Scossa di terremoto in Valnerina magnitudo 3.6: non ci sono danni

Written by on 16/07/2021

Scossa di terremoto in Valnerina magnitudo 3.6: non ci sono danni

I due episodi registrati venerdì mattina sono legati alla sequenza sismica del 2016 ancora in atto

16/07/2021

scossa terremoto valnerina

Valnerina

NORCIA – Una prima scossa di terremoto – alle ore 8,03 di venerdì mattina -, e una seconda alle 10, tornano a far tremare la Valnerina.

Epicentro e magnitudo

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha registrato le due scosse di terremoto in Valnerina. La prima, quella delle 8,30, con magnitudo 2.6, è stata registrata a 2 chilometri dal comune di Norcia, con una profondità di 11 chilometri. La seconda scossa, invece, è stata più forte: 3.6 di magnitudo con, sempre con epicentro a 2 chilometri da Norcia e alla stessa profondità di 11 chilometri. La zona è quella tra i comuni di Norcia, Cascia e Preci.

Avvertita anche a Rieti e Ascoli Piceno

La seconda scossa, quella delle 10, più forte è stata avvertita nettamente dalla popolazione in Valnerina. “Si è avvertito un boato distintamente” spiega il personale dei Vigili del Fuoco in servizio presso il distaccamento Valnerina. “A Cascia si è sentita bella forte – commenta un utente su Twitter -. Non eravamo più abituati”.  “Mi ha tremato la scrivania, ma non ero sicuro al 100%” scrive un utente da Ascoli Piceno. “Sentita lievemente anche a Rieti” commenta un altro. La squadra dei Vigili del Fuoco sta compiendo un sopralluogo sul territorio ma al momento, confermano, non sono arrivate richieste di intervento dalla popolazione.

 Scosse legate alla sequenza del 2016 ancora in atto

Le scosse di terremoto di venerdì mattina sono legate alla sequenza sismica iniziata nell’agosto 2016: “quella sequenza è ancora in atto”, ha osservato la sismologa Concetta Nostro, dell’ Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). “La zona interessata è
l’area del Centro Italia, nella quale i livelli di sismicità non sono tornati a quelli del periodo precedente l’agosto 2016”. Di conseguenza, prosegue Nostro, “la sequenza sismica di allora è ancora attiva, come risulta dall’andamento della sismicità attuale” e questo non stupisce i sismologi perché “alcune sequenze sismiche possono durare anni, secondo un’evoluzione osservata in altri casi, per esempio per quella
relativa al terremoto del 1980 in Irpinia”. Allora non esisteva una rete fissa che rilevasse i terremoti, ma quando negli anni successivi sono stati installati i primi strumenti “si registravano ancora moltissime scosse” legate alla sequenza cominciata nel 1980.


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