Terni, celebrata la solennità del Corpus Domini – FOTOGALLERY

Written by on 12/06/2020

Terni, celebrata la solennità del Corpus Domini – FOTOGALLERY

12/06/2020

TERNI – È stata celebrata, nella serata di giovedì 11 giugno, la solennità del Corpus Domini nella diocesi di Terni, con modalità particolari, in ottemperanza alle disposizioni dell’emergenza Covid 19. Non c’è stata la consueta processione eucaristica per le vie della città, ma un’adorazione eucaristica, in contemporanea, nelle chiese parrocchiali e la condivisione in streaming del messaggio del vescovo Piemontese, che ha presieduto la preghiera nella Cattedrale di Terni.

Il Corpus Domini La solennità del Corpus Domini è un momento importante a fine anno pastorale, in cui al centro della celebrazione è l’Eucaristia, fonte e culmine della vita della chiesa, attraverso la quale si sperimenta la comunione tra le varie realtà della diocesi, nella corale preghiera per i deboli, i poveri, per chiunque ha bisogno di amore e di consolazione, vicino o lontano, di partecipazione alla vita cittadina e ai suoi problemi. “La Chiesa diocesana radunata attorno all’Eucarestia – ha detto il monsignor Giuseppe Piemontese arcivescovo di Terni-Narni-Amelia- esprime la volontà di abbandonarsi alla volontà del Padre; è l’impegno rinnovato a spezzare il pane, l’amore, il sapere, l’esperienza sociale. È terminato il lungo digiuno – ha sottolineato il presule – e noi partecipiamo alla mensa del Signore, grati per essere stati preservati, e alcuni anche guariti dalla influenza del Coronavirus; grati e felici di poterci nutrire del Corpo di Cristo, pane di vita, vera medicina e rimedio nella pandemia. Dopo mesi di quarantena, voglio augurarmi che i cristiani abbiano conservato anzi accresciuta la fame e il desiderio del Signore, e ora anche la nostalgia della comunità. Qualcuno deve essersi disabituato e forse anche convinto che basti ‘vedere’ la messa per televisione, allungando la lista di quelle operazioni, anche importanti, che si possono compiere in maniera virtuale, come il lavoro, la scuola, perfino l’amicizia. Invece Gesù ci vuole incontrare di persona, li invita i suoi ad attenderlo fisicamente nel cenacolo per donare a ciascuno il suo corpo e il suo sangue da mangiare”. Monsignor Piemontese ha invitato a superare le paure, accresciute in questo difficile periodo, per trovare modalità nuove per crescere nella fede: “Alla scuola di Gesù impareremo a riconoscere Dio come nostro Padre, ad amare gli uomini come nostri fratelli, a condividere con loro il pane quotidiano. In Gesù risorto crescerà la speranza, la consapevolezza che siamo destinati alla vittoria sulla morte. Gesù è il pane che ci alimenta, da senso all’esistenza e alle relazioni. È il farmaco dell’immortalità, cioè la medicina, il vaccino che ci guarisce da ogni malattia: la solitudine, la malinconia, la tristezza; guarisce da qualunque peccato, che appesantisce la nostra coscienza e che tende a far marcire il mondo: orgoglio, arroganza, egoismo, lussuria, pigrizia, avarizia, rancore, vendetta, prepotenza, violenza. La guarigione che ci viene da Gesù va accolta e preservata ogni giorno con l’Eucarestia. Ecco perché i giorni della quarantena sono stati dannosi perché non ci hanno consentito di partecipare all’Eucarestia, di nutrirci di Gesù pane che alimenta la vita e la preserva dalla corruzione”. Il vescovo ha lanciato un messaggio alla comunità diocesana: “Riprendiamo il cammino, che sia un percorso nuovo che coglie l’essenziale e aiuta a impostare l’esistenza e la convivenza umana riscoprendo la bellezza delle piccole cose, il valore del creato, dell’ambiente, la gioia dell’amicizia, dello stare insieme, della nostra Chiesa, della vita di ciascuno”.

La preghiera del presidente di AC È seguita la preghiera pronunciata dal presidente dell’Azione Cattolica diocesana, Luca Diotallevi, che ha posto l’accento sulla difficoltà sociali del momento attuale, con la paura per il pane quotidiano e per il ridursi della sicurezza necessaria al vivere, esortando alla condivisione, responsabilità, riconoscimento dei diritti primo fra tutti il lavoro dignitoso: “Signore, aiutaci a condividere il pane, ma aiutaci anche a cercare e trovare il pane attraverso il lavoro. Signore, donaci di sperimentare la dignità, la libertà e la santità del lavoro”. Infine, il vescovo ha impartito la benedizione solenne con il Santissimo Sacramento ai fedeli presenti in chiesa e a tutta la città dal sagrato della Cattedrale.

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