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Tpl, sciopero di 24 ore in Umbria sabato 29 ottobre

Written by on 27/10/2022

Tpl, sciopero di 24 ore in Umbria sabato 29 ottobre

Filt Cgil e Faisa Cisal tornano a protestare contro le scelte "unilaterali e pericolose" della Regione

27/10/2022

tpl sciopero umbria ottobre

Filt Cgil e Faisa Cisal contro le scelte "unilaterali e pericolose" della Regione

Sarà ancora sciopero nel settore del trasporto pubblico locale (Tpl) in Umbria: la nuova protesta, di 24 ore, è stata proclamata per la giornata di sabato 29 ottobre. Una nuova protesta indetta dai sindacati Filt Cgil e Faisa Cisal, maggioritari nel trasporto pubblico locale nella nostra regione, contro le scelte “unilaterali e pericolose” della Regione Umbria che – dicono i sindacati – vuole “spezzettare e privatizzare il tpl nella nostra regione, tagliando ben 13 milioni di euro di finanziamenti”. “Sappiamo quanto scioperare in un periodo come questo sia difficile e costoso per le lavoratrici e i lavoratori – hanno detto in una conferenza stampa i segretari della due sigle sindacali, Ciro Zeno (Filt Cgil) e Christian Di Girolamo – ma sono gli stessi lavoratori che ci chiedono di intensificare la mobilitazione prima che sia troppo tardi. Abbiamo anche raccolto oltre 800 firme tra i dipendenti di Busitalia (attuale gestore unico, a totale partecipazione pubblica, del Tpl umbro) per indire un referendum che espliciti con chiarezza la larghissima contrarietà delle maestranze rispetto alle scelte della Regione”. Dunque, sabato stop di 24 ore alle corse dei bus, in continuità con l’ultima astensione dal lavoro dello scorso 16 settembre, che aveva registrato un’adesione massiccia tra i lavoratori. “Quello che chiediamo è che le preoccupazioni di chi nel Tpl lavora quotidianamente vengano ascoltate – hanno detto ancora i rappresentanti di Filt Cgil e Faisa Cisal – e che la politica la smetta di tirare dritto per la sua strada e risponda nel merito alle nostre perplessità: come si potrà mantenere lo stesso servizio di oggi tagliando 13 milioni di euro su 63? Come si potrà garantire parità di trattamento ai cittadini dividendo l’Umbria in zone così disomogenee, proprio ora che la richiesta di trasporto pubblico aumenterà a causa del caro benzina e del caro energia?”. Ma c’è anche un nuovo quesito che i sindacati pongono con forza alla Regione. “Nell’ultima riunione con l’advisor a cui palazzo Donini ha affidato la realizzazione del nuovo piano di riorganizzazione – hanno raccontato i sindacati – è venuta fuori una notizia che ci sembra necessario approfondire: la Regione infatti ha annunciato che acquisterà con risorse pubbliche, circa 150 milioni di euro, 300 nuovi pullman, da dare poi in gestione ai soggetti che vinceranno la gara. Quindi, si fa un investimento con soldi pubblici per apparecchiare il tavolo ai privati? Anche su questo sarebbe il caso che la Regione facesse chiarezza”.


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