ImmUnipg, una app per la sicurezza dell’Ateneo di Perugia

Written by on 11/09/2020

ImmUnipg, una app per la sicurezza dell’Ateneo di Perugia

11/09/2020

PERUGIA- Si chiama ImmUnipg il nuovo progetto dell’ Università degli Studi di Perugia, realizzato in sinergia con l’Azienda ospedaliera del capoluogo umbro, per garantire maggiore sicurezza a studenti, docenti, tecnici e amministrativi alla ripartenza delle attività didattiche in un periodo ancora segnato dal Covid.

Il progetto ImmUnipg, è stato illustrato nel corso della conferenza stampa in cui il rettore Maurizio Oliviero, ha tracciato le linee guida che contraddistingueranno la ripresa delle attività didattiche dell’Ateneo del capoluogo umbro, prevista nelle prossime settimane.

“Tutte le componenti di questo Ateneo -ha esordito il Magnifico Rettore- dalla Governance al Personale tecnico-amministrativo e bibliotecario, dai docenti agli studenti, hanno lavorato con incredibile impegno, abnegazione e spirito di collaborazione per tornare a svolgere la nostra didattica in presenza. La ripartenza è stata attentamente pianificata alla luce di tre concetti chiave: responsabilità, gradualità e visione”.

ImmUnipg, si tratta di un dispositivo che si lega all’app Immuni e per funzionare ha bisogno che almeno l’ 80% della comunità universitaria decida di utilizzare l’ applicazione creata dal Ministero della salute.

“Presuppone quindi -ha sottolineato il professor Oliviero- la collaborazione di tutti e bisogna almeno avere in partenza il senso di responsabilità civica di scaricare l’ App Immuni. Vuole essere qualcosa in più che mettiamo a disposizione della nostra comunità e magari anche una sperimentazione che, se come speriamo dovesse dare esiti positivi, possa essere un punto di riferimento per tutto il Paese”.

La particolarità di ImmUnipg, sarà di dare subito risposte di diagnostica, dopo l’ individuazione e la segnalazione di una potenziale esposizione al contagio.

“Lo studente -ha spiegato il professor Paolo Puccetti, coordinatore del Comitato tecnico-scientifico di Ateneo, nonché direttore del Dipartimento di Medicina Sperimentale- può evitare in questo modo di chiedersi cosa fare dopo la segnalazione ricevuta per il rischio contagio visto che sarà lo stesso Ateneo a fornire tutte le procedure e ad invitarlo al laboratorio di Microbiologia clinica per il test. Ci siamo basati sul modello utilizzato dall’ Università di Harvard ed utilizzando una applicazione simile ad Immuni ma rendendola più flessibile e capace di venire incontro ad una comunità come può essere quella di un Ateneo frequentato da studenti”.

“Un progetto ambizioso -lo ha definito, invece, il commissario straordinario dell’Azienda ospedaliera di Perugia Marcello Giannico- perché attivare una comunità vasta di circa 30 mila soggetti, come quella dell’ Università di Perugia, che fa funzionare Immuni può essere anche uno stress test molto valido per il ministero”.


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