WMF QUARTO GIORNO

Written by on 23/08/2018

WMF QUARTO GIORNO

23/08/2018

QUARTO GIORNO

Mercoledì 22 agosto. Questa mattina irish breakfast nella mensa del college. Si respira aria da incontro mondiale, con famiglie, preti e suore di diversi paesi, alle prese con i ticket, le code e le usanze alimentari del paese ospitante. Tipo l’uovo che sembra sodo e invece non lo è del tutto….

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Nella grande area del WMF non mancano gli spazi dedicati alla preghiera: c’è la classica cappella, allestita in un tendone, con l’Eucaristia esposta e una grande icona della Santa Famiglia. C’è anche un singolare e piccolissimo luogo, che riproduce una cella monastica irlandese del VI secolo. Si può rimanervi per soli tre minuti, immersi in un’atmosfera suggestiva.

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Nella sala 8C si parla di celebrare la famiglia nella tradizione giudeo-cristiana. Il card. Schoenborn introduce il tema, citando alcuni passaggi di Amoris Laetitia. Relatori sono un rabbino, un vescovo cattolico e uno ortodosso. Per il cattolico focus è la Bibbia, dove emergono luci e ombre della realtà familiare; d’altra parte la famiglia trasmette la benedizione di Dio ed è immagine della Chiesa. Diversità, originalità e sviluppo sono le tre coordinate della famiglia e della Chiesa che nasce dalla pentecoste. L’ortodosso parla della realtà sacramentale del matrimonio, in parallelo con l’eucaristia: il verbo si offre per divenire una cosa sola, come gli sposi. Per questo la famiglia è una piccola chiesa, animata dall’amore, fuoco dobato da Dio che va sempre alimentato. Il rabbino prende le mosse dal mondo dei social in cui i figli sono immersi. Sollecita ad imparare dai propri figli, ma anche ad un impegno educativo che affianchi e accompagni i propri ragazzi. Trasmettere entusiasmo è fondamentale per i giovani, che sono esposti a stimoli impressionanti, anche di carattere bullista. Perciò i giovani devono sapere di essere amati e appoggiati nonostante tutto. Per gli ebrei la casa è il mini-tempio, in cui coltivare “shalom bait”: la pace-in-casa.

 

Al padiglione 8A si è parlato di immigrazione. Dall’esperienza di accoglienza di rifugiati da parte delle comunità cristiane, si è rivelato che questo è un processo a doppia via, nel quale anche le nostre comunità escono arricchite e più solide in quanto spesso le famiglie di rifugiati mostrano quale è la vera vita familiare ad un occidente in cui il concetto di famiglia si va gradualmente erodendo. Infine siamo stati invitati tutti a diffondere la lieta novella Global compact per la migrazione nei confronti dei giornalisti che possiamo conoscere perché questo documento diventi visibile a tutti e venga applicato.

Anche i bambini con canti e momenti di laboratori sono invitati a riflettere sulle condizioni del nostro prossimo. Con la spontaneità e la genuinità che solo un bambino può avere attraverso disegni e libere produzioni nell’area children si è creata un clima di festa e di riflessione.

 

Nella seconda sessione del mattino alla sala 8A si parla di welfare familiare, alla luce della dottrina sociale della Chiesa, in rapporto alle tendenze economiche attuali, tese ad esaltare l’individualismo. I coniugi Zamagni evidenziano la deficienza delle politiche familiari in Europa, a motivo di un’errata concezione della famiglia e dei figli come “bene privato”. Serve un’idea diversa di famiglia come “bene comune” con i suoi 4 pilastri: gratuità, reciprocità, generatività e fecondità. Ciò implica riconoscere la famiglia come elemento fondamentale per produrre cose come fiducia, relazioni positive ed educazione, che sono indispensabili alla società. La politica dovrebbe supportare la famiglia in modo ben diverso: una diversa fiscalità, che tenga strutturalmente conto dei figli; una diversa modalità di armonizzare famiglia e lavoro. Un altro economista, Kinsella, sottolinea come la famiglia dà alla società degli apporti decisivi; la capacità di accettare ogni persona; la fiducia che nasce dalla stabilità e dalla fede nella verità. Senza riferìmento alla verità, infatti, non ci sono educazione, rispetto e fiducia. I governi dovrebbero tutelare di più la famiglia, mentre accade il contrario, come in Irlanda. Luigino Bruni conclude parlando di gratuita, che si impara in famiglia, mentre viene disprezzata in economia, perché si confonde con costo-zero. Ciò comporta in grave disagio sociale, poiché il gratuito sta a fondamento della società. L’economia va ripensata con diversa attenzione alla dimensione delle relazioni, cioè con ottica familiare (e femminile). Ciò consente di intervenire in modo diverso sulla povertà, sull’educazione e sulla condivisione.

I coniugi Mavis e Ron Pirola dall’Australia: “La Chiesa più grande ha molto da imparare dalla chiesa familiare”. “La gratitudine nel vedere il bene di Dio nell’altro”. “Nell’unione sessuale, non l’unica, ma la prima espressione del sacramento”. “Bene prezioso della spiritualità della sessualità”.

I coniugi Veronica e Jose Louis Villasenor, messicani, 36 anni di matrimonio, testimoniano l’aiuto di Dio e della Chiesa per riprendere la gioia di vivere nella prova più grande della loro vita, quando in un incidente hanno perso due dei loro quattro figli e si sono buttati in iniziative a difesa della vita e della famiglia.

I coniugi Rosa e Lauro Cueto, filippini, “La nostra casa è diventata fonte di gioia, di benedizione… concentriamo il nostro sguardo su Gesù che riconosciamo al centro del nostro matrimonio…di tutto ciò che facciamo”. “Dio è con noi e Dio è uno di noi!” “mia nonna, prima di morire a 104 anni è stata accudita da me… noi ci prendiamo cura dei nostri anziani” “sono molto grata di aver vissuto questi momenti”.

Nel secondo round del mattino, nella hall 2, si è parlato di come trasmettere la fede in famiglia. Paula e Joseph, Irlanda del Nord, Paula “con l’esempio e l’amore, nella correzione fatta con esempi, usando sempre dolcezza”. Joseph, “non sempre è facile fare il marito e il padre , ma l’esempio avuto dal padre gli permette di capire, migliorare il modo di comportarsi”.

Nella sala A Lidia  Borzi e Andrea Alessi hanno parlato della famiglia generativa oltre la fecondità biologica. Quando il figlio non arriva sentirsi comunque famiglia e non coppia per aprirsi al mondo essendo generativi nel mondo.

Nel pomeriggio tutto il programma si svolge nella Family Arena: uno stadio trasformato in grande spazio congressuale. Si iniziacon la conferenza di mons. Martin, vescovo di Armagh e presidente della Conferenza Episcopale Irlandese, che parla del benessere della famiglia in rapporto al futuro del mondo. La corretta concezione della famiglia fondata sul matrimonio di un uomo e una donna va comunicata mediante una testimonianza gioiosa, convinti checostitusce un bene per tutta la societa.

Il pomeriggio continua con alcune testimonianze. Un video raccoglie le opinioni di alcuni giovani sulla domanda: cosa è l’amore?

Parlano dal palco alcuni giovani, che testimoniano la realtà del fidanzamento e del matrimonio vissuti cristianamente nel mondo di oggi. Testimonianze di storie ordinarie, fatte di problemi, gioie, speranze e timori… utili a rafforzare la convinzione che “fare famiglia” secondo il disegno di Dio sia ancora oggi possibile.

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La Santa Messa presieduta dal card. Garcias conclude la giornata. Nella liturgia della festa di Maria regina del cielo viene proclamato il vangelo dell’annunciazione. Maria riceve la Parola nel cuore e nel corpo, dando inizio con il suo si alla santa famiglia di Nazaret, grande luce tra le tenebre del mondo. Ciascuno di noi appartiene alla propria famiglia naturale e alla famiglia che è la Chiesa. Queste realtà si sostengono a vicenda, avendo come modello la santa famiglia di Nazareth, che a sua volta si modella sulla Trinità. Le parocchie devono diventare autentiche famiglie dei credenti, con legami di amore e spirito di servizio. Questo non è scontato: chiede impegno. Il rinnovamento della Chiesa dipende dalla vitalità e dalla forza apostolica della famiglia. Anche il bene della società e la pace tra i popoli dipendono dalla famiglia. In essa, che vince l’egoismo e l’individualismo, si cresce come uomini e come cristiani. Perché ciò possa accadere è necessario coltivare le relazioni ed esercitare il perdono reciproco. Riflettiamo su come aiutare le famiglie ad essere se stesse e a rinnovare le nostre comunità cristiane. Affidiamo a Maria le famiglie, perché porti in esse Gesù e modelli ogni famiglia e ogni partocchia sul modello della famiglia di Nazareth.

 

 

 

 

 

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