Coronavirus, Patoia: “Con il virus in futuro dovremo imparare a convivere”

Lucio Patoia, direttore della Medicina interna dell'ospedale di Foligno 02/04/2020

Coronavirus, Patoia: “Con il virus in futuro dovremo imparare a convivere”

Lucio Patoia, direttore della Medicina interna dell'ospedale di Foligno
del 02/04/2020 ore 08:30

Coronavirus, torniamo a dare la parola a coloro che in questo momento sono sul fronte più esposto che è quello sanitario. Per questo nella rassegna stampa di questa mattina abbiamo deciso di ospitare il dottor Lucio Patoia. Il dottor Patoia è direttore della Medicina Interna dell’Ospedale di Foligno dove, ai 32 posti letto di degenza ordinaria, sono stati aggiunti 12 posti ampliabili a 18 di degenza semintensiva per pazienti infetti da Covid o in fase di accertamento perché sospetti. Il reparto Covid è munito di telemonitor per visionare da fuori della stanza i parametri vitali e telecamere e collegamento audio per parlare con i pazienti senza entrare.

Picco e previsione Sul fronte del rallentamento del contagio che in questi giorni porta un po’ tutti a noi a un atteggiamento di cauto ottimismo, il dottor Patoia misura le parola e manda un messaggio di estremo realismo e prudenza: “Stiamo parlando di un leggero rallentamento del contagio e questo ci deve dare speranza, ma bisogna sempre ricordare di un contagio che continua a crescere – sottolinea Patoia – anche se non più ai livelli di prima ma il numero dei contagi è sempre lì a dirci che la battaglia dal punto di vista sanitario è ancora lunga. Giusto l’ottimismo ma con molta cautela”.

Convivenza Per quanto riguarda poi, la prospettiva del dopo Patoia parla senza mezzi termini “di forma di convivenza con il virus perché al momento non abbiamo altri strumenti per contrastarlo e perciò in futuro quando la situazione si sarà stabilizzata – rimarca – dovremo avere comunque degli accorgimenti che prima non avevamo. Fino a quando non avremo un vaccino, bisogna rendersi conto che dovremo trovare altre forme di difesa”.

Scelte Per quanto riguarda invece le prescrizioni messe in atto dal Governo così come quelle adottate da Regione Umbria, Patoia sottolinea come “sia il Governo che la Regione hanno agito a mio avviso nel modo migliore e non bisogna dimenticare che ci siamo trovati tutti improvvisamente dentro una situazione sconosciuta e di fronte a un nemico subdolo e sconosciuto. Il sistema sanitario regionale ha risposto nel migliore dei modi e medici e infermieri hanno dato prova di grande coraggio e professionalità. In questa situazione tutti abbiamo dovuto cambiare e riorganizzare i metodi di lavoro. Credo, che da questo punto di vista, la telemedicina ci stia dando un grande aiuto. Il contatto con il paziente, che in questo momento è più che mai fondamentale, non può venire meno: oggi e in questa specifica situazione – conclude il dottor Patoia – dobbiamo più che mai umanizzare il nostro lavoro. Le persone hanno bisogno di risposte dal punto di vista medico ma anche rassicurazioni sul versante psicologico. Da questo punto di vista ci troviamo a combattere su due fronti”.

Rassegna stampa – Umbria

Presentato da Pierpaolo Burattini

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