Saldi invernali, in Umbria dal 9 gennaio. Partenza sotto tono, secondo Confcommercio

Written by on 10/01/2021

Saldi invernali, in Umbria dal 9 gennaio. Partenza sotto tono, secondo Confcommercio

"Per i consumatori, offerta ricca e sconti subito appetibili. Un appuntamento importante per le imprese penalizzate dal Covid" dice Carlo Petrini di Federmoda Umbria Confcommercio

10/01/2021

Una vetrina di un negozio nel corso dei saldi invernali

PERUGIA- Partenza sotto tono per i saldi invernali in Umbria, penalizzata dal maltempo e dalla zona arancione in vigore in questo fine settimana, da sabato 9 a domenica 10 gennaio, nella nostra regione.  Lo comunica Carlo Petrini, presidente di Federmoda Umbria Confcommercio.

“Un avvio decisamente in sordina -spiega- condizionato dalle cattive condizioni meteo e dalle restrizioni anti Covid. Confidiamo nei giorni feriali della prossima settimana, quando l’Umbria da lunedì 11 gennaio, tornerà zona gialla. Si tratta di un appuntamento sempre importante per le nostre imprese, ma quest’anno lo sarà ancora di più. I consumatori avranno la possibilità di poter contare su una offerta ricca ed importante, con sconti molto alti e appetibili da subito”.

I saldi invernali, che in Umbria hanno preso avvio il 9 gennaio, come sempre avranno una durata di sessanta giorni e si concluderanno il 10 marzo prossimo.

“Noi confidiamo molto sulla risposta positiva da parte dei nostri clienti -prosegue il presidente di Federmoda Umbria Confcommercio– perché le imprese di questo settore stanno soffrendo in modo pesantissimo le conseguenze delle restrizioni imposte dalla pandemia e hanno bisogno di liquidità per poter sopravvivere oltre l’emergenza che ci ha travolto.

E’ vero che anche il 2021 si è aperto all’insegna dell’incertezza, che sta condizionando ogni momento della nostra vita e il futuro delle nostre attività. Ma noi ci auguriamo di poter lavorare nei prossimi giorni nella massima serenità, garantendo ai nostri clienti tutte le misure di sicurezza imposte dalla situazione eccezionale che stiamo vivendo”.

Secondo un’indagine Confcommercio sugli acquisti degli italiani in occasione della stagione dei saldi invernali 2021, sei italiani su dieci faranno acquisti con una percentuale leggermente in crescita rispetto all’anno scorso (64% contro 61,8%). Diminuisce invece, secondo l’Ufficio Studi di Confcommercio, la spesa a famiglia destinata allo shopping scontato stimata in 254 euro contro i 324 euro dell’anno passato, quindi 70 euro in meno.

In forte aumento la percentuale dei consumatori che acquisteranno in saldo online a discapito dei negozi tradizionali a seguito dei vari lockdown: il 35% di chi farà shopping sceglierà, infatti, la modalità online (il 13,7% in più dello stesso periodo dell’anno scorso). In vistoso aumento (+7,9%) la percentuale di chi attribuisce maggior importanza al prezzo dei prodotti, a testimonianza delle difficoltà economiche che stanno attraversando le famiglie italiane in questo periodo. Aumenta la percentuale di acquisti di capi di abbigliamento (+0,7%) e calzature (+7,3%), mentre  scende la preferenza per accessori (-4%) e biancheria intima (-4,5%).

“Molti dei nostri negozi, anche quelli di più piccole dimensioni -conclude Carlo Petrini, presidente di Federmoda Umbria Confcommercio– stanno cominciando ad attrezzarsi per raggiungere i loro clienti anche attraverso l’online, utilizzando il digitale e le competenze che Confcommercio Umbria da anni sta disseminando tra gli imprenditori, con una intensificazione importante anche attraverso lo Sportello Innovazione EDI.

Per noi, oggi più che mai, nel negozio fisico anche supportato dagli strumenti online, vale lo slogan che abbiamo coniato per sostenere le piccole attività, che offrono un servizio insostituibile al territorio e mantengono vive le comunità: #comprosottocasa perché mi sento a casa

 

Saldi, le regole da ricordare

Prova dei capi: non c’è obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante.

Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (art. 130 e ss. Codice del Consumo).

In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore, è, però, tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.

 


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