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Sanità, Regione Umbria ratifica il piano di razionalizzazione

Written by on 07/10/2022

Sanità, Regione Umbria ratifica il piano di razionalizzazione

I sindaci del Trasimeno chiedono un incontro alla presidente Tesei. Ai cittadini: “Scendete in campo con noi”

07/10/2022

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I sindaci del Trasimeno chiedono un incontro alla presidente Tesei. Ai cittadini: “Scendete in campo con noi”

La Regione Umbria, sin dal giugno scorso ha avviato un “importante processo di razionalizzazione della spesa e contestuale riqualificazione del servizio sanitario al fine di garantire le migliori performance di tutela della salute della popolazione, intervenendo sulla spesa farmaceutica, sugli acquisti e sulla riqualificazione della rete ospedaliera e territoriale”. È quanto afferma una nota della Regione Umbria. “L’obiettivo – prosegue – è quello di garantire una sanità a misura del cittadino, con un’organizzazione più vicina alle sue esigenze, meno burocratica, più efficace ed efficiente”. Il Piano ratificato mercoledì e in corso fin da giugno, tiene conto – spiega ancora l’ente “del progressivo appiattimento dei finanziamenti destinati al Sistema sanitario nazionale, dei significativi oneri per il proseguimento delle campagne vaccinali connesse all’emergenza Covid e degli effetti delle note dinamiche internazionali tra cui i maggiori costi energetici, inflattivi e contrattuali”. La Regione spiega di essersi trovata ad operare “partendo da una criticità storica con uno sbilancio di 42 milioni di euro e con un’epidemia mondiale i cui costi e le cui difficoltà non sono state riconosciute pienamente dallo Stato. Lo stesso Ministero delle Economie e delle finanze e la Corte dei Conti hanno sollecitato una riorganizzazione della rete ospedaliera regionale e maggiore attenzione alla spesa farmaceutica”.

Il piano di riorganizzazione

In base a quanto spiegato dalla Regione, il piano della riorganizzazione punta ad assicurare prestazioni appropriate, con l’impiego della congrua quantità di risorse, con particolare riferimento ai diversi setting assistenziali ed ai professionisti coinvolti con il fine di pervenire al miglior rapporto costi – benefici, per assicurare contemporaneamente la garanzia dei Livelli Essenziali di Assistenza e la sostenibilità del sistema. Per quanto riguarda l’assistenza ospedaliera per acuti occorre puntare su una rete in grado di assicurare in primo luogo qualità e sicurezza delle cure, ma anche appropriatezza, equità ed efficacia delle stesse. Per l’assistenza territoriale, coerentemente con il nuovo DM 77/2022, l’obiettivo della Regione è “rafforzare e valorizzare le strutture di prossimità assistenziale rendendo più appropriato l’utilizzo delle risorse, rimodulando sia la struttura dei setting assistenziali e le risorse umane coinvolte, che l’offerta dei servizi ai cittadini anche grazie al coinvolgimento della ‘Farmacia dei Servizi’ quale ulteriore presidio assistenziale capillarmente diffuso sul territorio”. Un modello organizzativo che per l’ente è funzionale alla gestione delle cronicità, “in cui l’integrazione tra ospedale-territorio garantisce la condivisione delle informazioni e dei protocolli necessari alla comune gestione del caso tra i professionisti coinvolti (Medici di Medicina Generale, Medici di Distretto, Medici Ospedalieri), nonché la definizione e realizzazione di modalità operative di supporto come le telerefertazioni e le tele consulenze, particolarmente adatte alla morfologia e alle infrastrutture della nostra regione”.

Trasimeno, sindaco Risini: “Ridateci il nostro ospedale”

Rispetto al piano di razionalizzazione annunciato dalla Regione, è intervenuto il sindaco di Città della Pieve, Fausto Risini che ha voluto puntare l’attenzione sulla questione sanità al Trasimeno. “Dopo la chiusura nel 2017 dell’Ospedale Beato Giacomo Villa di Città della Pieve e la sua riconversione in Casa della Salute con Punto di Primo Soccorso, nelle scorse ore la Regione Umbria ha reso noto il Piano di efficientamento e riqualificazione del Sistema Sanitario Regionale in cui non vengono prese in considerazione le necessità espresse da Città della Pieve, che resta ufficialmente scoperta da adeguati servizi sanitari”. Queste le parole del sindaco che ha annunciato, di concerto agli altri sette primi cittadini del Trasimeno, di aver fatto richiesta di incontro alla presidente Donatella Tesei “per ridiscutere il documento ed una importante manifestazione presso la Regione Umbria in nome della tutela del diritto alla salute”. “Le razionalizzazioni sono comprensibili – afferma Risini – ma devono essere uniformi su tutto il territorio regionale, come uniforme deve essere l’accesso ai servizi. Invece qui si è sancito il divario tra cittadini di seria A e di serie B, questi ultimi costretti a lunghi viaggi della speranza, attraversando il territorio regionale, pur di effettuare semplici visite, figuriamoci in casi di emergenza, in cui a rischio c’è la vita delle persone. Che poi si chiami Casa di Comunità, Ospedale di Comunità o quant’altro a me non interessa – scrive Risini -, interessano i contenuti, interessa che vi siano all’interno i servizi che abbiamo richiesto, in considerazione dell’importante distanza e difficoltà di raggiungimento di Perugia: posti letto (15 di medicina e 5 di chirurgia) e il Pronto Soccorso”. Risini ricorda quanto fatto dall’amministrazione comunale per chiedere alla Regione la restituzione dell’ospedale pievese: “Abbiamo mostrato ai vertici regionali le problematiche, è stata anche votata una mozione all’unanimità da tutte le forze politiche, abbiamo persino manifestato simbolicamente il giorno di Natale con altri due Sindaci (Burico e Cherubini) per accendere i riflettori sulle nostre criticità, ma nulla” spiega Risini. “Le politiche della Regione Umbria hanno deciso di non ascoltare questo territorio, di ignorare i bisogni e le richieste di decine di migliaia di cittadini, di non restituirci il nostro ospedale con Pronto Soccorso e per giunta di declassare anche quello di Castiglione del Lago, ultimo baluardo per l’ottenimento del Polo Unico del Trasimeno. A questo punto ci batteremo ancora più intensamente per i nostri diritti chiedendo a tutti i nostri cittadini di scendere in campo con noi”. “Le parole stanno a zero – conclude amareggiato il Primo Cittadino – è il momento di concretizzare la volontà dei cittadini”.

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