Vaccinazione anti-Covid: scoppia una dura polemica sulle dosi ‘in avanzo’

Written by on 22/03/2021

Vaccinazione anti-Covid: scoppia una dura polemica sulle dosi ‘in avanzo’

Il Pd chiede chiarimenti sulla comunicazione dell'Usl all'ordine degli avvocati di Perugia

22/03/2021

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PERUGIA – È polemica sulla campagna di vaccinazione anti – Covid in Umbria dopo la comunicazione dell’Usl 1, inoltrata venerdì sera all’ordine degli avvocati di Perugia, di un “certo numero di dosi di vaccino disponibili, avanzate da altre categorie”, da poter destinare alla categoria forense nella seduta vaccinale di domenica mattina al punto territoriale di Trestina di Città di Castello. Una decisione “senza alcun criterio di priorità”, denuncia il Partito democratico. “Tutti i referenti dei servizi  essenziali, non solo avvocati,  sono stati allertati” risponde la Usl Umbria 1.

Partito Democratico: “Qual è il criterio?”

“La Regione e la maggioranza a traino leghista smentisce ancora se stessa. Prima a mezzo stampa dichiara prioritari i vaccini ai più fragili e agli anziani, come proposto dal Pd, ma poi le dosi in esubero vengono  destinate agli avvocati  senza aver previsto una lista di supplenti”: così il Gruppo regionale umbro del Partito democratico interviene su quanto successo in Alto Tevere.  “In una regione come l’Umbria, in cui  persistono ancora difficoltà nelle prenotazioni degli aventi diritto – affermano in una nota gli esponenti del Partito democratico -, giunge notizia che nella tarda serata di sabato 20 marzo, l’Ordine degli avvocati di Perugia a mezzo pec, abbia avvisato una parte dei propri iscritti, previa richiesta della Asl1, della disponibilità di oltre 100 dosi di vaccino avanzate, da somministrare nella seduta vaccinale di domenica mattina, senza alcun criterio di priorità. Ringraziando gli operatori sanitari per il grande lavoro che stanno svolgendo, così come gli oltre 100 avvocati che hanno atteso in fila da questa mattina (domenica) e si sono messi immediatamente a disposizione perché nessuna dose di vaccino andasse sprecata, restiamo però allibiti dalla gestione disorganizzata confusa e opaca delle dosi in esubero predisposta dalla Giunta Tesei. Con quale criterio e su quali basi scientifiche si è deciso di destinare  tutte le dosi di vaccino avanzate esclusivamente ad un ordine professionale?”.  “Su questa scelta del tutto arbitraria – sottolinea il Pd -, contestuale ai gravi ritardi sul fronte delle vaccinazioni agli anziani ed ai fragili, chiederemo che si faccia chiarezza a partire dalla Commissione d’inchiesta istituita presso l’Assemblea legislativa. Sappiamo quanto sia importante in questo momento procedere a passo spedito con le vaccinazioni, ma nella gestione delle dosi di avanzo servono criteri e trasparenza e non certo errori improvvisazione”.

Ordine avvocati: “Nessuna sollecitazione”

“Noi non abbiamo sollecitato alcunché. È  stata la Usl a contattare la referente per il piano vaccinale Covid dell’Ordine degli avvocati di Perugia”: a dirlo è Stefano Tentori Montalto, presidente dell’ Organismo forense dopo la polemica per la somministrazione di alcune dosi ‘in avanzo’  ad alcuni iscritti in Alto Tevere.  “Il comparto Giustizia – ricorda Tentori Montalto -, del quale fanno parte magistrati, personale amministrativo e avvocati è stato compreso nel Piano vaccinale regionale. Magistrati e personale amministrativo di Perugia hanno già cominciato la vaccinazione da sabato”.  Il presidente dell’Ordine di Perugia ricostruisce quindi quanto successo. “Nella tarda serata di ieri (sabato) – spiega Tentori Montalto – è arrivata una comunicazione dall’Usl alla nostra referente dell’Ordine che c’erano un certo numero di dosi disponibili, avanzate da altre categorie. In assenza di indicazioni dei criteri da seguire da parte della Regione, come Ordine non abbiamo fatto altro, in base alla presenza degli studi legali nel ristretto territorio di interesse, di comunicare ai colleghi che c’era questa disponibilità. Se l’avessimo inviata indiscriminatamente a tutti i 2.500 iscritti avremmo avuto un esodo di massa. Abbiamo cercato di attivarci il prima possibile – conclude Tentori Montalto -, nel modo più logico ed oggettivo possibile”. 

La spiegazione dell’Usl Umbria 1

“Tutti i referenti dei servizi  essenziali, non solo avvocati, ma anche operatori della scuola, assistenti sociali, forze dell’ordine ed onoranze funebri, sono stati allertati della presenza di alcuni posti liberi nella giornata di domenica 21 marzo e solo alcuni hanno risposto tempestivamente”: lo sottolinea la direzione aziendale dell’Usl Umbria 1 sulla questione della vaccinazione di un gruppo di avvocati presso il punto territoriale di Trestina di Città di Castello. Dove rispondere all’appello – ha reso noto l’azienda sanitaria – non sono stati solo gli avvocati ma anche assistenti sociali e operatori delle onoranze funebri.  Stando ai dati raccolti e diffusi dall’azienda sanitaria risultavano infatti ‘solo cinque’ prenotazioni per il punto vaccinale su 118 disponibili a Trestina, 10 per quello di Bastia Umbra e 28 per quello di Ponte d’Oddi di Perugia. “Questa soluzione è stata maturata, – afferma il direttore sanitario Massimo D’Angelo – in quanto nella giornata odierna (domenica) c’erano poche prenotazioni ed alcune persone hanno disdetto. Con l’ obiettivo, da tutti condiviso, di non sprecare vaccini e  giornate di lavoro in questa delicata fase della vaccinazione, gli operatori sanitari nella serata del sabato hanno contattato i referenti dei servizi essenziali, che erano già caricati a sistema, comunicando la disponibilità e l’opportunità di coprire posti liberi ed anticipare la vaccinazione”.  “Non abbiamo operato in base a canali preferenziali –  specifica anche Michela Cardamone, responsabile del team vaccinale dell’Usl Umbria 1 – ma con il principio che avevamo agende con posti disponibili per coloro che devono comunque ricevere il vaccino AstraZeneca che, in questo momento, sono tutti gli operatori dei servizi essenziali. Mentre dal primo aprile ci dedicheremo a tutte le categorie delle persone fragili che, invece, dovranno essere vaccinate con Pfizer”. Nello specifico a Trestina – spiega ancora l’Usl -, sono stati vaccinati anche alcuni rappresentanti delle categorie degli assistenti  sociali e delle onoranze funebri. A Bastia sono stati dirottati anche vari rappresentanti delle forze dell’ordine che non si erano potuti vaccinare in precedenza.  A Perugia, infine, si sono presentati coloro che afferiscono al mondo della scuola e delle onoranze funebri. Un recupero di posti che – sottolinea l’Usl – ha richiesto un notevole sforzo anche agli operatori sanitari in queste operazioni aggiuntive”. 

I dati sulle prenotazioni

Su mille e 34 dosi di vaccino anti Covid di AstraZeneca disponibili domenica nei punti di somministrazione dell’Usl Umbria 1 si sono prenotati in 96 per riceverle. Il 9,2 per cento. Il personale dell’Usl ha comunque cercato di somministrare più dosi possibili, allertando per possibili vaccinazioni aggiuntive anche tutti i referenti dei servizi essenziali, come avvocati, ma anche operatori della scuola, assistenti sociali, forze dell’ordine e personale delle onoranze funebri. Recuperando, in tre centri vaccinali, altre 313 persone che sono state vaccinate. Complessivamente sono state quindi somministrate il 30,2 per cento delle dosi disponibili. Secondo i dati aggiornati dal Ministero della salute, in Umbria sono state somministrate complessivamente 108.547 dosi dei vari vaccini sulle 135.435 consegnate, cioè l’80.1%.


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