Umbria a rischio ‘moderato’, il Cts regionale: “Quadro epidemiologico non preoccupante”

Written by on 21/05/2020

Umbria a rischio ‘moderato’, il Cts regionale: “Quadro epidemiologico non preoccupante”

21/05/2020

PERUGIA – È dopo che nella giornata di mercoledì, la presidente della Regione Donatella Tesei era tornata a parlare del sistema di monitoraggio dell’Istituto superiore della sanità, chiedendo un confronto al presidente Silvio Brusaferro, giovedì, il ministro per gli affari regionali Francesco Boccia ha ribadito che l’Umbria, insieme e Lombardia e Molise, rientra tra le tre regioni a rischio ‘moderato’.

Intervento Boccia Durante la trasmissione televisiva Mattino Cinque, il ministro parlando degli spostamenti tra le regioni ha precisato che “se una regione è ad alto rischio di sicuro non potrà ricevere ingressi da altre regioni” e ha poi proseguito spiegando che “oggi le regioni italiane sono tutte a basso rischio e tre a medio rischio, ma parliamo di dati che abbiamo alle spalle”. Per l’Umbria il problema sarebbe la cura dei contagi che è salita.

Cts Umbria I dati, che come ha detto la presidente Tesei “danneggiano l’umbria e ne danno un’immagine sbagliata”, sono stati commentati anche dal professore Fabrizio Stracci membro del Comitato tecnico scientifico costituto dalla Regione e dall’Università degli Studi di Perugia. “L’attuale quadro epidemiologico dell’Umbria per il Covid – ha sottolineato il professore Stracci – non è preoccupante e i dati attuali dimostrano come non sia diventato concreto il rischio ‘moderato’ di eventuale ripresa dell’epidemia che era stato ipotizzato dall’Iss sulla base dell’indice Rt riferito al 26 aprile”. Un indice che, spiega il professore, è basato su pochi dati e “ha un intervallo confidenziale così ampio che non è possibile affermare che Rt sia superiore a uno”. I pochi nuovi casi di coronavirus registrati in Umbria nelle ultime settimane hanno quindi dimostrato, per il professore – come “non ci sia alcuna evidenza di una risalita della curva epidemica”. “I numeri sono così contenuti – ha aggiunto – che qualsiasi variazione sarebbe subito evidente. È però anche chiaro che il virus circola tra la popolazione e quindi bisogna continuare a rispettare tutte le misure di contrasto”. Il professor Stracci ha quindi spiegato che “verosimilmente un eventuale cluster potrebbe essere contenuto localmente ricorrendo al sistema di isolamento o al più a mini zone rosse locali senza innalzare il livello di rischio nel resto della regione”.


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