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Sciopero generale, braccia incrociate per i lavoratori agroalimentari umbri

Written by on 13/12/2021

Sciopero generale, braccia incrociate per i lavoratori agroalimentari umbri

La mobilitazione nazionale in programma giovedì 16 dicembre

13/12/2021

Operaie del settore

Operaie del settore

Continua l’adesione allo sciopero generale indetto da Cgil e Uil per i dipendenti pubblici e privati, in programma giovedì 16 dicembre per protestare contro la legge di bilancio presentata dal governo. Alla mobilitazione nazionale aderiscono anche i lavoratori agroalimentari dell’Umbria che in una nota dicono “basta all’arroganza del Governo che non ascolta la voce dei rappresentanti dei lavoratori”.

La protesta

“Scendiamo in piazza per avere risposte alle nostre istanze – spiegano i segretari generali regionali di Flai Cgil Michele Greco e Uila Uil  Daniele Marcaccioli -. Aderiamo allo sciopero generale nazionale proclamato da Cgil e Uil e proclamiamo, per giovedì 16 dicembre, uno sciopero di otto ore per la categoria dei lavoratori agroalimentari. La pandemia, da cui si sta uscendo con difficoltà, – spiegano Greco e Marcaccioli – ha esasperato e reso esplosive le storiche contraddizioni sociali del nostro paese, aggravando le disuguaglianze sociali, la disoccupazione e le sacche di povertà. Se grande era l’aspettativa dei lavoratori italiani che i sostegni economici europei promossi per sanare i mali acuiti da questa pandemia potessero aprire a un nuovo futuro di crescita, sviluppo ed equità sociale, altrettanto grande è la delusione generale per i decreti governativi che non rispondono alle aspettative”.

Le questioni ancora aperte

“Il sindacato confederale – proseguono i due segretari –, attraverso le pressioni e le mobilitazioni degli ultimi mesi, è riuscito solo in parte a modificare i provvedimenti del Governo, è riuscito a ottenere una parziale riforma degli ammortizzatori sociali e l’aumento della spesa per la sanità pubblica. La manovra fiscale proposta dal Governo resta comunque assolutamente deludente in quanto non incrementa le detrazioni fiscali e propone una revisione delle aliquote che penalizza tanti lavoratori e pensionati con reddito più basso, favorendo invece i redditi più alti; a questo si aggiunga che poco si è fatto per contrastare l’evasione fiscale. Sulle pensioni mancano le risposte positive da parte del Governo alle richieste del sindacato che da tempi sostiene che 41 anni di contributi o i 62 anni di età siano ampiamente sufficienti per accedere alla pensione e questo anche per favorire l’ingresso di giovani lavoratori, non ci sono nemmeno aperture per un ampliamento del pensionamento agevolato ad altre categorie disagiate e per i lavori gravosi”.

 


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