Zona rossa rafforzata, primo giorno senza scuole dell’infanzia

Written by on 08/02/2021

Zona rossa rafforzata, primo giorno senza scuole dell’infanzia

Per le famiglie con figli piccoli un ritorno al primo lockdown

08/02/2021

zona rossa scuole infanzia

L'interno di un asilo nido

PERUGIA – Primo giorno di zona rossa nella provincia di Perugia e in 6 comuni del ternano dove da lunedì sono state chiuse anche le scuole per l’infanzia, nido e materne.

Zona rossa rafforzata: chiuse tutte le scuole

Alla luce dell’aumento del numero di casi Covid in alcuni territori umbri e dell’accertata circolazione nel territorio regionale di due varianti del virus,  la presidente della Regione Donatella Tesei ha firmato una nuova ordinanza regionale che impone una zona rossa rafforzata per il territorio della provincia di Perugia e sei comuni del ternano. Il provvedimento, in vigore fino al 21 febbraio, prevedono misure restrittive riconducibili a quelle previste nel Dpcm del 14 gennaio per la fascia rossa ma con alcuni elementi di novità. Oltre alla didattica a distanza per le classi delle scuole primarie, secondarie di primo e secondo grado, statali e paritarie, infatti, è stata prevista la sospensione tutti i servizi socio educativi per la prima infanzia – fino a 36 mesi di età – pubblici e privati ed i servizi educativi delle scuole dell’infanzia, statali e paritarie. Se le famiglie avevano già incassato il colpo della sospensione della didattica in presenza, ora con la chiusura di nidi e materne la situazione si complica. Ora non ci sono da gestire solo i figli più grandi alle prese con la dad, o il lavoro, per i più fortunati, in smart working. Adesso ci sono anche i bambini più piccoli che, come si può ben comprendere, hanno bisogno di maggiori attenzioni. C’è anche da considerare che in questa situazione non c’è una normativa welfare che autorizzi i genitori all’assenza dal luogo di lavoro per accudire i propri figli, come denunciato dal sindacato degli infermieri NurSind. “Infatti – scrive in sindacato in una lettera inviata alla presidente Tesei -, in considerazione del fatto che la Regione Umbria è formalmente in zona arancione, i genitori lavoratori non possono usufruire di congedi e aspettative straordinari per la sospensione delle attività didattiche, come prevede il Dpcm nelle norme a sostegno della genitorialità in caso di zona rossa. È concesso solo l’utilizzo di congedi parentali (se ve ne siano di residui), e con una retribuzione inferiore del 20%, rispetto a quelli previsti dalla legge nazionale in scaso di didattica a distanza”. Ai genitori, che nel giro di una domenica hanno dovuto riorganizzare il manage familiare, non resta che ricorrere a nonni e baby-sitter.

Altre limitazioni

Per quanto riguarda le altre misure. È stato istituito il divieto di consumazione di alimenti e bevande all’aperto nei luoghi pubblici ed aperti al pubblico, per l’intera giornata, il divieto di distribuzione di alimenti e bevande, mediante sistemi automatici (distributori automatici), che affacciano nelle pubbliche vie per l’intera giornata. Vietate anche attività sportive e ludiche di gruppo, nei parchi ed aree verdi, nonché il divieto di utilizzo delle aree gioco dei medesimi. Sospese nuovamente le attività svolte dalle associazioni e circoli ricreativi e culturali che erano state riaperte solo il 25 gennaio scorso, insieme alle attività venatorie

 


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