Treofan, i lavoratori incontrano il ministro Di Maio: “Non c’è più tempo”

Written by on 23/12/2020

Treofan, i lavoratori incontrano il ministro Di Maio: “Non c’è più tempo”

Il ministro durante l'inaugurazione della Terni-Rieti: "Tenete duro, noi ci siamo, ce ne stiamo occupando"

23/12/2020

treofan di maio

I ministri Di Maio e De Micheli con i lavoratori della Treofan

TERNI – Hanno incontrato una delegazione dei lavoratori della Treofan di Terni, il ministro degli esteri Luigi Di Maio e la ministra delle infrastrutture Paola De Micheli, a margine della cerimonia di inaugurazione della strada statale Terni-Rieti. Un piccolo momento durante il quale i lavoratori, licenziati dalla proprietaria Jindal, hanno ripercorso alcune delle tappe che ha portato alla cessazione dell’attività del polo chimico ternano, invocando l’attenzione dei ministri e quindi di tutto il Governo.

Nuovo tavolo al Mise il 28 dicembre

“Sere una risposta del sistema Paese, non c’è più tempo” chiedono i lavoratori ai ministri Di Maio e De Micheli, spigando come il 5 febbraio sarà definitivo il licenziamento per i 139 dipendenti. “La sottosegretaria al Ministero dello sviluppo economico Alessandra Todde, che ho sentito in queste ore – ha risposto il ministro Di Maio ai lavoratori, è pienamente consapevole della gravità della situazione, si sta coordinando anche con noi del ministero degli Esteri per le interlocuzioni internazionali che servono. Faremo il percorso insieme, che speriamo abbia un buon esito. Ce la mettiamo tutta, ve lo posso assicurare”. “Sicuramente è un Natale difficile per voi, ma tenete duro perché noi ci siamo e ce ne stiamo occupando” ha assicurato Di Maio ai lavoratori dell’azienda del polo chimico ternano, messa in liquidazione dalla proprietaria Jindal.

Costruire un altro piano senza Jindal

Gli stessi lavoratori hanno sottolineato come il sito, che produce film di polipropilene, sia “strategico, soprattutto ora che la richiesta del prodotto è maggiore”. I dipendenti hanno raccontato come, durante il primo lockdown, il sito ternano abbia lavorato a pieno regime: “Abbiamo fatto gli straordinari” spiegano. L’azienda ha giustificato la chiusura con “3 mesi di rosso”, ma la realtà dei lavoratori è un’altra: “Loro hanno spostato gli ordinativi e i nostri macchinari su altri stabilimenti; è stata una strategia”, e denunciano ancora “ci sono sul piatto cose che loro non hanno chiarito, abbiamo preso la cassa Covid, anche se la nostra produzione non si è fermata. Ora siamo stati licenziati e allo scadere dei 75 giorni, il 5 febbraio, non avremo neanche la cassa integrazione. Andiamo direttamente a casa”. “Dobbiamo costruire un altro piano – ha risposto il ministro -, vediamo come va il tavolo del 28 al Mise e poi ci riaggiorniamo”, aggiungendo che Jindal ora dovrà rispondere di alcune cose direttamente al Governo.

 


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