A Città di Castello debutta ‘1968 Praga Primavera’

Written by on 02/09/2018

A Città di Castello debutta ‘1968 Praga Primavera’

02/09/2018

22 agosto 1968 : i carri armati sovietici, spezzano i sogni e le speranze della 'Primavera di Praga'

CITTA’ DI CASTELLO- Una straordinaria stagione di rinnovamento liberale, di apertura e speranza fu senza dubbio, quella conosciuta come Primavera di Praga. A cinquant’anni da quel sogno, che fu spezzato nella notte tra il 20 e il 21 agosto del 1968 dai carri armati sovietici che varcarono i confini dell’allora Cecoslovacchia, uno spettacolo ricorderà questi avvenimenti. S’intitola, infatti, 1968 Praga Primavera, il progetto tra musica e narrazione che andrà in scena in prima rappresentazione assoluta lunedì 3 settembre alle ore 21 al Teatro degli Illuminati di Città di Castello, nell’ambito del 51esimo Festival delle Nazioni dedicato alla Repubblica Ceca; un testo scritto da Ivan Teobaldelli su musica e live electronics di Claudio Panariello che verrà interpretato ed eseguito dall’attore Maurizio Perugini e dall’Ensemble Suono Giallo.

“La grande onda contestataria del Sessantotto -dice l’autore Ivan Teobaldelli– lambì quasi tutte le capitali europee: Londra, Parigi, Amsterdam, Roma e Milano, Berlino Ovest. Ma, la rivolta più audace e nobile fu la Primavera di Praga, trattata allora con indifferenza, e non compresa né sostenuta, dai media e dagli intellettuali occidentali. Attraverso le parole di Milan Kundera, Allen Ginsberg ed altri scrittori e artisti del tempo, 1968 Praga Primavera, tenta di ricostruire il fervore di quella città -che non riusciva a dormire dalla gioia-, e poi la fine dell’ultima speranza, annunciata dall’arrivo dei carrarmati con la stella rossa”.

La Primavera di Praga dunque, ma anche l’invasione sovietica che esattamente cinquant’anni fa, tra il 20 e il 21 agosto del 1968, la stroncò brutalmente. Le immagini della memoria rievocate nello spettacolo saranno, infatti, anche quelle dei giovani praghesi che attaccano i carrarmati del Patto di Varsavia con sassi e bottiglie Molotov; agitano bandiere cecoslovacche macchiate di sangue; nascondono i cartelli col nome delle vie per depistare i blindati; ne accompagnano l’incedere sferragliante con urla e lacrime.

La musica composta per 1968 Praga Primavera rielabora materiali sonori dell’archivio di Radio Praga e brani dei Plastic People of the Universe, gruppo rock psichedelico che si formò a Praga proprio in quell’anno.

“Le trasfigurazioni di questi materiali sonori, sono il punto di partenza per una musica che non vuole accompagnare il testo ma intende essere il suo naturale completamento -spiega il compositore Claudio Panariello– che seguendo la narrazione, crea un flusso che va da un iniziale distensione coincidente con la libertà sognata fino ad un’atmosfera a tratti oppressiva, a tratti grottesca, evocativa del clima di tensione del drammatico periodo dello scontro culminato poi con l’occupazione da parte delle truppe del Patto di Varsavia“.

 

 


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