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Presentato a Perugia il progetto ‘Musei che hanno Stoffa’

Written by on 01/07/2018

Presentato a Perugia il progetto ‘Musei che hanno Stoffa’

01/07/2018

L'interno della 'Collezione tessile della Tela Umbra' di Città di Castello

PERUGIA- Sono trentuno in Umbria i musei  dedicati al tema del tessile, o che possiedono nelle loro collezioni manufatti in tessuto, quali pizzi, merletti, paramenti sacri, abiti, costumi e accessori. Per questo dal 2008 è stato avviato Musei che hanno Stoffa, il progetto di cooperazione interterritoriale, incentrato sulla valorizzazione delle produzioni tessili tradizionali, portato avanti dai Gal (Gruppo di azione locale) Trasimeno-Orvietano e Valle Umbra Sud-Monti Sibillini, con il patrocinio della Regione Umbria.

Musei che hanno Stoffa, iniziativa, che prevede la messa in rete di questi complessi museali, è stata presentata a Perugia presso la Sala Fiume di Palazzo Donini dall’assessore regionale alla Cultura Fernanda Cecchini, assieme alla dirigente del Servizio Musei, Archivi e Biblioteche Antonella Pinna, alla direttrice del Gal Trasimeno Orvietano Francesca Caproni e alla direttrice del Museo della Canapa di Sant’Anatolia di Narco Glenda Giampaoli.

Le arti tessili, hanno attraversato trasversalmente diverse epoche e territori tramandandone abilità e saperi, spesso esclusivi del mondo femminile, e testimoniano anche in modo evidente la vita quotidiana e le cerimonie pubbliche, l’economia domestica e il commercio di lusso, i riti sacri e quelli civili. Le tecniche di produzione insegnate nelle case, nei conventi e nelle scuole appositamente costituite, con il tempo fornirono alle donne fonte di reddito e di riscatto sociale. Nel generale panorama italiano, il caso umbro appare, quindi, estremamente significativo per la gamma e la qualità della produzione e per la diffusione dei prodotti.

“La messa in rete di musei che sono di grande interesse per far conoscere produzioni, tradizioni e saperi di tessuti, ricamo e merletto -ha rilevato l’assessore Cecchini, nel corso della presentazione- è, senz’altro, un importante azione per la valorizzazione e la crescita dei territori dove sono ubicati. Dal Museo della Canapa di Sant’Anatolia di Narco, a quello del Merletto a Isola Maggiore, del Ricamo e del Tessile a Valtopina alla Collezione tessile della Tela Umbra a Città di Castello, solo per citarne alcuni, sono un patrimonio che rappresenta un valore aggiunto per il sistema museale regionale”.

Musei che hanno Stoffa, rappresenta, quindi, un circuito tematico, indirizzato a un pubblico di nicchia, che permetterà di raggiungere anche i non abituali fruitori dei musei. Questo, attraverso una promozione mirata, che guarderà soprattutto ai giovani, promuovendo le varie iniziative che verranno programmate nei social media (la pagina Facebook Musei che hanno Stoffa ed Instagram), e nel portale www.umbriacultura.it.


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