Vertenza Sangemini-Amerino, prosegue lo stato di agitazione

Written by on 18/11/2020

Vertenza Sangemini-Amerino, prosegue lo stato di agitazione

I rappresentanti dei lavoratori non condividono la posizione sulla cassa integrazione

18/11/2020

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Lo stabilento della San Gemini

SAN GEMINI – Prosegue lo stato di agitazione alla Sangemini-Amerino: dopo lo sciopero di tre ore a fine turno nei due giorni appena passati, le rsu hanno proclamato una nuova protesta per le giornate di mercoledì e giovedì, questa volta per due ore, sempre a fine turno.

Stato di agitazione per gestione Cig

Il perdurare dello stato di agitazione, e i conseguenti scioperi annunciati, è stato deciso unitariamente dai delegati di Flai, Fai e Uila, che non condividono le prese di posizione aziendali sulla gestione della cassa integrazione. “Ribadiamo che ad oggi – scrivono – ci risultano commesse in entrata, permettendo di diminuire i giorni di cassa integrazione. Pertanto rimane lo stato di agitazione, richiamiamo tutte le lavoratrici e i lavoratori ad aderire, pur consapevoli del sacrificio richiesto”. La rsu si dice “non più disposta a permettere che vengano fatte operazioni che mettano a rischio la sicurezza dei lavoratori, e altre scelte unilaterali”. Intanto mercoledì i sindacati incontreranno in videoconferenza i rappresentanti di Regione e Comuni del territorio per un’analisi della situazione, anche in vista della presentazione da parte della proprietaria Acque minerali d’Italia del piano concordatario nell’ambito della procedura aperta davanti al tribunale di Milano.

Vertenze aperte in Umbria

Quella della Sangemini-Amerino è solo una delle vertenze aperte in Umbria e che, nelle ultime settimane, sono tornate sul tavolo della Regione. I consiglieri regionali del Partito democratico Simona Meloni e Fabio Paparelli, nei giorni scorsi, hanno chiesto alla Giunta chiarimenti sulle azioni da intraprendere sulle varie questioni: non solo la vertenza Sangemini- Amerino, appunto, ma anche la messa in liquidazione dello stabilimento Treofan di Terni e la  costituzione della nuova società “Trafomec Europe Tecnologies srl”, su cui confluirà anche il ramo d’azienda di Tavernelle. Nel territorio regionale, inoltre, ci sono altre vertenze ancora aperte sulle quali la minoranza in Consiglio regionale ha chiesto “aggiornamenti e esiti”. “In Umbria – si legge nell’atto presentato dai consiglieri del Pd– ci sono centinaia e centinaia di lavoratori di aziende in crisi ancor prima che il Covid 19 diventasse l’assoluto protagonista, lavoratrici e lavoratori che da anni vivono situazioni di stallo, di incertezza sul futuro e in balia di promesse, spesso non mantenute, rinvii e cambi di proprietà”.


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