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Tpl, il tavolo in Regione. Assessore: “Incontro positivo”

Written by on 30/09/2022

Tpl, il tavolo in Regione. Assessore: “Incontro positivo”

Esclusi dall'incontro Filt Cgil e Faisa Cisal: "Verso nuovo sciopero ad ottobre"

30/09/2022

tpl tavolo regione

Esclusi dall'incontro Filt Cgil e Faisa Cisal: "Verso nuovo sciopero ad ottobre"

Nuovo capitolo di quella che è diventata una vera e propria vertenza sul trasporto pubblico locale (Tpl) in Umbria. Giovedì si è tenuto un nuovo tavolo di confronto in Regione tra l’assessore regionale ai trasporti Enrico Melasecche, il direttore regionale Stefano Nodessi e il dirigente del Servizio, Leonardo Naldini e i rappresentanti di Fit Cisl, Uil Trasporti, Ugl Tpl, Orsa Trasporti.  “Abbiamo incontrato le organizzazioni sindacali che hanno scelto la via del confronto diretto con la Regione – ha affermato l’assessore Melasecche – e che avevano inoltrato una richiesta di chiarimenti in merito alla gara in corso di predisposizione per il Trasporto pubblico locale. Il confronto è tato molto franco con l’obiettivo comune di giungere seriamente al nocciolo dei problemi che interessano i lavoratori. Tutti hanno giudicato in modo molto positivo il metodo e il merito cui seguiranno ulteriori approfondimenti”. Per quanto riguarda la Filt Cgil e Faisa Cisal – ha proseguito l’assessore – “rimane la pretesa di un’unica gara per la gomma estesa all’ intera Regione. Si tratta di una richiesta irricevibile perché illegale oltre che costosissima per le casse regionali e di quelle dei Comuni. Se la Regione accedesse a quella che sta diventando una vera a propria prepotenza – ha detto ancora Melasecche -, avrebbe un maggior costo di 90 milioni in nove anni e 27 milioni per i servizi aggiuntivi dei Comuni. Sulla linea del buon governo e della necessaria fermezza, l’intera Giunta regionale, a cominciare dalla Presidente Tesei, che ho informato di nuovo giovedì mattina insieme a tutti i colleghi assessori, mi ha sostenuto pienamente ed invitato a procedere al meglio per la tutela degli interessi di tutti gli umbri ma anche dei lavoratori del Tpl. Questi, a differenza di quanto continuano a dichiarare i sindacati che hanno indetto lo sciopero con intenti palesemente di strumentalizzazione politica, (peraltro con adesione inferiore al 40%) – ha concluso l’assessore Melasecche – non solo non vedranno neanche un solo licenziamento ma avranno la garanzia di una clausola sociale rafforzata, come risulta dal verbale dell’ incontro che abbiamo tutti sottoscritto”.

La replica di Filt Cgil e Faisa Cisal

Filt Cgil e Faisa Cisal, che nei giorni scorsi avevano comunicato di non essere stati convocati all’incontro di giovedì in Regione scrivendo anche ai prefetti di Perugia e Terni per denunciare quella che consideravano una scelta “democraticamente inaccettabile e illegittima”, hanno voluto replicare alle parole dell’assessore. “Consideriamo quello che si è consumato oggi (giovedì) come un grave strappo democratico, non solo nei confronti delle nostre organizzazioni sindacali, maggioritarie nel settore, ma soprattutto delle lavoratrici e dei lavoratori del Tpl umbro che avevano mandato un chiaro messaggio alla Regione con la massiccia adesione allo sciopero del 16 settembre, che è stata, lo ribadiamo, vicina all’80% del personale, tenendo conto, come è ovvio, di lavoratori precettati fasce protette”. Ad affermarlo in una nota sono Filt Cgil e Faisa Cisal dell’Umbria che “sono rimaste escluse – prosegue la nota – dal tavolo di confronto sul trasporto pubblico locale umbro convocato dall’assessore Melasecche”. “La decisione di proseguire sulla strada della divisione e dell’esclusione di chi non è d’accordo – commentano Filt Cgil e Faisa Cisal – è gravissima, tanto più che la riunione di oggi si è conclusa con un ‘comunicato congiunto’ nel quale la Regione non fa altro che ‘prendere atto’ delle richieste dei sindacati presenti al tavolo (peraltro avanzate e note da tempo), riservandosi future valutazioni e approfondimenti. In sostanza – osservano Filt e Faisa – nulla di concreto a garanzia del futuro dell’occupazione e del servizio”. “Altrettanto gravi poi – secondo Filt e Faisa – risultano essere le accuse rivolte dall’assessore ai due sindacati maggioritari di avanzare proposte ‘illegali’. Basta con le falsità – affermano i rappresentanti delle due sigle sindacati – la normativa (dl 50/2017) non impone affatto la soluzione tanto cara all’assessore, visto che, pur sollecitando l’articolazione dei bacini in più lotti, specifica al contempo che ‘va tenuto conto delle caratteristiche della domanda’ e che possono esserci ‘eccezioni motivate da economie di scala proprie di ciascuna modalità e da altre ragioni di efficienza economica’”. A fronte di quello che definiscono l'”ennesimo comportamento scorretto, ingiurioso e antidemocratico”, Filt Cgil e Faisa Cisal sono pronte a riprendere la mobilitazione: “È l’unico strumento rimasto alle lavoratrici e ai lavoratori del Tpl per far sentire la propria voce: in mancanza di una convocazione immediata e di una ricomposizione del tavolo, siamo pronti a proclamare un nuovo sciopero del tpl già nel mese di ottobre”. (ANSA).

Lavoratori Savit: “Considerati una mera subordinata della discussione”

A voler far sentire la propria voce è anche la Fiom di Perugia e Terni, sindacato degli autoferrotranvieri, preoccupati per il futuro dei lavoratori di Savit, azienda che attualmente si occupa delle manutenzioni per il Tpl in Umbria. “Apprendiamo con qualche stupore che l’assessore ai trasporti della Regione Umbria, nell’incontrare una parte delle sigle sindacali degli autoferrotranvieri ha parlato del futuro dei lavoratori Savit, che a suo dire saranno divisi nei diversi lotti, senza meglio specificare con quali modalità e lasciando ancora non definita la copertura contrattuale” si legge in una nota inviata da Fiom di Perugia e Terni. Il sindacato si dice “assolutamente d’accordo nel prevedere clausole di salvaguardia dei lavoratori ed un eventuale riconoscimento contrattuale nell’ambito degli autoferrotranvieri, ricordiamo tuttavia all’assessore Melasecche che Savit attualmente rappresenta il polo unico regionale delle manutenzioni per il TPL e che applica un contratto metalmeccanico industria, e su queste basi ha presentato, da diversi mesi, un piano di investimenti e di sviluppo”. Tornando sull’esclusione di Filt Cgil e Faisa Cisal dal tavolo di giovedì in regione, “scelta inaccettabile”, il sindacato considera altrettanto “inaccettabile che l’assessore regionale non intenda confrontarsi con i lavoratori metalmeccanici, considerandoli una mera subordinata della discussione, fatta, tra l’altro, con chi non ha la titolarità di rappresentare contrattualmente quei lavoratori stessi. Da due settimane abbiamo richiesto, come Fiom, allo stesso assessore, alla presidente della giunta regionale ed al presidente della II commissione consiliare un incontro per discutere le problematiche che riguardano quasi 100 lavoratori dipendenti di Savit. Se la nostra richiesta dovesse essere ancora ignorata – conclude la not – siamo pronti a conquistarci il tavolo con la mobilitazione”.


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