ThyssenKrupp conferma: "Acciaierie di Terni in vendita". Le reazioni di politica e sindacati. L'ad Burelli: "Nulla cambia"

Written by on 23/11/2017

ThyssenKrupp conferma: "Acciaierie di Terni in vendita". Le reazioni di politica e sindacati. L'ad Burelli: "Nulla cambia"

23/11/2017

TERNI – La ThyssenKrupp vorrebbe mettere in vendita il sito delle acciaierie ternane. La notizia arriva dall’agenzia Reuters, che riporta le parole dell’amministratore tedesco della Thyssen, Heinrich Hiesinger. Il numero 1 del gruppo ne avrebbe parlato nell‘ambito della presentazione dei risultati dell‘anno, ma, scrive la Reuters, “non ha specificato se sia stato avviato un processo di vendita ufficiale”. L‘intenzione di vendere Ast era stata annunciata già a maggio da Thyssenkrupp che da tempo non è interessato alla produzione di acciaio inossidabile e, a fine ottobre, la multinazionale ha comunicato ai sindacati che Ast non sarebbe stata trasferita alla joint venture europea con Tata Steel.
Rossi “Il governo intervenga – dichiara il senatore Gianluca Rossi del Pd – con decisione. Nei mesi passati più volte è stato chiesto di chiarire la prospettiva di Ast, attraverso atti parlamentari e dichiarazioni pubbliche, anche in ragione delle decisioni riguardanti la joint venture con Tata steel. Oggi rinnovo la richiesta anche al management di Thyssen Krupp, che spero non risponda con le solite dichiarazioni di rito. Ritengo necessario un salto di qualita’ nel confronto con la multinazionale tedesca, pur sapendo che la prospettiva della vendita è stata più volte messa all’odg negli anni passati, ma Governo nazionale e Commissione Europea, si facciano interpreti di una richiesta esplicita alla multinazionale tedesca inerente le strategie a medio e lungo termine e il futuro delle produzioni di acciai inossidabile in Italia. Tutto cio’ anche in ragione delle ripercussioni produttive e occupazionali sul sito di Terni”.
Marini Sulla vicenda interviene anche la presidente della Regione, Catiuscia Marini: “Non è più tollerabile – affermano la presidente Catiuscia Marini e il suo vice Fabio Paparelli – che la Tk continui ad affidare a note di agenzia comunicazioni che riguardano i futuri assetti proprietari di un sito industriale di grande rilevanza strategica non solo per Terni e l’Umbria, ma per il Paese. E’ ormai dal 2012 che Thyssen utilizza tale irriverente ed inusuale modalità di gestione delle relazioni sindacali ed istituzionali. E non ci meraviglia, quindi, apprendere ora, sempre da una agenzia di stampa, la volontà di Tk di cedere l’Ast. Ciò che però deve essere chiaro – aggiunge Marini – è che in quanto rappresentanti delle istituzioni regionali e locali a noi interessa prima di tutto la messa in sicurezza del futuro di questo sito industriale, della sua capacità produttiva e dei suoi livelli occupazionali. Le Acciaierie di Terni sono figlie della storia industriale dell’Umbria e dell’Italia; una storia che noi intendiamo difendere in ogni sede. Per questo, ritengo essenziale, e non più rinviabile, un incontro con la dirigenza di Thyssen in sede governativa, al fine di acquisire informazioni ufficiali circa gli obiettivi e le scelte strategiche della multinazionale”.
Nevi “La dirigenza di Tk non fa altro che confermare quello che il sottoscritto e Forza Italia vanno dicendo da un anno sul disimpegno della dirigenza di Ast rispetto al futuro dello stabilimento di Terni”: così il capogruppo di FI in consiglio regionale, Raffaele Nevi, secondo il quale, “rispetto a quanto sta succedendo ora, quella della vendita di Ast potrebbe anche essere una buona notizia. Ma il Governo deve prendere in mano quanto prima la situazione. Non si deve assolutamente ripetere quanto successo a suo tempo, quando la stessa Tk vendette il sito ternano a Outokumpo, e si persero due anni fino alla riacquisizione da parte del gruppo tedesco. Quello che va trovato è un acquirente serio e affidabile – conclude Nevi – che a Terni sia disposto a investire in maniera adeguata e a rispettare i patti per l’ambiente”.
Sindacati E’ unanime, da parte dei sindacati territoriali dei metalmeccanici di Terni, la richiesta di un incontro con la dirigenza di ThyssenKrupp Ag, per fare chiarezza
sul futuro dell” acciaieria ternana dopo l’annuncio da parte del ceo della multinazionale tedesca, Heinrich Hiesinger, della vendita del sito. Tutti i segretari delle sigle di categoria (Fim, Fiom, Uilm, Fismic e Ugl) affermano di non essere sorpresi delle dichiarazioni del manager – visto che loro stessi nei mesi scorsi avevano ventilato la possibilità di vendita – ma chiedono alle istituzioni, in particolare al Governo, di sollecitare spiegazioni da parte dell’azienda. 
Progetto “Questo annuncio non mi stupisce – commenta Simone Liti, segretario regionale della Fim Cisl Umbria – è chiaro però che vogliamo conoscere fino in fondo quale è il progetto per Terni per definire al più presto il futuro di Ast e dei suoi lavoratori”. Risollecita un incontro urgente al ministero dello Sviluppo economico, con la proprietà di ThyssenKrupp, anche il segretario provinciale della Fiom, Claudio Cipolla
L’azienda  “Dal nostro punto di vista, nulla è cambiato: siamo e rimaniamo una costola importante della Business Area Materials Services, e non rientriamo, come già comunicato, nella Joint Venture pianificata fra Thyssenkrupp Steel Europe e Tata Steel Europe”: a dirlo è l’ amministratore delegato di Ast, Massimiliano Burelli, commentando le dichiarazioni di ieri del ceo di Tk, Heinrich Hiesinger, secondo il quale il sito ternano è in vendita. In una nota – redatta in accordo con il consiglio di amministrazione di Ast – Burelli sottolinea che da quando il sito è tornato in Thyssenkrupp, nel 2014, “l’ azionista ha sempre dichiarato che l’ azienda è un’ importante risorsa, con un grande potenziale, ma non costituisce un asset strategico per Tk”, come ribadito ieri dall’ ad nell’ annuale conferenza stampa. “Questa – aggiunge Burelli – è una valutazione che risale a più di tre anni e mezzo fa e si riferisce al ruolo della nostra azienda all’ interno di una visione strategica della Thyssenkrupp”. Burelli ribadisce poi quanto detto lo scorso 16 ottobre ai segretari nazionali delle organizzazioni sindacali: “Disponiamo di importanti sinergie all’ interno della nostra Business Area, da quando ne siamo entrati a fare parte, abbiamo cominciato a sviluppare un nuovo modello industriale, le nostre performance sono cresciute, mese dopo mese, ed Ast è tornata a fare utili. Da aprile 2014 – continua – abbiamo contribuito in maniera costante alla crescita dell’ Ebit, nonostante le difficili condizioni di mercato: la nostra ambizione è proseguire, per migliorare ulteriormente il ruolo ed il valore di Ast”. Secondo l’ad di Ast è quindi possibile confermare “il nostro ottimismo sul futuro del sito di Terni. Continuando – conclude – con il nostro programma di miglioramento, potremo raggiungere i nostri obiettivi, diventeremo più competitivi sul mercato interno e sui mercati internazionali”.
Il Comune Anche il Comune di Terni segue la vicenda della possibile vendita di Ast “con grandissima attenzione”, così come le “interlocuzioni con il ministero dello Sviluppo economico proseguono in queste ore”: il sindaco, Leopoldo Di Girolamo, ricorda che “è noto da tempo che Thyssenkrupp non è più interessata alla produzione di acciaio inossidabile” e che le istituzioni locali hanno già chiesto un incontro al ministro, con “la massima consapevolezza che il passaggio è delicato”. “Sono elementi positivi – aggiunge, in una nota – i rilevanti progressi fatti dall’ azienda sul fronte del bilancio e del riequilibrio delle varie aree produttive. Riteniamo che oggi Acciai speciali Terni sia una azienda competitiva e appetibile per ogni gruppo. Speriamo che le logiche autolesionistiche dell’ antitrust europeo non siano un ostacolo a fronte dell’ interesse di gruppi rilevanti”, dice Di Girolamo.


Umbria Radio in Streaming

Streaming

Current track

Title

Artist