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Unione Europea e Mattarella: attenzione ai falsi bersagli

Written by on 01/06/2018

Unione Europea e Mattarella: attenzione ai falsi bersagli

01/06/2018

Strasburgo, Parlamento Europeo

Roberto Segatori*

L’episodio che ha visto protagonista Bastia Umbra, dello strappo della bandiera dell’Unione Europea, non è solo grave ma anche fuori bersaglio. Oggi è il tempo della verità e dobbiamo prendere atto che i problemi dell’Italia dipendono dal grandissimo debito pubblico del nostro paese che non dipende a sua volta dall’Europa. E’ un problema tutto nostro rispetto agli investitori internazionali che, di fronte a certe incertezze del quadro politico, decidono di alzare i tassi di interesse e di far crescere gli interessi sul debito pubblico. Il fatto che si prenda come bersaglio l’Unione Europea è profondamente sbagliato. Non voglio dire che l’Europa sia fuori da un possibile discorso critico, ma non è certo l’Unione il nostro problema. Il nostro nemico interno: è l’incapacità degli italiani è di soddisfare le esigenze che hanno mantenendo i conti in maniera corretta. In questa situazione di grandi stati – penso agli Usa, alla Cina, alla Russia, all’India – l’unico modo che l’Italia ha per salvarsi nella dimensione della globalizzazione è stare all’interno di un quadro come quello dell’Unione, ovviamente, ricontrattandone le condizioni. Le cause dei nostri mali non sono da ricercare nell’Ue, la nostra sofferenza è dovuta ad un deficit spaventoso e le forze che il paese ha premiato, in prima linea Movimento 5 stelle e Lega – hanno fatto delle promesse che porterebbero a sfondare ulteriormente i conti. A mio avviso servirebbe una maggiore lucidità. Ci sino istanze fondate da parte dei cittadini: chi è disoccupato, chi ha perso il lavoro e tasse troppo alte. E’ tutto vero, ma c’è un problema grandissimo di compatibilità economica e la verità è che non è un problema tra noi e l’Europa ma un problema con noi stessi. Dobbiamo essere capaci di fare dei piani dei programmi che rispettino le compatibilità economiche. Questa situazione di stallo è destinata a continuare.  Avremo, di sicuro, un’estate bollente e la cosa preoccupante è che i cittadini si mobiliteranno un gruppo contro l’altro in nome di vessilli sbagliati. Il problema vero è che  è l’Italia che deve far quadrare i propri conti con lo scenario degli investitori internazionali e prendere di petto l’Unione Europea è indicare un bersaglio falso.

Per quanto riguarda le critiche al Presiedente della Repubblica Sergio Mattarella, il Capo dello Stato ha applicato l’articolo 92 della Costituzione che al secondo comma recita: “Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri e, su proposta di questo, i Ministri”. Il nominare non significa ratificare, quindi il presidente ha la possibilità, coma ha fatto con Paolo Savona, di rigettare alcuni nomi. E’ chiaro, in via sostanziale, che i cittadini hanno dato legittimità al Movimento 5 stelle e alla Lega di proporre un loro governo, però Mattarella ha rispettato quel dettato. Tra l’altro ci scordiamo che il Presidente della Repubblica rappresenta l’unità della nazione e, in questo caso, era preoccupatissimo per un quadro che, se fosse stato forzato con la nomina di Savona, avrebbe potuto creare una fibrillazione sui mercati internazionali mettendo di novo a rischio non solo i conti degli italiani, ma anche i loro risparmi e l’andamento economico in generale. E’ chiaro che si tratta di una cosa molto delicata. Non ci sono a mia avviso gli estremi per un impeachment  del Presidente della Repubblica come previsto dall’articolo 90 della Costituzione (Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione. In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza assoluta dei suoi membri). Il problema è che sembra che tutti quanti, Salvini e Di Mao per primi, facciano come gli struzzi, tengano la testa sotto la sabbia e non vedano qual è il verto problema dell’Italia. L’altra paura è che i cittadini si mobiliteranno e si scontreranno in nome di falsi bersagli: da una parte si vuole, giustamente – se  Movimento 5 stelle e Lega raggiungono la maggioranza – il diritto a governare, dall’altra è giusta l’attenzione del Capo dello Stato a mantenere i conti sotto controllo per evitare che tutti siano danneggiati.

Docente di sociologia dei fenomeni politici presso l’Università degli Studi di Perugia


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