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Tpl, nuova protesta contro i tagli della Regione

Written by on 05/08/2022

Tpl, nuova protesta contro i tagli della Regione

In piazza Italia, sindacati, lavoratori, Camera del Lavoro e Spi Cgil

05/08/2022

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In piazza Italia, sindacati, lavoratori, Camera del Lavoro e Spi Cgil

Venerdì mattina, alle 9, in piazza Italia a Perugia, la nuova protesta dei sindacati per i tagli decisi dalla Regione. Sotto palazzo Donini, Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria hanno manifestato insieme ai lavoratori per ribadire nuovamente la contrarietà ai tagli da 13 milioni di euro e le scelte relative alla nuova gara per il trasporto pubblico. “Protestiamo sotto la Regione – si legge sulla pagina Facebook di Cgil Umbria – contro la scelta scellerata di tagliare il trasporto pubblico locale e di tornare indietro di 20 anni dividendo l’Umbria, regione di appena 800mila abitanti, in 4 lotti, come negli anni ’90. Scelte – dicono i sindacati – che penalizzano i cittadini, soprattutto studenti e anziani, che vedono nel mezzo pubblico una risposta alle loro esigenze di mobilità. E poi ci sono i lavoratori di Busitalia – concludono – preoccupati per un futuro quantomai incerto”.  Ad aderire alla protesta anche la Camera del Lavoro: “In piazza al fianco dei lavoratori dei trasporti per difendere il diritto alla mobilità delle cittadine e dei cittadini – afferma Simone Pampanelli, segretario generale della Cgil di Perugia – È del tutto inaccettabile che, in un momento di enorme difficoltà economica per le famiglie, con i costi energetici alle stelle, si taglino le corse degli autobus, costringendo, chi può, all’uso del mezzo privato, in barba a qualsiasi strategia di sviluppo sostenibile e di rispetto dell’ambiente. Ci sono poi intere zone della nostra provincia che rischiano di cadere in un ulteriore isolamento con questa politica scellerata di tagli, quando avremmo bisogno di più e non meno trasporto pubblico. Non si capisce – conclude Pampanelli – quali interessi questo governo regionale intenda tutelare, sicuramente non quelli dei cittadini e delle fasce più deboli della popolazione, con una visione politica che non garantisce la tenuta sociale ed economica della regione”. Solidarietà e adesione alla mobilitazione in difesa del trasporto pubblico arriva anche dal sindacato pensionati, lo Spi Cgil: “In piazza insieme ai lavoratori autoferrotranvieri che hanno deciso di lottare contro i tagli selvaggi al trasporto pubblico locale e contro la privatizzazione del settore – afferma Mario Bravi, segretario generale dello Spi Cgil di Perugia -. Questa logica di taglio ai servizi di trasporto locale colpisce non solo i lavoratori, ai quali esprimiamo la nostra totale solidarietà, ma anche i cittadini, soprattutto i più fragili e i meno abbienti”. Per lo Spi Cgil in una regione a bassa antropizzazione, tagliare i servizi nelle zone interne e periferiche significa “negare ai cittadini il diritto alla mobilità”. “Gli anziani poi verrebbero colpiti 2 volte – insiste Bravi – la prima con le liste d’attesa infinite nella sanità che costringono le persone a muoversi per decine e decine di km, la seconda cancellando il servizio pubblico di trasporto”. Anche dal sindacato dei lavoratori pubblici, la Fp Cgil, arriva una piena adesione alla mobilitazione sui trasporti. “Il taglio consistente ai trasporti è un taglio ai diritti dei cittadini, lavoratori, pensionati, studenti: è inaccettabile – afferma Stefano Lupini, segretario generale della Fp Cgil di Perugia – Tagliare i trasporti, infatti, significa mettere i cittadini nella condizione di non poter beneficiare e fruire di altri servizi alla persona, siano essi pubblici (scuola, ospedale, medico di famiglia, uffici della pubblica amministrazione), o privati (socialità, sport, cura della persona, farmacie, etc.)”. “Ci dimentichiamo che nella storia, ma anche oggi, lo sviluppo e il sentirsi parte di un contesto sociale, passa attraverso la viabilità e con essa i servizi di trasporto pubblici – conclude Lupini – È l’ennesima cieca logica del profitto, per cui se non ne produci sei un ramo secco da tagliare, ma il prezzo di questi tagli lo pagano i cittadini umbri, non chi viaggia in auto blu”.

Dalla piazza

“Non toglieteci l’autobus, con i tagli lasceremo a piedi le fasce più deboli della nostra comunità”: questo il grido di allarme arrivato durante la manifestazione contro i tagli al trasporto pubblico locale decisi dalla Regione Umbria. “Se tagli lasci a piedi anziani, studenti, lavoratori, ed interi territori, oltre a tagliare  posti di lavoro” hanno sottolineato i rappresentanti di Filt Cgil e Faisa Cisal che hanno organizzato il sit-in di protesta in piazza Italia a Perugia. Nel mirino soprattutto l’assessorato regionale al trasporto. “In tre mesi siamo stati in piazza quattro volte – afferma Ciro Zeno della Filt Cgil – ma invece di ascoltarci la situazione si è aggravata. Non sono stati sufficienti i 2,8 milioni di euro di tagli fatti a giugno, ora ci hanno mostrato il progetto futuro di quattro bacini che è come una doccia fredda perché significa mettere in ginocchio il trasporto pubblico della regione”. “Non è vero che la legge, come dicono, li obbliga” sottolinea ancora Zeno per poi aggiungere: “L’assessorato dice bugie e gli consigliamo di leggere la Legge 50 e il Ddl concorrenza 2022 che dicono stop all’obbligo di gara e non ci sono penali per le amministrazioni che non la attuano. In una regione di 800mila abitanti il trasporto pubblico può rimanere così come è. È necessario rivederlo, contestualizzarlo, ma non tagliarlo”. Per Christian Di Girolamo, segretario regionale Faisa Cisal, “dal 14 di settembre ancora non sappiamo che servizi andremo a garantire, ma sicuramente avremo studenti a piedi, autobus stracolmi”. Spoleto, Orvieto, Città di Castello, Foligno le località dove, secondo i sindacati, i tagli colpiranno maggiormente. “Si metteranno in ginocchio – ha proseguito Di Girolamo – comunità piccole in cui il Tpl è di fondamentale importanza per mobilitare le fasce più deboli. La delibera di Giunta del 15 giugno è di una gravità assoluta, già determina in quali comuni verranno fatti i tagli in maniera capillare. Quelli con meno di 12mila abitanti non avranno più un euro sul Tpl, i Comuni di Spoleto, Orvieto e Città di Castello vedranno tagliate la metà delle risorse”.


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