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‘Via europea della seta’: messe a dimora 60 piante di gelso

Written by on 27/01/2022

‘Via europea della seta’: messe a dimora 60 piante di gelso

Sono state collocate nei pressi del Museo contadino 'Il granaio della memoria' di Sanfatucchio

27/01/2022

Via europea della seta

Una delle 60 piante di gelso messe a dimora a Sanfatucchio per il progetto 'Via europea della seta'

Sessanta piante di gelso sono state messe a dimora a Sanfatucchio, nel Comune di Castiglione del Lago, nell’ambito del progetto Via europea della seta. La piantumazione degli esemplari di questa specie, così tanto presente nel paesaggio umbro e lacustre nei secoli scorsi, è iniziata nei giorni scorsi, presso l’area verde di San Felice. L’iniziativa è ad opera dell’associazione Faro Trasimeno e nasce a seguito del convegno dedicato all’omonimo progetto, organizzato lo scorso 18 dicembre in collaborazione con la Sede italiana del Consiglio d’Europa, al Museo contadino Il granaio della memoria.

Ulteriore tappa verso la certificazione da parte del Consiglio d’Europa di questo nuovo itinerario culturale, l’incontro rientrava tra gli eventi preparatori, con lo scopo di porre anche l’Umbria fra le regioni interessate al progetto, inserendo così il passato serico della regione in un contesto storico e culturale ampliato.

Il baco da seta è stato oggetto di approfonditi studi fin dall’antichità per il valore economico che ha avuto e continua ad avere nelle filiere produttive tessili a livello agricolo ed industriale. Le innumerevoli conoscenze che sono andate accumulandosi nel corso dei secoli hanno permesso un raffinato controllo della biologia di questo insetto di cui è stato sequenziato il genoma e che è stato utilizzato come organismo modello per analizzare svariati meccanismi legati alla fisiologia, alla genetica, alla nutrizione, alla chimica e alle scienze della vita in generale.

L’obiettivo del progetto Via europea della seta, che sta gradualmente interessando diverse regioni italiane ed europee, è promuovere percorsi culturali per giovani e adulti e potenziare lo sviluppo di un turismo culturale partecipativo e sostenibile.

“Si è cercato -spiega la direttrice di Faro Trasimeno, Mariella Morbidelli- di dare una visione organica della sericoltura, creando nuove connessioni o consolidando quelle già esistenti tra i diversi settori che gravitano intorno a questo affascinante insetto”.

Intanto Faro Trasimeno sta dando il proprio contributo di idee e iniziative. Come appunto quella di mettere a dimora nuove piante di gelso.

“Nel nostro territorio – dice ancora la direttrice Morbidelli- all’epoca dei Della Corgna e fino agli anni ’50 del secolo scorso si coltivava questa pianta e molte famiglie si occupavano di bachicoltura per arrotondare i loro magri stipendi. In questo modo vogliamo riprendere le fila della tradizione e provare a gettare le basi per future attività”.

Le piantine sono state acquistate dal Laboratorio del cittadino e provengono da un vivaio di Padova che collabora con il Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria).

 


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