Omicidio Meredith Kercher, attesa sulla fine pena per Guede

Written by on 23/11/2021

Omicidio Meredith Kercher, attesa sulla fine pena per Guede

Il magistrato di sorveglianza dovrà decidere sulla richiesta dei 45 giorni di sconto

23/11/2021

Rudy Guede (foto Ansa)

C’è attesa per la decisione del magistrato di sorveglianza sulla richiesta di Rudy Guede, unico condannato per l’omicidio di Meredith Kercher, di ottenere altri 45 giorni di sconto sul fine pena previsto al 4 gennaio 2022. Se l’istanza dovesse essere accettata tornerebbe subito libero in quanto il termine verrebbe posticipato al 20 novembre e sarebbe quindi già trascorso. Guede è attualmente affidato ai servizi sociali e ha già ottenuto mille e 100 giorni di sconto di pena sui 16 anni di reclusione che gli sono stati inflitti con il rito abbreviato.

La richiesta del legale di Gude

Di fatto Rudy Guede, unico condannato per l’omicidio di Meredith Kercher, è già libero da quasi un anno. Grazie infatti all’affidamento ai servizi sociali, concesso a inizio dicembre 2020, non deve tornare a dormire nel carcere dove ha scontato quasi tutta la sua condanna a 16 anni di reclusione dopo il volontariato svolto alla Caritas e come bibliotecario presso il Centro studi criminologici di Viterbo. A breve potrebbe però archiviare anche formalmente la condanna se il magistrato di sorveglianza gli accorderà altri 45 giorni di liberazione anticipata sul fine pena, ora previsto il 4 gennaio 2022. Un termine che, nel caso venga accolta la sua richiesta, slitterebbe al 20 novembre 2021 rendendolo subito libero. Quando arriverà la decisione è praticamente impossibile dirlo anche se potrebbe essere ormai questione di ore. “Il nostro ordinamento prevede per la buona condotta una detrazione di 45 giorni sul termine della pena ogni sei mesi” ha spiegato l’avvocato Fabrizio Ballarini, il suo difensore. “È una procedura tecnica” ha aggiunto. Regolata dall’articolo 54 dell’ordinamento penitenziario e che a Rudy ha già portato mille e 100 giorni di anticipo sul fine pena originario, in pratica tre anni. Gli ambienti vicini a Guede ci tengono a sottolineare che l’ivoriano non ha goduto di alcun privilegio, come ha anche ribadito il professor Claudio Mariani, del Csc di Viterbo. D’altronde motivando la concessione dell’affidamento ai servizi sociali, il Tribunale di sorveglianza aveva evidenziato come il percorso di Guede in carcere fosse “del tutto privo di qualsiasi mancanza sotto ogni profilo”. Parlando anche di “permanente adesione all’opera di rieducazione”. Un cammino nel quale è stato seguito dal Gavac, il Gruppo assistenti volontari animatori carcerari, che opera al Mammagialla di Viterbo e la sua collaborazione con il Csc.

Unico condannato

Pur essendo stato l’unico condannato per l’omicidio di Meredith Kercher – “in concorso” con persone rimaste sconosciute – e non negando la sua sua presenza nella casa del delitto, compiuto a Perugia la sera del primo novembre del 2007, Guede ha sempre negato ogni responsabilità. Ha sostenuto invece di avere cercato di soccorrere la studentessa inglese accoltellata mentre lui era in bagno. Alla sua identificazione la polizia arrivò dall’ impronta di una mano insanguinata e da altre tracce di Dna. La notte dell’ omicidio Guede scappò dalla casa di Meredith, raggiungendo poi la Germania dove venne però arrestato il 20 novembre del 2007. Condotto in Italia è stato l’ unico dei coinvolti nella vicenda a essere processato e condannato il rito abbreviato. Gli altri due imputati, Amanda Knox e Raffaele Sollecito, sono stati assolti in via definitiva dalla Cassazione. In carcere Guede si è laureato (con 110 e lode) in Scienze  storiche del territorio e della cooperazione internazionale. Proseguendo poi gli studi occupandosi di narrazione cinematografica. Per lui, ora, tornare anche formalmente un cittadino libero potrebbe essere questione di ore.


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