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Young Jazz, tutto pronto a Foligno l’edizione 2023

Written by on 16/11/2023

Young Jazz, tutto pronto a Foligno l’edizione 2023

Dal 18 novembre al 6 gennaio, torna la rassegna dedicata ai nuovi talenti della musica afroamericana da quest'anno affidata alla direzione artistica di Dan Kinzelman

16/11/2023

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Il trio olandese Deadeye (Photo by Juliane Schutz)

Torna a Foligno Young Jazz, la rassegna dedicata ai nuovi talenti della musica afroamericana organizzata dall’omonima associazione; un cartellone, da quest’anno affidato alla direzione e consulenza artistica di Dan Kinzelman (sassofonista americano, da moltissimi anni residente nella nostra regione),  che prende avvio da sabato 18 novembre.

Tre appuntamenti, per segnare la ripartenza di una manifestazione che taglia l’importante traguardo dei suoi primi vent’anni, all’insegna di Countdown: un vero e proprio conto alla rovescia che avrà il suo punto di arrivo un nuovo micro-festival di una giornata (Moult Festival) che andrà in scena il prossimo 6 gennaio. L’idea alla base,  è quella di iniziare a proporre uno sguardo sull’espansione multiforme dei linguaggi musicali di oggi al fine di farli integrare tra loro e di metterli in dialogo recuperando un elemento, il dialogo appunto, centrale nel jazz sin dalla sua nascita e da sempre motore del ciclico rinnovo dei movimenti artistici.

Il programma di Young Jazz Countdown

Sabato 18 novembre (ore 22) con i Deadeye, organ-trio poliglotta formato dall’olandese Reinier Baas (chitarra), dall’inglese Kit Downes (organo Hammond) e dal tedesco Jonas Burgwinkel (batteria), tutti e tre tra le maggiori voci dei loro rispettivi strumenti in Europa al momento. Tre nomi, tre carriere che nel jazz di oggi solitamente corrispondono ad anagrafiche secolari e che qui invece si concentrano in biografie poco più che quarantenni, una chimica che soppianta il mero virtuosismo di tre musicisti che potrebbero fare meno e andrebbe bene, ma che invece si divertono a lavorare assieme e, beati noi, a farci godere.

Prima e dopo il concerto, alla Zut gallery si potranno ascoltare i vinili jazz selezionati da Joe Rehmer, accompagnati da un buon calice di vino o un cocktail. Sarà presente l’artista Francesca De Mai con la pressa a caratteri mobili per stampare in tempo reale il merchandising di Young Jazz.

Domenica 10 dicembre, immersi negli affreschi del tardo-gotico e primo Rinascimento dell’Auditorium San Domenico (ore 18, per un evento in collaborazione con T-Trane Record Store di Perugia), toccherà a una leggendaria band dell’underground come il piano-trio australiano The Necks, al loro diciottesimo disco.

Sempre un trio quindi (Chris Abrahams – piano, Lloyd Swanton – contrabbasso, Tony Buck – batteria) ma dai suoni diversi, per continuare a condividere sfumature alternative dello stesso linguaggio. I tre musicisti insieme evocano una chimica che sfida qualsiasi tipo di descrizione ortodossa, con lunghi brani che si svelano lentamente e in modo ipnotizzante, spesso sostenuti da un profondo e insistente groove. Non completamente avant-garde, né minimalista, né ambient, né jazz, la musica di The Necks è, ad oggi, probabilmente unica al mondo.

Selezioni in vinile di Janky Groove (Stefano Tucci, Michele Minciarelli, Massimiliano Bagagli) e cocktails nella lobby dell’Auditorium. Ci sarà sempre Francesca De Mai con la sua pressa a carattere mobili per stampare il merchandising.

Al centro di questo Countdown, troviamo infine Moult Festival, data zero e novità assoluta della proposta sonora di Young Jazz. Moult in inglese vuol dire fare la muta, cambiare pelle, esoscheletro, piumaggio, un evento profondamente significativo per l’evoluzione dell’organismo. Coincide con la metamorfosi, trasformazione che consente una fase nuova di crescita.

Il micro-festival, in programma il 6 gennaio, porterà quindi la ricerca a un livello più profondo con quattro progetti distintamente ai margini del jazz eppure profondamente intrisi dello spirito di avventura e di curiosità che è centrale nella storia di questa musica.

Si potranno ascoltare in solo il giovane sassofonista fiorentino Cosimo Fiaschi, con un lavoro che esplora gli angoli più misteriosi del sax soprano, le canzoni surreali della bassista sudtirolese Ruth Goller con il suo trio vocale Skylla (UK/IT), l’incontro violento fra batteria ed elettronica di Ar Ker (FR) e il mosaico policromatico grondante hip-hop di Y-Otis (DE/SW), per concludere con una jam session prevista all’interno di uno degli spazi più suggestivi della città di Foligno, le sale affrescate di Palazzo Candiotti, a cura dell’associazione perugina Hat & Beard.

Young Jazz, gode del patrocinio della Regione Umbria, della Provincia di Perugia, del Comune di Foligno e di Umbria Jazz, con il sostegno e la collaborazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, e partner ZUT!, Umbria Factory Festival, Holydays Festival, Hat & Beard e T-Trane Record Store.

Enrico Tribbioli 


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