Spoleto, monsignor Boccardo celebra Messa in Carcere

Written by on 11/06/2020

Spoleto, monsignor Boccardo celebra Messa in Carcere

11/06/2020

SPOLETO- Dallo scorso 1° giugno nelle Carceri italiane è nuovamente possibile celebrare le Messe dopo il periodo di restrizione a causa del Corona Virus. In quello di Spoleto nella mattina di giovedì 11 giugno sono ripresi ufficialmente i momenti di preghiera. Dall’11° piano della torre del carcere l’arcivescovo di Spoleto-Norcia monsignor Renato Boccardo, insieme al cappellano monsignor Eugenio Bartoli e al cerimoniere don Edoardo Rossi, ha presieduto la liturgia della Parola, trasmessa in filo diffusione in tutta l’area del penitenziario. I detenuti erano dietro le grate delle finestre delle celle, con lo sguardo all’insù verso la torre per partecipare.

Nel carcere di Spoleto vivono quattrocentotrenta detenuti. Dall’inizio della pandemia, sono stati eseguiti tre cicli di tamponi, sempre e tutti negativi.

“È stato un periodo molto penoso e duro -ha detto il direttore del Carcere di Spoleto, Giuseppe Mazzini- I detenuti sono stati limitati nella possibilità di parlare con i loro congiunti e sono state interdette le visite personali. Ma con un grande sforzo dell’amministrazione penitenziaria abbiamo cercato di lenire queste ferite favorendo colloqui con i familiari tramite Skype”.

E i detenuti hanno manifestato la loro solidarietà al lutto e alla sofferenza di tante persone, ma anche l’attaccamento alla Patria e alla Bandiera, realizzando un telo di grandi dimensioni sistemato nell’alta torre, predisposto anche di un impianto di illuminazione verde, bianco e rosso, con scritto L’Italia chiamò. Solidarietà e speranza non hanno barriere. Uniti andrà tutto bene. 

Girolamo, siciliano di Siracusa, da 28 anni in carcere (23 dei quali a Spoleto) e con un fine pena mai, racconta

Abbiamo capito che la situazione era dura nel vedere le immagini dei camion dei militari portare via i morti dal nord Italia. Abbiamo pianto e sofferto con tutto il Paese, perché noi siamo un “mondo” che è parte integrante del “mondo” che sta al di là di questi muri.

Anche per Vincenzo di Napoli, fine pena mai, il tempo del Covid-19 è stato difficile. Dobbiamo però ringraziare la direzione che ci ha dato la possibilità di sentire con frequenza i nostri familiari. Ma ringraziamo Dio che ci dà speranza per il futuro. 

Al termine della preghiera, monsignor Boccardo, si è rivolto ai detenuti, al personale della Polizia Penitenziaria comandato da Marco Piersigilli, a quello amministrativo e sanitario dicendo

Sono qui per un momento di preghiera comune, per celebrare il messaggio di libertà dall’assalto del virus che speriamo si completi sempre di più, ma soprattutto per ricordarci quella libertà interiore che nessuno può limitare. Abbiamo bisogno tutti, sia voi che abitate qui che noi, di liberarci da ciò che ci impedisce di camminare con passo spedito sulla via della verità e del bene. Venire qui è un segno per avviarci insieme alla ricerca della libertà che permette di allontanare da noi ogni forma di male e guardare con speranza al futuro. Come Chiesa, cari amici detenuti, vi siamo vicini, vi diciamo la nostra solidarietà e vi assicuriamo quella compagnia fatta di piccoli segni e gesti che possono alleviare anche la sofferenza dovuta alla lontananza dalla propria famiglia.

Dopo la benedizione del Vescovo, un piccolo coro di detenuti ha eseguito tre brani (l’Inno d’ItaliaAzzuro di Adriano Celentano e Nel blu dipinto di blu di Domenico Modugno). È stato l’omaggio dei detenuti ai sanitari italiani, rappresentati dai medici e infermieri che svolgono servizio nel carcere di Spoleto. Il momento, è stato suggellato dalla consegna da parte della Polizia Penitenziaria di un mazzo di fiori alla dottoressa Simonetta Antinarelli, direttore del distretto di Spoleto della Asl Umbria 2.

Monsignor Boccardo, prima di lasciare il Carcere, ha salutato e dialogato con un gruppo di detenuti, promettendo presto un’altra visita. Ed ora in questa Casa di Reclusione riprenderanno, con prudenza e gradualità, nel rispetto delle norme di distanziamento previste e rapportate alla grandezza della Cappellina interna, le celebrazioni eucaristiche.

“Siamo certi -dice il direttore Mazzini- che il ritorno della dimensione spirituale favorirà la pace del cuore e dell’anima e quindi anche quella dei corpi dei detenuti”.


Umbria Radio in Streaming

Streaming

Current track

Title

Artist