Sindacati sanità, torna il dialogo con la Regione sulle gestione del Covid

Written by on 04/11/2020

Sindacati sanità, torna il dialogo con la Regione sulle gestione del Covid

Parte da Spoleto la mobilitazione itinerante del mondo sanitario

04/11/2020

sindacati sanità regione

La mobilitazione partita dal San Matteo degli Infermi di Spoleto

PERUGIA – Convocazione d’urgenza per Cgil, Cisl e Uil da parte della presidente della Regione, Donatella Tesei, che ha chiesto ai sindacati di riprendere un’interlocuzione diretta con i rappresentanti dei lavoratori della sanità umbra per la gestione della difficile fase pandemica.

La sollecitazione del prefetto di Perugia

“Questa mattina – spiegano in una nota di martedì i segretari dei tre sindacati umbri, Vincenzo Sgalla, Angelo Manzotti e Claudio Bendini – la presidente, su sollecitazione del prefetto di Perugia, ha dichiarato la sua disponibilità al confronto con le organizzazioni sindacali, in particolare sulle vicende dei lavoratori della sanità. Da parte nostra abbiamo ribadito le ragioni che hanno portato il comparto a proclamare lo stato di agitazione e le varie iniziative di questa settimana, a partire da quella odierna (martedì) a Spoleto”.

Grave atteggiamento di Coletto

I tre segretari – si legge in una loro nota – hanno definito “gravissimo” l’atteggiamento dell’assessore alla sanità Luca Coletto della scorsa settimana, che, prima ha posticipato l’incontro con i rappresentati dei lavoratori e poi lo ha snobbato, andandosene dopo pochi minuti. “È intollerabile un simile atteggiamento – hanno rimarcato – che dimostra la scarsa attenzione di chi ha la massima responsabilità politica in materia, rispetto alle carenze evidenziate da tutti gli operatori sanitari e ribadite anche nell’assemblea online di sabato scorso”. Mercoledì è previsto un nuovo incontro tra assessorato e organizzazione sindacali di settore, dopodiché Cgil, Cisl e Uil torneranno a confronto con la presidente Tesei. “Sulla base delle risposte che otterremo mercoledì – concludono Sgalla, Manzotti e Bendini – decideremo, con i lavoratori le ulteriori iniziative da mettere in atto e non esiteremo ad inasprire le azioni di lotta se perdurerà questa situazione paradossale, nella quale lavoratrici e lavoratori della sanità umbra, oltre che sotto una enorme pressione per l’emergenza, vengono anche ignorati dal loro assessore di riferimento”.

La mobilitazione a Spoleto

“Protesto, ma non mi fermo”: è questo lo slogan scelto da Cgil, Cisl e Uil per la mobilitazione dei lavoratori della sanità dell’Umbria, che è partita mercoledì dall’ospedale di Spoleto e proseguirà nei prossimi giorni in tutto il resto della regione, per ribadire il grande senso di responsabilità e l’impegno straordinario che quotidianamente gli operatori della sanità pubblica mettono nel proprio lavoro, ma anche tutte le lacune di una politica regionale assolutamente deficitaria. Una delegazione sindacale di Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Fpl insieme alle rispettive confederazioni, ha presidiato l’ingresso dell’ospedale di Spoleto, San Matteo degli Infermi, struttura convertita in Covid Hospital in pochi giorni e senza le necessarie garanzie e protezioni, come denunciato da lavoratrici e lavoratori che hanno preso parte al presidio: “C’era tutto il tempo per organizzarsi e invece si è smantellato un ospedale in una settimana, mettendo in grave difficoltà non solo noi dipendenti, ma l’intera comunità di Spoleto e della Valnerina – ha detto uno di loro -. Noi non abbiamo paura del Covid e lo affronteremo a testa alta come sempre, ma abbiamo paura della disorganizzazione”. “Per gli infermieri, specie quelli del Pronto Soccorso, ci sono troppi rischi – ha aggiunto un’altra lavoratrice del San Matteo – ci si cambia proprio davanti all’isolamento, dove vengono effettuati i tamponi. Inoltre, in rianimazione c’è carenza di mascherine Ffp3 e di presidi come tute e camici adeguati”. “Soldi e decreti c’erano, ci si poteva preparare per tempo quest’estate – hanno ribadito i rappresentanti dei sindacati della sanità umbra – invece siamo qui di nuovo al fianco dei lavoratori a denunciare come tutto ricada sulle loro spalle. Noi chiediamo subito assunzioni a tempo indeterminato per alleggerire questa pressione enorme e garantire la sicurezza di chi lavora e della cittadinanza”. In presidio accanto ai lavoratori della sanità c’erano anche quelli degli appalti del trasporto sanitario, che hanno subito, contro la loro volontà, un cambio di contratto che comporta, nel bel mezzo dell’emergenza, una riduzione di stipendio di quasi 500 euro lorde al mese. “È un fatto di gravità inaudita – hanno rimarcato i sindacati – che anche nel pubblico si apra la strada a contratti pirata, siglati da organizzazioni non rappresentative, al solo scopo di abbattere il costo del lavoro e ridurre i diritti. Oggi ancor più di ieri – hanno rimarcato i sindacati – abbiamo bisogno di una legge regionale che regoli gli appalti e dia maggior valore alla qualità del servizio ed alla sicurezza. La concorrenza non può essere sulle spalle di chi lavora”.


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