Sanità, sindacati: “Subito le 1.550 assunzioni promesse” in Umbria

Written by on 06/02/2021

Sanità, sindacati: “Subito le 1.550 assunzioni promesse” in Umbria

Cigl, Cisl e Uil chiedono l'apertura delle scuole e denunciano "manca programmazione"

06/02/2021

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PERUGIA – I sindacati tornano a riaccendere i riflettori sulle 1.550 assunzioni a tempo indeterminato nella sanità umbra” ancora solo promesse”, sul tracciamento “partito in colpevole ritardo” all’interno delle scuole “che vanno riaperte” e sul trasporto pubblico locale che ad oggi “non è in grado di dare risposte”.

Per Cgil, Cisl e Uil “mancata programmazione”

Sanità, scuola e trasporti: questi i principali temi messi sul tavolo della discussione da parte di Cgil, Cisl e Uil per informare, evidenziare e denunciare in merito alla situazione in Umbria, tra “mancata programmazione e assenza di un piano straordinario” da parte della Regione. Per i sindacati sono infatti questi i tre settori che in un momento particolare di emergenza sanitaria legata al Covid “si devono parlare” e che quindi vanno posti al centro del dibattito per evidenziare “le gravi criticità che li stanno  attraversando e che stanno riportando l’Umbria in zona rossa, in netta controtendenza con il resto del Paese”. Nel corso di una videoconferenza stampa le sigle sindacali umbre, attraverso testimonianze raccolte tra i lavoratori, hanno così fatto il punto e avanzato proposte in maniera unitaria anche attraverso le voci dei segretari generali Vincenzo Sgalla (Cgil), Angelo Manzotti (Cisl) e Claudio Bendini (Uil). Per Sgalla quello che accomuna tutti e tre i settori presi in esame è la “mancata programmazione”.

 “C’era tutto il tempo per organizzarsi meglio”

“Stiamo rincorrendo il Covid da questa estate in poi – ha commentato – con la Giunta regionale che non è stata in grado di predisporre un piano organizzativo per la seconda ondata. Ci troviamo così ad essere la regione con i dati statistici più alti d’Italia perché ci sono state mancanze”. Sgalla chiede quindi uno “scatto in avanti” grazie ad un piano straordinario che sia in grado di anticipare i problemi: “Se non si trovano soluzioni per il Covid non ci sarà ripresa economica”. Molto preoccupato si è detto anche Bendini della Uil: “In una prima fase gestita bene c’era tutto il tempo per organizzarsi al meglio visto anche gli accordi fatti con i sindacati relativi alle assunzioni poi non rispettati”. Assunzioni che “erano determinanti e andavano comunque fatte anche senza pandemia” e quindi Bendini ha concluso evidenziando “la manifesta volontà da parte della Regione di destrutturare in qualche misura il servizio sanitario regionale”. Bendini ha sottolineato infine anche una “grave carenza da parte dell’assessorato regionale alla sanità sia dal punto di vista politico che tecnico” chiedendo, pure lui, “un salto di qualità”.  Anche Manzotti, alla luce delle crisi sanitaria, economica e sociale che l’Umbria si trova ad affrontare, denuncia “gravi lacune nella gestione di questa emergenza”. Per il segretario Cisl “si sono perse figure professionali che sono andate fuori  regione e l’Umbria con i suoi 14 ospedali poteva fare tutta un’altra pianificazione”. “Serve ora – ha così concluso – il coinvolgimento delle forze sociali, politiche ed istituzionali per la condivisione con la Regione di un percorso per uscire da questa situazione di grave difficoltà”. 

Piano straordinario assunzioni e riapertura scuole

 Le categorie di sanità, scuola e trasporti dei tre sindacati hanno così chiesto prima di tutto “un piano straordinario di assunzioni immediate e a tempo indeterminato” in sanità per fronteggiare una situazione pandemica “fuori controllo” e per fermare la “fuga di professionalità” verso altre regioni. Lo snodo principale è infatti quello della sanità: “Al netto delle stabilizzazioni del personale – è stato ricordato – gli ingressi a tempo indeterminato sono stati solo 23 mentre la Toscana ha fatto più di 2 mila assunzioni a tempo indeterminato”.  I sindacati, inoltre, chiedono di “riaprire prima possibile” le scuole di ogni ordine e grado, con la creazioni di “presidi sanitari interni e l’avvio di un vero tracciamento per personale e studenti”. Oltre ad investimenti e una pianificazione per il sistema del trasporto pubblico locale, che necessità “di risposte concrete da parte della Regione”. Nei prossimi giorni – è stato infine annunciato – sono fissati due tavoli regionali con Cgil, Cisl e Uil: il primo l’11 febbraio sul recovery fund insieme alla presidente della Regione Donatella Tesei e il secondo, il 17, sulla task force contro i licenziamenti con l” assessore Michele Fioroni.


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