvedi

All'incontro hanno partecipato l'amministratore delegato di Finarvedi, Mario Caldonazzo, e il direttore di stabilimento e componente del board, Dimitri Menecali

01/04/2022

Un momento dell'incontro

Un momento dell'incontro tra Arvedi e Tesei

Il gruppo Arvedi ha presentato per l’Ast di Terni “un piano industriale molto importante” e la Regione si è dichiarata disponibile “a qualsiasi percorso per creare quelle condizioni abilitanti che possano portare avanti questo progetto di straordinaria importanza sia per Terni che per l’Umbria”, che dovrebbe portare “ad un miliardo di investimenti nel corso del tempo”. A dirlo è stata venerdì mattina la presidente della Regione, Donatella Tesei, parlando ai giornalisti al termine dell’incontro, avvenuto a Terni, con il cavaliere Giovanni Arvedi, presidente del gruppo Finarvedi, nuovo proprietario dell’acciaieria. Presenti anche l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Michele Fioroni, e, in videoconferenza, il sindaco Leonardo Latini, mentre per l’azienda hanno partecipato l’amministratore delegato di Finarvedi, Mario Caldonazzo, e il direttore di stabilimento e componente del board, Dimitri Menecali.

La decarbonizzazione

Arvedi ha illustrato in particolare il “Piano industriale per la decarbonizzazione di Acciai Speciali Terni con introduzione di idrogeno verde”, focalizzato sul rilancio industriale del sito e sull’attenzione per l’ambiente, la sicurezza e la completa decarbonizzazione con l’introduzione dell’idrogeno verde. “Il cavaler Arvedi ha le idee molto chiare, quindi il suo progetto che si delineerà nel corso degli anni vede comunque degli interventi prioritari molto importanti sulla sostenibilità ambientale” ha commentato la presidente Tesei, dicendosi “soddisfatta” dell’incontro.

Disponibilità e sostegno

“Ci sono alcune cose che hanno bisogno di tempi un po’ più lunghi rispetto ai provvedimenti adottati nell’immediato – ha aggiunto -, che servono a rivalorizzare ulteriormente il sito di Terni, ad ottimizzarne le performance e ad introdurre quelle famose gambe che sono venute meno nel corso degli anni”. Arvedi ha inoltre “confermato che manterrà il livello dell’occupazione, poi – ha detto ancora la presidente – se in futuro ci sarà la crescita che noi auspichiamo ci saranno anche altre prospettive”. “La Regione ci sarà” ha concluso Tesei, ribadendo la disponibilità, per quanto di competenza della Regione, “a creare le condizioni affinché il gruppo Arvedi possa operare al meglio in Umbria”. “Ora occorre accelerare – ha concluso – sul tavolo per l’accordo di programma, strumento che consente a Governo, Regione e azienda di andare avanti su tutti i fronti”. La volontà di continuare il dialogo e la collaborazione tra azienda e istituzioni è stata sottolineata anche dal sindaco Latini.

Un miliardo di investimenti

Un miliardo di investimenti in “quattro, cinque anni”, per “rilanciare” l’ azienda e “ridarle la competitività che merita”: è quanto ha annunciato venerdì il presidente della holding Finarvedi, Giovanni Arvedi, illustrando alla stampa il piano industriale dell’ Ast di Terni, acquisita recentemente dal gruppo di Cremona dalla multinazionale tedesca ThyssenKrupp. Con lui l’ ad Mario Caldonazzo, il responsabile delle relazioni industriali Giampietro Castano e il direttore di stabilimento, oltre che membro del board, Dimitri Menecali.

Nuovi impianti

Il piano, che sarà attuato in due tempi, prevede la realizzazione di nuovi impianti (in particolare un nuovo laminatorio a freddo, una nuova linea di ricottura brillante, un’ altra di decapaggio, laminazione e ricottura per acciaio inossidabile e un nuovo forno di riscaldo bramme con combustione idrogeno-metano) e di un innovativo parco rottame, oltre ad nuovo complesso di finitura per acciaio magnetico di 50 mila metri quadro coperti. “L’ azienda è stata mutilata, perché aveva un tavolino a tre gambe: le fucine, l’ acciaio magnetico e quello inossidabile. Ora dobbiamo ritrovare queste tre gambe per competere con gli altri produttori europei” ha detto Arvedi parlando del ritorno del magnetico. L’ obiettivo della proprietà è quello di utilizzare l’ intera capacità produttiva dei due forni presenti in acciaieria, portandola fino a circa un milione 600 mila tonnellate. “Ast -ha spiegato ancora Arvedi – ha avuto dieci anni di intorpidimento, non dovuti a responsabilità dei dirigenti e degli operai, ma alle circostanze della proprietà. Dobbiamo quindi recuperare una cultura vincente e competitiva. Ma l’ azienda per essere competitiva ha bisogno delle strutture, quindi degli impianti. E’ quindi il momento di riaggiornare e ottimizzare i processi produttivi”.

Il piano si svilupperà inoltre “sulla base” di un Accordo di programma che coinvolgerà anche istituzioni, locali e nazionali, e sindacati ed affronterà la questione dell’ energia, in particolare per “permettere la produzione di idrogeno verde (con cui verranno alimentati tutti i forni di riscaldo degli impianti, ndr) e quindi la decarbonizzazione”. “Salute, sicurezza e ambiente – ha spiegato Arvedi – sono le parole chiave del nostro pensiero, legate sia all’aspetto professionale, sociale e umano che a quello strutturale”.

La reazione dei sindacati

Il piano presentato dal gruppo Arvedi per Ast “guarda al futuro parlando già di idrogeno e acciaio verde”: lo dice in una nota il segretario nazionale Fim Cisl, Valerio D’ Alò, dopo l’incontro con la nuova proprietà del sito di Terni. Il sindacato valuta “positivamente” il piano. “Arvedi – dice D’ Alò in una nota – ha parlato anche di sostenibilità energetica facendo riferimento alla necessità di ricorrere ad approvvigionamenti da energie rinnovabili. Un piano insomma che guarda al futuro e ad una produzione verde e sostenibile dell’ acciaio. Ora è importante in questo percorso di rilancio e investimenti che ognuno faccia la sua parte e soprattutto che le istituzioni e gli enti sia locali che nazionali, rendano agevoli tutti quei percorsi normativi ed autorizzativi che devono accompagnare un piano di questa portata”.

“Dopo anni di incertezza e di insoddisfacente gestione di Thyssenkrupp, il piano industriale presentato oggi da Arvedi per il rilancio di Terni con un miliardo di euro di investimenti ha tutte le caratteristiche per avere successo”, ha dichiarato, in una nota, sono Guglielmo Gambardella, coordinatore nazionale Uilm per la siderurgia, e Simone Lucchetti, segretario generale Uilm Terni. Il sindacato spiega di voler “raccogliere la sfida del gruppo di Cremona per lo sviluppo industriale ed occupazionale di Ast”, a cui deve però “seguire la crescita del benessere complessivo dei lavoratori”. Secondo Gambardella e Lucchetti, “data la complessità degli investimenti e la realizzazione di determinate condizioni” è “imprescindibile un fattivo e concreto impegno delle istituzioni locali e nazionali nella riduzione dei tempi degli iter amministrativi legati ad autorizzazioni delle opere necessarie, a partire dall’Accordo di Programma”. “Purtroppo – concludono – già in passato abbiamo constatato il freno della burocrazia allo sviluppo del Paese”.

Soddisfatta la Fiom

Le prime linee guida del piano industriale presentate dal gruppo Arvedi “indicano una credibile prospettiva di sviluppo e sostenibilità ambientale per Ast e l’ intero territorio ternano”. A dirlo sono in una nota congiunta Gianni Venturi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile siderurgia, e Alessandro Rampiconi, segretario generale Fiom-Cgil Terni. I due sindacalisti sottolineano che il piano industriale – che porterà, in due tempi, ad un nuovo assetto impiantico – una volta definito “sarà parte integrante di un più vasto accordo di programma che dovrà incentrarsi, in particolare, sui temi dell’ energia e della decarbonizzazione del processo produttivo attraverso il crescente ricorso all’ utilizzo dell’ idrogeno, in una logica di più generale sostenibilità territoriale e ambientale”. “In questo senso – sottolineano i rappresentanti della Fiom – è indispensabile che il Governo e le istituzioni locali svolgano una funzione non solo di coordinamento ma anche di messa a disposizione di reali opportunità e risorse coerenti con gli obiettivi che si definiranno nell’ accordo. Per quanto ci riguarda – concludono – questi obiettivi non possono prescindere anche da un vincolo di crescita e di qualità dell’ occupazione, delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori diretti e indiretti”.


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