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Anche in Umbria al voto per il referendum sulla giustizia: tutti i quesiti

Written by on 12/06/2022

Anche in Umbria al voto per il referendum sulla giustizia: tutti i quesiti

Lo scrutinio per i referendum abrogativi seguirà la chiusura dei seggi, quello per la tornata amministrativa inizierà alle ore 14 di lunedì 13 giugno

12/06/2022

Le schede

Le schede

Oggi, domenica 12 giugno, è election day: si vota dalle ore 7 alle ore 23 per 5 quesiti referendari e per il rinnovo degli organi elettivi in 971 comuni. Lo scrutinio per i referendum abrogativi seguirà la chiusura dei seggi, quello per la tornata amministrativa inizierà alle ore 14 di lunedì 13 giugno.

Il corpo elettorale per i 5 quesiti referendari – sulla “legge Severino” per l’incandidabilità dopo condanna, sulla limitazione delle misure cautelari, sulla separazione delle carriere dei magistrati, sulla valutazione dei magistrati da parte dei membri laici dei consigli giudiziari, sulle firme per le candidature al Csm – è di 50.915.402 elettori, di cui 4.735.783 all’estero (la rilevazione risale all’8 giugno scorso). Cinque i colori delle schede che verranno consegnate ai votanti: rossa, arancione, gialla, grigia e verde. Per ciascuno dei referendum serve il quorum del 50% +1 dei votanti, altrimenti l’esito è nullo.

 

SCHEDA ROSSA: ABOLIZIONE LEGGE SEVERINO

Si chiede agli elettori se intendono eliminare le disposizioni introdotte nel 2012, con la legge promossa dall’allora ministra della Giustizia Paola Severino, che prevedono l’incandidabilità, l’ineleggibilità e la decadenza automatica per chi è stato condannato in via definitiva per alcuni tipi di reato, dalla mafia al terrorismo a quelli contro la pubblica amministrazione. Tali norme si applicano alle competizioni elettorali di ogni tipo, dal parlamento alle amministrazioni locali. Con il sì invece si cancella l’automatismo: dovrà essere il giudice, di volta in volta, a decidere se, in caso di condanna, occorra infliggere anche la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici. Chi si oppone ritiene che non vada abrogato un testo che rappresenta il più ampio intervento in materia di lotta alla corruzione degli ultimi anni.

SCHEDA ARANCIONE: CUSTODIA CAUTELARE

Allo stato, la carcerazione preventiva può essere disposta nei casi in cui venga ravvisato un possibile rischio di inquinamento delle prove in un’inchiesta, di fuga di chi è sottoposto a indagine e il “concreto ed attuale pericolo” di reiterazione del reato. Il quesito referendario proposto, interviene su quest’ultimo aspetto, chiedendo di limitare i casi in cui può essere disposta la misura cautelare per rischio di reiterazione. Chi sostiene le ragioni del ’Sì’ intende abrogare l’ipotesi di reiterazione per alcuni reati che prevedono pene minori e per il reato di finanziamento illecito dei partiti. Chi è per il no sottolinea che il codice già prevede dei limiti, poiché il carcere come misura cautelare è possibile per reati che prevedono la reclusione non inferiore a cinque anni.

SCHEDA GIALLA: SEPARAZIONE CARRIERE MAGISTRATI

Il quesito chiede l’abrogazione delle norme in materia di ordinamento giudiziario che consentono a un magistrato di passare dalle funzioni di pubblico ministero a quelle di giudice, e viceversa. Al momento sono possibili quattro passaggi di funzione nell’arco della carriera. Sulla materia interviene anche la riforma della ministra della Giustizia Marta Cartabia all’esame del Parlamento, riducendo a uno soltanto, entro 10 anni dalla prima assegnazione. Il referendum punta a rendere la scelta definitiva: se passa il Sì, il magistrato dovrà scegliere all’inizio della carriera la funzione giudicante o requirente, per poi mantenere quel ruolo per tutta la carriera, con l’obiettivo di distinguere nettamente chi giudica da chi accusa. Chi è per il No sostiene che così si introdurrebbe di fatto la separazione delle carriere (per la quale ci vorrebbe un concorso di accesso alla magistratura distinto per giudici e pm e un doppio Csm) senza modificare la Costituzione.

SCHEDA GRIGIA: VALUTAZIONE MAGISTRATI

I cittadini sono chiamati ad esprimersi sul sistema di valutazione dei magistrati, una prerogativa riservata al Csm. Il quesito riguarda la “partecipazione dei membri laici a tutte le deliberazioni del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e dei consigli giudiziari”.

Il Sì mira a consentire il voto dei laici – avvocati e professori – che siedono nei consigli giudiziari anche su queste deliberazioni, per ottenere giudizi più oggettivi sull’operato dei magistrati. Al contrario chi è per il No sostiene che sia inopportuno il giudizio degli avvocati su chi nel processo rappresenta la loro controparte

SCHEDA VERDE: FIRME PER IL CSM

Propone di cancellare la norma che stabilisce che ogni candidatura per l’elezione dei membri togati del Consiglio superiore della magistratura sia sostenuta da un minimo di 25 e un massimo di 50 presentatori. L’obiettivo dei referendari è arrivare a candidature individuali dei magistrati, senza il supporto preventivo di altri colleghi, nel tentativo di limitare il peso delle correnti.  Chi si oppone mette in dubbio che questo basti a ottenere cambiamenti rilevanti

 


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