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Inceneritore Maratta, dopo Terni arriva il ‘no’ del comune di Narni

Written by on 22/11/2019

Inceneritore Maratta, dopo Terni arriva il ‘no’ del comune di Narni

22/11/2019

viadotto narni

Il sindaco di Narni e presidente di Anci Umbria Francesco De Rebotti (foto Facebook)

NARNI – Dopo il ‘no’ del comune di Terni alla richiesta di Acea a bruciare 30 mila tonnellate l’anno di rifiuti urbani nell’inceneritore di Maratta, anche il comune di Narni ha ufficializzato il suo rifiuto all’aggiornamento autorizzativo dell’inceneritore di Terni.

La nota “Sull’aggiornamento autorizzativo dell’inceneritore di Terni – si legge in una nota del comune guidato dal sindaco Francesco De Rebotti – il nostro è un giudizio fortemente negativo, o meglio, è un categorico rifiuto alla richiesta di modifica pur consapevoli che dai dati di progetto il nostro territorio non è interessato da alcun tipo di ricaduta”. Nella nota il primo cittadino ha fatto appello affinché “tutte le istituzioni locali, regionali e nazionali siano concordi a fermare questa decisione perché in totale divergenza con le strategie locali e nazionali che non considerano l’incenerimento la scelta per la chiusura del ciclo dei rifiuti urbani”.

Proposta inaccettabile per la Conca Anche se tecnicamente, tecnologicamente, formalmente legittima “la proposta – continua la nota – risulta strategicamente inaccettabile e divergente dagli interessi delle comunità locali. Tra l’altro stiamo discutendo di un’area, la conca, con criticità ambientali note ed oggetto di piani di risanamento oggetto di un lavoro coordinato fra le amministrazioni locali di Terni e Narni sul tavolo del Ministero dell’Ambiente e nei contenuti del riconoscimento di Area di Crisi Complessa”.

Filiera del riuso “Il nostro piano regionale dei rifiuti vigente – si legge ancora – è considerato trasversalmente superato in quanto l’Umbria, con l’attuale raccolta differenziata in costante crescita in particolare nei nostri territori, necessita prioritariamente ed urgentemente della implementazione della filiera del riuso e del riciclo per la chiusura del ciclo e di una dotazione impiantistica di nuova generazione coerente con questo obiettivo. Solamente questo dato di fatto sarebbe sufficiente a rivedere l’iter autorizzativo”.

Rifiuti da fuori regione Secondo il comune di Narni, la nuova autorizzazione aprirebbe definitivamente la strada alla migrazione di rifiuti urbani provenienti da fuori regione in particolare “da quelle realtà che in questi anni hanno dimostrato totale incapacità nella gestione dei rifiuti ed ora questa incapacità potrebbe essere scaricata in territori virtuosi. Inaccettabile quanto il carico prevedibile di traffico aggiuntivo di mezzi pesanti che questo scenario comporterebbe”.

Monopolio Altro dato critico per il comune è che “discarica ed inceneritore sarebbero gestiti dallo stesso soggetto privato. Si creerebbe un regime di monopolio capace di condizionare le scelte pubbliche in termini economici, in termini ambientali, in termini sociali. Una libertà di indirizzo e scelta della quale amministrazioni non si possono privare. Abbiamo ora più che mai necessità di un patto territoriale nuovo che incardini lo sviluppo economico dentro una strategia di sostenibilità ambientale, sociale ed economica come ribadito da tutte le categorie produttive, sindacali ed associative. Non possiamo subire in ambito di conferenze di servizi scelte squisitamente tecniche. E’ giunto il momento che gli enti locali possano avere la possibilità di scegliere cosa si può insediare nel proprio territorio. Per questo – conclude la nota – crediamo indispensabile dare impulso invece ad una tipologia di impianti che, a valle della filiera della raccolta differenziata, assicurino una selezione spinta che ridimensiona la parte indifferenziata fino a farla rimanere una percentuale del tutto residuale. Per questo ci sentiamo impegnati, acquisita la disponibilità del Comune di Terni, nel provare a tracciare un nuovo orizzonte sul fronte della sostenibilità ambientale da adottare come territorio e non solo come singola realtà comunale”.


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