Scuola, botta e risposta tra Regione e Rete degli studenti medi

Written by on 03/01/2021

Scuola, botta e risposta tra Regione e Rete degli studenti medi

"Valutare l'opportunità della riapertura in presenza", dicono gli assessori regionali Coletto e Fioroni. "Tutelare la salute e garantire il diritto allo studio", chiede 'Altrascuola'

03/01/2021

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PERUGIA – Visto l’andamento epidemiologico del virus, è ancora dibattito sul rientro a scuola a partire da giovedì  7 gennaio. L’assessore regionale alla sanità, Luca Coletto si è schierato con il no alla riapertura nelle attuali condizioni. In una intervista pubblicata oggi dal Corriere dell’Umbria, ha spiegato la sua posizione, dicendo che sarebbe il caso di evitare di ripetere la situazione venutasi a creare a fine estate due settimane dopo la riapertura dello scorso 14 settembre.

“Bisogna scegliere se salvare vite o riaprire le scuole – spiega l’assessore – la situazione è delicatissima, in Umbria e in tutta Italia. Un errore rischia di far saltare il banco. Adesso, la ripresa dell’Rt arriva alla stessa distanza di tempo dal rientro di seconda e terza media. Riaprire ora, con questi numeri, è privo di logica. Abbiamo le terapie intensive allo stesso grado di occupazione di marzo cioè nel pieno della prima ondata. E’ auspicabile, quindi, che la riapertura  delle scuole, proceda per gradi: è presto – ha concluso – è appena arrivato il vaccino, ci vuole tempo”.

Intanto per domani, è previsto un vertice con le Prefetture di Perugia e Terni per varare un piano scuola. Dopo il 15 gennaio, in attesa del decreto del Governo, l’Umbria si prepara a due scaglioni in entrata e in uscita (810 e 1315). Ad entrare alle 8, con uscita alle 13, sarebbe il 50% degli studenti. L’orario 1015 toccherà al restante 25%.

A propendere per la riapertura con didattica a distanza al 50%, è l’assessorato alla Scuola di Paola Agabiti Urbani e l’Ufficio scolastico regionale.

Intanto, sempre dalla Regione, fanno sapere di una maggiore disponibilità di mezzi per il trasporto scolastico :  previsti centosettantadue autobus aggiuntivi con una didattica a distanza al 75% (nuova ipotesi) e novantotto con la didattica a distanza al 50%.

Sulla questione, scendono in campo gli studenti medi della rete Altrascuola, che in un proprio comunicato ricordano di avere chiesto un incontro alla Regione in merito al problema.

“Ci è stato promesso che il 7 gennaio, tra pochi giorni, torneremo a scuola – dicono nella nota – la nostra domanda però è: a quali condizioni ? Tornare in presenza, infatti, non ci basta: vogliamo farlo in sicurezza e vedendo garantito il nostro diritto allo studio e il nostro diritto alla salute.

La pandemia, ha portato ad un punto di rottura il nostro sistema d’istruzione: assistiamo a continue promesse non mantenute o ritrattate (ultima tra le quali quella di un ritorno al 75 per cento, subito ridotto al 50), veniamo addirittura additati come responsabili del diffondersi della pandemia.

Non ci stiamo più – afferma Matias Cravero, coordinatore regionale di Altrascuola – le nostre richieste sono semplici e ragionevoli, abbiamo già richiesto un incontro alla Regione Umbria per discuterle. Vogliamo che le istituzioni si assumano la responsabilità politica di un danno educativo che segnerà per sempre la nostra generazione, con la speranza che questa non sia l’ennesima occasione sprecata di rimettere al centro il nostro diritto di studiare e di farlo in sicurezza.

Vogliamo spazi sicuri e adeguati alle nostre esigenze, la garanzia del rispetto dei protocolli di sicurezza, rimborsi sui trasporti di cui non abbiamo usufruito, la stabilizzazione delle borse di studio e l’accesso gratuito alla rete della mobilità pubblica, ai libri di testo, ai device e alla connettività. Solo con questi investimenti strutturali – conclude la nota della Rete degli studenti medi – sarà possibile tutelare il diritto allo studio in Umbria e limitare la situazione di crisi che stiamo vivendo”.

Sull’opportunità della riapertura in presenza delle scuole, è intervenuto anche l’assessore regionale allo Sviluppo economico, innovazione, digitale e semplificazione, Michele Fioroni.

“Basterebbe – osserva in un post pubblicato nel suo profilo Facebook – solo un pò di buon senso. Aspettare almeno quindici giorni per capire l’andamento dei contagi derivanti dalle festività, magari ipotizzando di terminare il primo quadrimestre in didattica a distanza, il che avrebbe un senso rendendo omogeneo didattica e valutazione per questo periodo, salvo poi effettuare, covid permettendo, l’intero secondo semestre in presenza. Ridurre il problema dei contagi al solo settore dei trasporti, è un errore, ignorando del tutto alcune dinamiche nei flussi degli studenti da casa a scuola e da scuola a casa. Certo, viste le mie deleghe, la tenuta del sistema economico è per me prioritaria, come quella della salute, che è la missione principale di ciascun governante.

 Salute, formazione ed economia, in epoca di pandemia, non possono essere sostenute allo stesso modo. Salvare vite umane rappresenta ovviamente la priorità e per fare questo i governanti si trovano di fronte alla difficile scelta su quali leve intervenire per evitare che il sistema sanitario possa andare in default. La tecnologia ha offerto grandi opportunità in questa durissima stagione per l’umanità. Questi mesi durissimi ci hanno dimostrato come il digitale sia in grado di consentire in maniera efficace la didattica a distanza, con un libero accesso alle tecnologie anche alle fasce più deboli della popolazione. Certo, tutto al netto di relazioni sociali e rapporti umani. I giovani hanno pagato un prezzo elevato più sul piano relazionale – conclude Michele Fioroni nel suo post – che su quello dell’apprendimento ma, la didattica online ha funzionato”.


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