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Siccità, Legambiente lancia l’allarme per il Tevere

Written by on 04/08/2022

Siccità, Legambiente lancia l’allarme per il Tevere

Per l'associazione ambientalista il fiume è ormai ridotto allo stremo. Secondo il presidente del Circolo Perugia e Valli del Tevere, Giovanni Carmignani, si rischia il disastro ecologico

04/08/2022

siccità

L'irrigazione dei campi di tabacco sulla piana del Tevere

Siccità, Legambiente lancia l’allarme per il Tevere: il fiume a Ponte Pattoli è praticamente in secca. Da Torgiano, grazie all’apporto delle acque del Chiascio, le portate migliorano leggermente, ma a Montemolino a Todi si registrano morie di pesci probabilmente dovute alla carenza di ossigeno nelle acque.

“Una situazione drammatica -commenta Giovanni Carmignani, presidente del Circolo Perugia e Valli del Tevere- che è sotto gli occhi di tutti. Dopo le scarse piogge dell’inverno e della primavera scorsi era chiaro a tutti che avremmo dovuto affrontare una delle più gravi emergenze idriche degli ultimi anni”.

Vari documenti prodotti dall’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale evidenziano per la Toscana, l’Umbria e le Marche, per il periodo settembre 2021 maggio 2022, un deficit di precipitazioni dell’ordine del 30%, 40%: nei mesi di maggio e giugno sono risultate molto inferiori alla media (-70%).

In Umbria siccità a livelli di severità alta

Già a maggio l’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale aveva sottolineato una situazione di severità media con tendenza al peggioramento, con livelli di siccità di severità alta per l’Umbria e deflussi dei fiumi Tevere, Chiascio, Paglia e Chiani con valori minimi del deflusso di base.

Situazione grave anche per le portate delle sorgenti monitorate in continuo evidenziano una situazione critica collegata ad una ridotta ricarica che porta ad una previsione di riduzione complessiva delle portate alle sorgenti di 860 l/s al 15 settembre. Un quadro quello dei dati pubblicati dall’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale critico e non sufficiente ad evitare possibili danni al sistema.

“Si continua a prelevare acqua dal Tevere -continua Carmignani- per irrigare campi di tabacco anche fuori dalle disposizioni regionali che sono ormai provvedimenti inadeguati alla gravità di una situazione. Gli ecosistemi acquatici sono quelli più fragili, con queste temperature e scarsità di acqua, basta un abbassamento improvviso di ossigeno, uno scarico fognario mal funzionante e ci troveremmo di fronte ad un disastro ecologico con la morte di tutte le componenti biotiche del fiume.

A causa della perdurante siccità, è, quindi, necessario fermare immediatamente i prelievi ad uso irriguo, potenziare i controlli per salvare quello che rimane di ecosistemi fluviali ormai allo stremo.

Occorre poi una strategia e politiche di adattamento ai cambiamenti climatici capaci di segnare una svolta irrinunciabile sull’uso delle acque superficiali, individuando le destinazioni d’uso agricole in relazione alle disponibilità idriche: colture altamente idro-esigenti come la coltivazione del tabacco vanno scoraggiate, sappiamo benissimo che non ci sarà abbastanza acqua per coltivarlo.

E’ necessario -conclude il presidente del circolo Legambiente Perugia- anche individuare sistemi irrigui ad alto risparmio idrico. Tutte azioni che avrebbero dovuto essere previste almeno dieci -quindici anni fa. Inaccettabile farsi cogliere ancora oggi impreparati”.


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