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Maltrattamenti sui cani, vengono denunciati padrone e veterinario

Written by on 05/04/2018

Maltrattamenti sui cani, vengono denunciati padrone e veterinario

05/04/2018

CAMPELLO SUL CLITUNNO – Code e orecchie mozzate nonostante i divieti di legge, assenza di certificazioni sanitarie, mancanza di microchip: sono diverse le irregolarità riscontrate dai carabinieri forestali di Campello sul Clitunno, in un allevamento di cani di razza Pastore dell’Asia centrale nel quale sono stati sequestrati 24 esemplari, tra adulti e cuccioli. Nell’ambito dell’operazione, il proprietario degli animali e un veterinario, entrambi del Folignate, sono stati denunciati. Nei mesi scorsi i militari avevano accertato durante un controllo nella struttura che 15 cani avevano la coda ed entrambe le orecchie tagliate, nonostante la legge italiana vieti espressamente gli interventi chirurgici destinati a modificare la morfologia di un animale o finalizzati a scopi non curativi. Sono stati trovati anche due cani cosiddetti “aborigeni”, ossia soggetti nati e cresciuti allo stato naturale nel continente medio-asiatico, che erano stati introdotti nel territorio italiano privi di sistemi di identificazione e delle certificazioni sanitarie. Ed altri cani pastore adulti utilizzati per la riproduzione, sprovvisti di microchip.

Indagine estesa L’attività di indagine si è allargata poi in diversi comuni della zona (Campello, Montefalco, Bettona, Trevi, Foligno, Spoleto, Bevagna) dove sono stati controllati i cuccioli ceduti dall’allevatore anche grazie al supporto dei Servizi veterinari della Usl Umbria 2 di Foligno per quanto concerne gli accertamenti sanitari sugli animali. Le ipotesi di reato contestate ai due indagati – hanno riferito gli investigatori – sono: maltrattamento di animali, traffico illecito di animali da compagnia e falso in certificazioni veterinarie. Il veterinario di fiducia del titolare dell’allevamento, libero professionista, sempre secondo quanto riferito, avrebbe attestato di aver proceduto all’inoculazione di un microchip in realtà mai avvenuta. Numerose infine anche le sanzioni amministrative per irregolarità riscontrate per violazioni del testo unico regionale in materia di benessere animale, tutela degli animali di affezione, prevenzione e controllo del randagismo in particolare la detenzione a catena, pratica vietata dal 2016 dalla legge regionale umbra, l’omessa identificazione dei cani, l’omessa denuncia di morte e di trasferimento degli animali.


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