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Caro bollette, imprenditori protestano in piazza a Perugia e Terni

Written by on 05/09/2022

Caro bollette, imprenditori protestano in piazza a Perugia e Terni

Mobilitazione promossa da Confcommercio Umbria in diversi centri della regione

05/09/2022

mobitazione caro bollette

Imprenditori in piazza Italia a Perugia nella mobilitazione promossa da Confcommercio Umbria

Copie delle bollette di energia e gas bruciate in piazza lunedì a Perugia. Un gesto simbolico che imprenditori, del terziario, ma di altri settori come ad esempio alberghi, ristorazione, campeggi, vendite di mobili, panetterie-pasticcerie, supermercati, ingrossi, hanno compiuto in contemporanea in diverse piazze della provincia (Assisi, Bastia Umbra, Castiglione del Lago, Città di Castello, Foligno, Gualdo Tadino, Gubbio, Marsciano, Norcia, Spoleto, Umbertide).

Esponendo anche cartelli con gli aumenti dei costi sono mediamente triplicati rispetto agli stessi mesi del 2021, ma in alcuni casi con aumenti ancora più clamorosi, come indicato anche su alcuni cartelli.

La mobilitazione degli imprenditori contro il caro bollette, è stata promossa da Confcommercio Umbria all’insegna dello slogan Non spegnete l’Italia, non spegnete il futuro. In piazza Italia del capoluogo umbro uno dopo l’altro gli imprenditori presenti hanno bruciato le loro bollette.

Imprenditori in piazza contro il caro bollette anche a Terni

Mobilitazione contro il caro bollette anche a Terni. L’iniziativa si è svolta davanti al Palazzo della Prefettura dove, anche qui, le bollette sono state bruciate in segno di protesta contro i rincari di luce e gas. Presenti alla protesta anche le Istituzioni, con il sindaco e la presidente della Provincia. Stefano Lupi, responsabile di Confcommercio Terni, ha illustrato la difficile situazione che stanno vivendo i commercianti, gli albergatori, i ristoratori e in generale tutti gli imprenditori alle prese con bollette stratosferiche che rischiano di mettere in ginocchio le aziende.

Una delegazione della Confcommercio, guidata dal presidente Lupi, ha poi incontrato il prefetto per far presente la situazione che si è venuta a creare. La protesta proseguirà, poi, in settimana nell’intera regione con lo spegnimento delle luci delle vetrine e delle insegne delle imprese, escluse quelle in attività, nelle ore notturne dalle 20 di oggi fino a venerdì 9 settembre.

Tre mila imprese a rischio

Entro giugno 2023 in Umbria sono oltre 3mila le imprese a rischio chiusura con fino a 11mila dipendenti che potrebbero perdere lavoro, mentre in Italia si parla di 120mila imprese del terziario e 370mila addetti. Anche alla luce di questa indagine fatta da Confcommercio, chiedono quindi di “agire subito” contro una emergenza che oggi “è la priorità delle priorità”. L’esasperazione degli imprenditori umbri del commercio, turismo e servizi per il “caro bollette” si è trasformata, per iniziativa di Confcommercio Umbria, in una mobilitazione di protesta.

Prezzi lievitati

Lunedì mattina sono state coinvolte le piazze di 13 città della regione e all” insegna dello slogan “Non spegnete l” Italia, non spegnete il Futuro”, come gesto simbolico sono state bruciate nelle piazze le copie delle bollette di luce e gas. Finito il presidio a Perugia, in piazza Italia, il presidente di Confcommercio Umbria Giorgio Mencaroni e gli altri rappresentanti dell’associazione hanno spiegato nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Donini le “drammatiche” conseguenze del caro energia e gas sull” economia, con collegamenti effettuati dalle varie piazze e con testimonianze degli imprenditori. L” uscita a fatica dalla pandemia, per Mencaroni, coincide con l” imbocco di un tunnel “peggiore”. “Per il covid – ha detto – c’era la speranza del vaccino e ci sono stati altri interventi come la cassa integrazione e i contributi a fondo perduto. Ora non c” è niente, non c” è nessuna soluzione per aiutare il mondo delle aziende. I prezzi sono lievitati, ma oltre alle giustificazioni della guerra e delle sanzioni c” è anche una speculazione che agisce”. Secondo il presidente della Confcommercio regionale “alcune aziende ad un punto di non ritorno” e quindi si domanda: “Ci saremo ancora in attesa del nuovo governo?”. Secondo Mencaroni bisogna “intervenire con urgenza” attraverso alcune azioni: “Bisogna mettere un tetto al prezzo del gas e dell” energia elettrica, togliere i costi aggiuntivi e le accise sulle forniture, tassare gli extra profitti, ed aiutare le aziende che vogliono produrre energia per conto proprio”.

La bolletta degli alberghi

La bolletta energetica degli alberghi italiani infatti – fa sapere Confcommercio – ha raggiunto il livello record di 3,8 miliardi di euro, con un costo medio di circa 120.000 euro per ciascuna struttura (94.000 per l” energia elettrica e 26.000 per il gas), che aumenta con progressione geometrica. In media, il conto del mese di luglio 2022 è risultato più che triplicato rispetto a luglio 2021. Per Confcommercio quindi questo significa che oltre il 18% del volume d” affari del settore viene assorbito dal pagamento delle forniture di energia elettrica e di gas. Tra gli altri settori più esposti anche il commercio al dettaglio (la media e grande distribuzione alimentare a luglio ha visto quintuplicare le bollette di luce e gas), la ristorazione, che ha avuto aumenti tripli rispetto a luglio 2021, i trasporti, che oltre al caro carburanti (+30-35% da inizio pandemia ad oggi) si trovano ora a dover fermare i mezzi a gas metano per i rincari della materia prima. A risentire pesantemente della situazione, per Confcommercio, sono però anche i liberi professionisti, le agenzie di viaggio, le attività artistiche e sportive, i servizi di supporto alle imprese, il comparto dell” abbigliamento ed anche le imprese dell” Ict (“Information and Communication Technologies”).


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