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Piana di Castelluccio, un appello per evitare l’assalto alla fioritura

Written by on 05/06/2021

Piana di Castelluccio, un appello per evitare l’assalto alla fioritura

Legambiente, Alleanza della mobilità dolce e Fondazione Symbola chiedono un piano di mobilità a emissioni zero per il Parco dei Sibillini

05/06/2021

La fioritura sulla piana di Castelluccio (foto da Facebook)

NORCIA – “L’assalto di oltre venti mila autoveicoli nei week end della fioritura nella piana di Castelluccio rappresenta un rischio che non deve ripetersi”: anche per questo Legambiente, l’Alleanza della mobilità dolce (Amodo) e la Fondazione Symbola hanno scritto una lettera aperta per un piano di mobilità a emissioni zero nel Parco nazionale dei Sibillini, indirizzata al ministro della Transizione energetica, ai presidenti della Regione Umbria e Marche, al presidente dell’Ente Parco nazionale dei Monti Sibillini, ai sindaci dei Comuni di Norcia, Arquata del Tronto, Castel Sant’Angelo sul Nera, alle comunità locale di Castelluccio, agli operatori turistici del parco.

“Il paesaggio del Pian Grande, del Vettore e dei Monti Sibillini e più in generale le aree maggiormente attrattive dal punto di vista turistico del Parco nazionale dei Monti Sibillini – spiegano – sono ricche di biodiversità e per questo molto fragili, perciò meritano un’attenzione speciale. Per questo l’assalto di oltre ventimila autoveicoli nei week end della fioritura, che si è verificato lo scorso anno, nella Piana di Castelluccio non rappresenta un’opportunità di crescita per il territorio. Bensì un rischio che non deve ripetersi per la prossima stagione ormai imminente, e per la quale bisogna organizzare un sistema di fruizione dello straordinario paesaggio di Castelluccio in grado di preservare la biodiversità e portare beneficio alle economie locali basate su agricoltura e turismo”.

Nella lettera, in cui si elencano alcune proposte, si afferma che “solo attraverso una limitazione e regolamentazione degli accessi, l’organizzazione di servizi di mobilità collettiva e la programmazione dei flussi turistici anche attraverso scelte di mobilità dolce e sostenibile, sarà possibile non solo salvaguardare uno degli altipiani più vasti dell’Italia centrale e simbolo del Parco nazionale dei Monti Sibillini, ma rendere certe, solide e durature le ricadute economiche per questo grande attrattore turistico e a tutta la filiera di servizi dell’area, provati prima dal sisma e poi dalla pandemia”.


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