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Siccità e crisi idrica: nuova ordinanza della Regione Umbria

Written by on 12/08/2022

Siccità e crisi idrica: nuova ordinanza della Regione Umbria

Ulteriori limiti agli attingimenti a tutela delle risorse idriche del territorio

12/08/2022

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L'effetto della mancanza di piogge nelle rive del lago Trasimeno

Continua la siccità e la crisi idrica in Umbria sulla quale la Regione ha deciso di intervenire con una nuova ordinanza che limita ulteriormente gli attingimenti. A seguito del “Rapporto sulla situazione idrica in Umbria – Agosto 2022” della Regione Umbria – Direzione Regionale Governo del Territorio Ambiente, Protezione civile, redatto nell’ambito della riunione dell’osservatorio permanente sugli utilizzi idrici, la presidente della Regione Umbria, ha emanata una nuova ordinanza a tutela delle risorse idriche del territorio regionale. La precedente ordinanza era stata emessa lo scorso primo luglio, ma “il monitoraggio continuo del Servizio Rischio Idrogeologico, idraulico e sismico, Difesa del suolo della Regione e le segnalazioni pervenute dai territori, hanno reso necessario un aggiornamento delle disposizioni”, si legge nel comunicato stampa dell’ente. Revocata l’ordinanza del primo luglio che viene, dunque, sostituita con la nuova a partire dalla mezzanotte di venerdì 12 agosto fino alle 24 del 30 settembre.

Misure restrittive

In assenza di una revoca della nuova ordinanza prima di tale data, spiega la Regione, dal 12 agosto è vietato “l’attingimento a coloro che risultano essere titolari di concessione di derivazione e coloro che hanno presentato domanda di concessione preferenziale o di riconoscimento di antico diritto o domanda di concessione di derivazione in sanatoria o di concessione ad uso irriguo, ad uso irriguo non prevalente, ad uso irriguo finalizzato a produzione agroenergetica e a coloro che risultano essere titolari di licenza di attingimento ad uso irriguo, ad uso irriguo non prevalente, ad uso irriguo finalizzato a produzione agroenergetica, dai corsi d’acqua e corpi idrici sotterranei (nella fascia di m.100 dagli stessi)di numerosi comuni umbri che rientrano nella situazione di criticità”. Limitati anche gli attingimenti in aggiunta alle prescrizioni già impartite nelle autorizzazioni rilasciate (concessioni e licenze) a coloro che risultano essere titolari di concessione di derivazione e coloro che hanno presentato domanda di concessione preferenziale o di riconoscimento di antico diritto o domanda di concessione di derivazione in sanatoria o di concessione ordinaria ad uso irriguo, ad uso irriguo non prevalente, ad uso irriguo finalizzato a produzione agroenergetica; a coloro che risultano essere titolari di licenza di attingimento ad uso irriguo, ad uso irriguo non prevalente, ad uso irriguo finalizzato a produzione agroenergetica; a coloro che utilizzano a qualsiasi titolo fonti di approvvigionamento idrico per uso irriguo, uso irriguo non prevalente, uso irriguo finalizzato a produzione agroenergetica, da invasi, laghetti collinari, ecc.; dai corpi idrici del territorio regionale, ad esclusione di quelli puntualmente indicati, del Lago Trasimeno, del Lago di Piediluco, del Fiume Nera e del Fiume Velino. L’ordinanza dispone di assimilare i corpi idrici sotterranei ricadenti nella fascia di m 100 dal piede dell’argine o dal ciglio della sponda di un corpo idrico superficiale a quest’ultimo per quanto concerne i divieti di attingimento, ad esclusione di coloro che attingono da corpi idrici sotterranei mediante pozzi di profondità superiore a m 50, se ubicati ad una distanza inferiore a m 30 dal piede dell’argine o dal ciglio della sponda, superiore a m 30 se ubicati a distanza compresa fra 30 e 60 m dal piede dell’argine o dal ciglio della sponda, superiore a m 20 se ubicati a distanza compresa fra 60 e 100 m dal piede dell’argine o dal ciglio della sponda. Per tali situazioni sono validi i divieti relativi ai “restanti corpi idrici sotterranei”.

Eccezioni ai divieti

Sono esclusi dai divieti gli enti che gestiscono reti irrigue pubbliche e coloro che prelevano da reti irrigue gestite da soggetti pubblici e coloro che fanno uso di impianti a goccia, microirrigatori a spruzzo statici e dinamici, microgetti o simili in grado di assicurare una piovosità non superiore a 2,8 mm/ora per mq, per i quali si vieta l’attingimento nei giorni festivi fino alle 19; tale divieto non si applica agli enti e/o istituzioni che effettuano studi di ricerca in collaborazione con la Regione. Per le concessioni dal Lago Trasimeno si ordina la sospensione totale dei prelievi, ad esclusione dell’uso idropotabile e dell’uso ittiogenico che garantisce la restituzione totale della risorsa idrica. Per i prelievi dal Lago di Piediluco, Fiume Nera e Fiume Velino rimangono valide le prescrizioni impartite nelle concessioni/autorizzazioni all’attingimento.


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