A San Gemini in mostra le opere dell’artista futurista Leandra Angelucci Cominazzini

Written by on 23/09/2021

A San Gemini in mostra le opere dell’artista futurista Leandra Angelucci Cominazzini

La mostra in programma dal 25 settembre al 10 ottobre viene proposta in occasione del quarantesimo dalla morte nell'ambito del programma della Giostra dell'Arme

23/09/2021

Una delle opere dell'artista che saranno esposte alla mostra

Una delle opere dell'artista in mostra

Alla XLVIII edizione della Giostra dell’Arme di Sangemini, che si terrà dal 25 settembre al 10 ottobre, quest’anno è in programma un evento espositivo decisamente eccezionale. Dopo ben diciannove anni di mostre dedicate ai migliori artisti del ‘900 umbro come Burri, Dottori, Leoncillo…, quest’anno viene proposto un evento artistico del tutto speciale – tant’è che ha avuto il patrocinio del ministero per i  Beni culturali e il Turismo e l’Accademia nazionale di San Luca  -, perché riguarda la riproposizione di un’ artista donna umbra che ha fatto parte, insieme a poche altre in Italia,  del Futurismo, il movimento d’avanguardia  di Filippo Tommaso Marinetti.

Chi era Leandra Angelucci Cominazzini

Leandra Angelucci Cominazzini  (Foligno, 1890- 1981), nella ricorrenza del quarantesimo dalla scomparsa, viene presentata in anteprima con un numero di opere adeguato agli spazi di Palazzo vecchio e della Galleria degli affreschi di Palazzo Santacroce (sezione delle arti applicate), da poco restaurata, del Grand Hotel San Gemini.

Da novembre, con oltre cento opere, la mostra sarà aperta a Palazzo Trinci di Foligno, la città natale dell’artista, prodotta da COOP culture.

Gli esordi e poi il rinnovamento futurista

L’Angelucci Cominazzini esordisce come paesaggista verso la metà degli anni Venti, ma si dedica subito all’artigianato artistico brevettando gli Arazzi Hispellum, riprendendo un’antica tradizione delle donne di Spello di tessere con tessuti di scarto. Con questa produzione dai soggetti classico e bizantineggianti ebbe molto successo di vendite e premi in Itala e all’estero. Ma covava in lei il desiderio di rinnovamento che trovò nel Futurismo al quale aderì verso la fine dei Venti. Accolta da Marinetti, partecipò per tutti i Trenta e primi Quaranta, a Biennali di Venezia, Quadriennali di Roma e molte altre mostre col gruppo futurista.

Inizialmente suggestionata dall’aeropittura di Dottori, ben presto trova una sua specificità di poetica e di linguaggio declinando gli sviluppi futuristi degli anni Trenta in senso onirico-surreale, al limite del visionario, accedendo, dopo la fine storica del Futurismo nel 1944, a sviluppo sul dinamismo degli astri nell’ambiente del cosmo.

Versatile e curiosa, si dedicò, oltre alla pittura e alla tessitura, i cui motivi rinnovò in senso moderno nella seconda stagione, alla ceramica, alla pittura su vetro e su mattonelle, ma anche a mobili d’arredo, abbigliamento femminile e alle ambientazioni.

 

Curata da Massimo Duranti (che nel 1983 curò la prima antologica e la monografia con E. Crispolti), e da Andrea Baffoni, coordinata da Piero Zannori,  sostenuta da Regione Umbria, Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e altri soggetti privati, è corredata da un catalogo con testi, oltre che dei curatori, di Domenico Cialfi, Emanuela Cecconelli, Lucia Bertoglio, Giuseppe Angelucci, Flaminia Angelucci e Marta Angelucci,  la riproduzione di tutte le opere esposte a San Gemini e Foligno e ampi apparati con un’inedita cronologia e un’aggiornata bibliografia.

La mostra verrà inaugurata sabato 25 settembre alle ore 18.30 (all’aperto, nella piazza antistante, necessario il green pass, anche per accedere a gruppi alla visita delle mostre)


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