Vertenza Sangemini, resta lo stato di agitazione dei lavoratori

Written by on 13/07/2021

Vertenza Sangemini, resta lo stato di agitazione dei lavoratori

La preoccupazione tra sindacati e rsu per il futuro del gruppo Ami di cui fanno parte i due marchi

13/07/2021

I lavoratori della Sangemini

I lavoratori della Sangemini

TERNI – Rimane lo stato di agitazione alla Sangemini-Amerino, dove è “forte” la preoccupazione tra sindacati e rsu per il futuro del gruppo Ami, di cui fanno parte i due marchi, anche in relazione alla sostenibilità del concordato presentato al tribunale di Milano, dopo la relazione semestrale presentata dai commissari mandatari alle parti interessate.  Dal documento – spiegano Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil dell’Umbria, insieme alle rsu di stabilimento, in una nota – si apprende che si evidenziano ancora “forti criticità nella produzione e carenze nel settore commerciale” e che il termine del 30 giugno scorso, entro il quale l’Ebitda del gruppo sarebbe dovuto risultare in pareggio, è stato rimandato al 30 settembre.

Impianti Si ribadisce la necessità di “sviluppare una rete commerciale, che valorizzi tutti i marchi prodotti nei siti umbri e che non può bastare la sola produzione di acqua di primo prezzo”.  A proposito degli investimenti sull’innovazione tecnologica degli impianti, secondo sindacati e rsu questi sono risultati “sbagliati, incompleti e nettamente inferiori rispetto a quanto previsto negli accordi in passato sottoscritti (linea vetro mai realizzata) e non funzionali alle produzioni, generando maggiori costi di produzione e inefficienze”. Vengono quindi chieste “risorse economiche per una manutenzione necessaria all’efficientamento degli impianti”.

Scelte Per Flai, Fai e Uil “le scelte sbagliate della gestione delle risorse non devono ricadere sui lavoratori, che stanno già pagando per un utilizzo ricorrente della cassa integrazione, ma si deve definitivamente puntare al rilancio dei due siti umbri, valorizzando i marchi prodotti e le professionalità presenti nei siti”.  Viene infine richiesto un “urgente” tavolo ministeriale e un incontro alla Regione Umbria affinché questa “prenda posizione nei confronti della vertenza a salvaguardia dell’occupazione”. “Se non si avranno risposte a breve sulla costruzione degli incontri richiesti e perdura la preoccupante fase di stallo in atto – concludono -, intraprenderemo percorsi di mobilitazione di concerto con i lavoratori”.


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